Prezzo gas scende a valori precedenti guerra Ucraina, crescono le riserve di Italia & co.
Il prezzo del gas in Europa scende ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina: quotazioni sotto 83,2 €/MWh ad Amsterdam. Crescono le riserve: Italia al 46%. Ecco cosa sta succedendo e il piano Ue per sostituire il gas russo con GNL e nuove infrastrutture.
Il prezzo del gas in Europa scende a valori precedenti alla guerra in Ucraina: ad Amsterdam, mercato di riferimento continentale, le quotazioni hanno toccato quota 83,2 euro al megawattora, portandosi su livelli inferiori a quelli registrati il 23 febbraio 2022, ovvero il giorno prima dell’invasione russa. Una discesa significativa che arriva mentre i Paesi europei accelerano il riempimento degli stoccaggi in vista dell’inverno. L’Italia ha portato le proprie riserve al 46%, con una crescita di circa mezzo punto percentuale al giorno, un ritmo che punta a garantire sicurezza energetica nei mesi più freddi.
Perché il prezzo del gas scende ai livelli pre-guerra Ucraina
Il calo delle quotazioni riflette una combinazione di fattori strutturali e congiunturali. Da un lato, la domanda industriale europea rimane compressa rispetto ai livelli storici; dall’altro, le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) hanno raggiunto volumi record, aumentando l’offerta disponibile sui mercati occidentali del continente. Il risultato è che il prezzo del gas torna oggi su valori che sembravano irraggiungibili nei mesi più acuti della crisi energetica seguita al conflitto in Ucraina.
Le spedizioni di gas russo attraverso l’Ucraina sono state ridotte dall’11 maggio dopo che un punto di transito è stato messo fuori servizio a causa dei combattimenti nella parte orientale del Paese. Questo ha accelerato la ricerca europea di fonti alternative, con il GNL come principale sostituto.
Le riserve di gas crescono: Italia e altri Paesi europei si preparano all’inverno
Mentre il prezzo del gas scende, le riserve europee continuano a crescere a ritmo sostenuto. L’Italia è tra i Paesi più attivi nel riempimento degli stoccaggi:
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- Riserve italiane al 46% e in crescita di circa 0,5 punti percentuali al giorno
- Il ritmo attuale è compatibile con l’obiettivo europeo di raggiungere stoccaggi all’80% prima dell’inizio della stagione invernale
- Anche Germania, Francia e altri grandi consumatori stanno accelerando il riempimento dei propri depositi sotterranei
La combinazione tra prezzi in discesa e riserve in crescita rappresenta un segnale positivo per la sicurezza energetica europea, anche se permangono vulnerabilità strutturali legate alle infrastrutture di distribuzione.
Il piano Ue per sostituire il gas russo: GNL e nuove infrastrutture
L’Europa si sta affrettando a sostituire la propria dipendenza dall’energia russa soprattutto attraverso l’importazione di gas naturale liquefatto. Recentemente la regione ha importato quantità record di GNL, percorrendo così un ambizioso piano per abbandonare il gas naturale russo. Ma c’è un grosso ostacolo da superare.
Anche se quantità record di gas naturale liquefatto sbarcano sulle coste europee, la mancanza di interconnessioni dai principali terminal di importazione a ovest significa che il gas non può raggiungere facilmente i Paesi dell’est che dipendono maggiormente dalle forniture via gasdotto dalla Russia.
«Mancano le infrastrutture per i flussi da ovest a est» — Marc Saalfrank, responsabile del trading mercantile dell’Europa continentale presso Axpo Solutions AG
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«Il GNL, in breve, non è l’unica soluzione per sostituire il gas russo a causa dei colli di bottiglia». La divergenza dei prezzi e le limitazioni infrastrutturali evidenziano che l’obiettivo dell’Unione Europea di sostituire un terzo del gas russo con il GNL nel breve termine non sarà facile.
Di conseguenza, secondo Citigroup i prezzi del gas a breve termine in Gran Bretagna, Francia e Spagna scendono fino a un terzo di quelli di mercati come l’Olanda e la Germania. Il problema è come rifornire nazioni come l’Ungheria e la Bulgaria, dove non c’è accesso per le grandi navi di GNL.
Il gasdotto TAP e la strategia di diversificazione
Una possibilità concreta è quella di adattare le infrastrutture di gasdotti esistenti. L’Europa sta studiando come invertire i flussi sul Gasdotto Trans-Adriatico (TAP), in modo che il gas possa viaggiare dall’Italia alla Grecia. Attualmente il TAP porta il gas da est a ovest, dall’Azerbaigian attraverso l’Europa sudorientale fino all’Italia. Abilitare la capacità nell’altra direzione aiuterebbe a diversificare le forniture verso i Paesi dell’Europa orientale, riducendo la dipendenza dai gasdotti russi.
La strategia europea si articola quindi su tre assi principali:
- Importazioni record di GNL dai mercati globali (USA, Qatar, Algeria)
- Riempimento accelerato degli stoccaggi in tutti i Paesi membri, Italia compresa
- Adattamento delle infrastrutture esistenti per migliorare i flussi da ovest a est
FAQ: prezzo del gas e riserve europee
- Il prezzo del gas è tornato ai livelli pre-guerra Ucraina?
- Sì. Le quotazioni ad Amsterdam hanno toccato 83,2 euro al megawattora, un livello inferiore a quello registrato il 23 febbraio 2022, il giorno prima dell’inizio del conflitto.
- Quante riserve di gas ha l’Italia?
- L’Italia ha raggiunto il 46% di riempimento degli stoccaggi, con una crescita di circa mezzo punto percentuale al giorno.
- Il GNL può sostituire completamente il gas russo?
- Non nel breve termine. La mancanza di infrastrutture di interconnessione tra i terminal di importazione occidentali e i Paesi dell’Europa orientale rappresenta un collo di bottiglia che limita la capacità di distribuzione del GNL su scala continentale.
- Cosa è il gasdotto TAP e che ruolo ha nella crisi energetica?
- Il Trans-Adriatic Pipeline (TAP) trasporta attualmente gas dall’Azerbaigian verso l’Italia. L’Europa sta valutando di invertirne i flussi per portare gas dall’Italia verso la Grecia e i Balcani, diversificando così le forniture nell’Europa sudorientale.
- Perché i prezzi del gas sono diversi tra i Paesi europei?
- Le limitazioni infrastrutturali creano mercati parzialmente separati. Paesi con accesso diretto ai terminal GNL, come Francia e Spagna, beneficiano di prezzi più bassi rispetto a mercati come Germania e Olanda, dove il gas arriva principalmente via gasdotto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.