Agenzia delle Entrate nel mirino degli hacker di Lockbit. Chiesto riscatto
L'Agenzia delle Entrate nel mirino degli hacker di LockBit: la gang ransomware russa rivendica il furto di 78 GB di dati e chiede un riscatto. Cosa sappiamo, la risposta dell'Agenzia e chi è LockBit.
L’Agenzia delle Entrate è finita nel mirino degli hacker di LockBit: la gang ransomware di origine russa ha rivendicato un attacco informatico ai danni dell’amministrazione fiscale italiana, sostenendo di aver sottratto circa 78 gigabyte di dati riservati e chiedendo il pagamento di un riscatto entro cinque giorni. È uno degli episodi di cybercrime più gravi mai registrati ai danni di un ente pubblico italiano.
L’attacco hacker all’Agenzia delle Entrate: cosa è successo
La notizia è stata resa pubblica da Pierguido Iezzi, CEO di Swascan, polo della cybersicurezza del Gruppo Tinexta, che ha documentato l’attacco informatico attraverso screenshot pubblicati nel dark web dalla stessa gang LockBit. Secondo quanto emerso, i criminali informatici avrebbero utilizzato un malware di tipo ransomware per penetrare nei sistemi e sottrarre un archivio di dati che includerebbe:
- Documenti fiscali e amministrativi
- Scansioni di atti ufficiali
- Rapporti finanziari
- Contratti
LockBit ha fissato un ultimatum di cinque giorni per il pagamento del riscatto, minacciando di pubblicare online il materiale sottratto in caso di mancato pagamento.
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La risposta dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate, guidata da Ernesto Maria Ruffini, ha risposto tempestivamente alla notizia con una dichiarazione ufficiale:
«In riferimento alla notizia apparsa sui social e ripresa da alcuni organi di stampa circa il presunto furto di dati dal sistema informativo della fiscalità, l’Agenzia delle Entrate precisa di aver immediatamente chiesto un riscontro e dei chiarimenti a SOGEI SPA, società pubblica interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestisce le infrastrutture tecnologiche dell’amministrazione finanziaria e che sta effettuando tutte le necessarie verifiche.»
SOGEI S.p.A. è la società pubblica che gestisce l’intera infrastruttura tecnologica dell’amministrazione finanziaria italiana. Il coinvolgimento di questo soggetto è cruciale per capire l’effettiva portata della violazione: se i dati fossero stati realmente esfiltrati dai server di SOGEI, l’impatto potrebbe riguardare milioni di contribuenti italiani.
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Chi è LockBit: la gang ransomware nel mirino dell’Agenzia delle Entrate
LockBit non è un gruppo di hacker improvvisato. Come documentato da Kaspersky e dalle principali agenzie di cybersicurezza internazionali, si tratta di una delle organizzazioni criminali informatiche più pericolose e attive a livello globale. Ecco i punti chiave da conoscere:
- Origini: precedentemente noto come ransomware “ABCD”, LockBit si è evoluto nel tempo fino a diventare una delle minacce ransomware più sofisticate in circolazione.
- Modalità operativa: LockBit appartiene alla categoria dei cosiddetti criptovirus, ovvero ransomware che cifrano i file della vittima rendendoli inaccessibili, per poi chiedere un riscatto in criptovaluta in cambio della chiave di decriptaggio.
- Modello RaaS: il gruppo opera secondo il modello Ransomware-as-a-Service (RaaS), mettendo a disposizione di affiliati criminali la propria infrastruttura tecnologica in cambio di una percentuale sui riscatti ottenuti.
- Target preferiti: enti pubblici, infrastrutture critiche, aziende sanitarie e grandi imprese private in tutto il mondo.
Perché l’attacco a un’agenzia fiscale è particolarmente grave
Un attacco ransomware contro l’Agenzia delle Entrate non è paragonabile a una comune violazione aziendale. I rischi potenziali per i cittadini e per il sistema fiscale italiano sono molteplici:
- Dati sensibili dei contribuenti: codici fiscali, dichiarazioni dei redditi, informazioni patrimoniali e bancarie potrebbero essere esposti.
- Rischio di frodi fiscali: la disponibilità di dati fiscali nel dark web apre la strada a truffe, furti di identità e tentativi di phishing mirati.
- Impatto sulla fiducia istituzionale: la violazione di un ente dello Stato mina la fiducia dei cittadini nella capacità delle istituzioni di proteggere le loro informazioni.
Il contesto: la cybersicurezza degli enti pubblici italiani
L’attacco di LockBit all’Agenzia delle Entrate si inserisce in un quadro più ampio di crescente esposizione delle pubbliche amministrazioni italiane agli attacchi informatici. Negli ultimi anni, ospedali, comuni e ministeri sono stati colpiti da campagne ransomware sempre più aggressive. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha più volte sottolineato la necessità di rafforzare le difese digitali delle infrastrutture critiche del Paese, un tema che rimane centrale nell’agenda della sicurezza nazionale.
FAQ: Agenzia delle Entrate e attacco hacker LockBit
- Cosa ha rubato LockBit dall’Agenzia delle Entrate?
- Secondo la rivendicazione della gang, sarebbero stati sottratti circa 78 GB di dati, tra cui documenti fiscali, scansioni, rapporti finanziari e contratti. L’Agenzia delle Entrate ha avviato verifiche tramite SOGEI per accertare l’effettiva entità della violazione.
- L’Agenzia delle Entrate ha pagato il riscatto?
- Non risulta alcuna conferma di pagamento. Le autorità italiane e le linee guida internazionali sconsigliano il pagamento dei riscatti, in quanto non garantisce il recupero dei dati e incentiva ulteriori attacchi.
- I dati dei contribuenti italiani sono a rischio?
- Le verifiche avviate da SOGEI sono finalizzate proprio a stabilire se i dati dei contribuenti siano stati effettivamente compromessi. In attesa di riscontri ufficiali, è consigliabile prestare attenzione a eventuali comunicazioni sospette che si riferiscano a dati fiscali personali.
- Cos’è un attacco ransomware?
- Un ransomware è un tipo di malware che cifra i file del sistema colpito, rendendoli inaccessibili. Gli hacker chiedono poi un riscatto (in inglese ransom) per fornire la chiave di decriptaggio. LockBit è una delle varianti più avanzate e diffuse di questo tipo di minaccia.
- Chi gestisce la sicurezza informatica dell’Agenzia delle Entrate?
- L’infrastruttura tecnologica dell’amministrazione finanziaria italiana è gestita da SOGEI S.p.A., società pubblica interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.