Il paradosso del gas: adesso è boom di export dell’Italia, ecco perchè

Il paradosso del gas in Italia: mentre il TTF europeo tocca i 220 euro/MWh, il PSV italiano scende a 80. Stoccaggi pieni e consumi in calo spingono il boom di export. Ecco perché e cosa significa per le bollette.

Pubblicato 29 Settembre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:26

Il paradosso del gas in Italia: prezzi più bassi e boom di export

Mentre l’Europa fa i conti con quotazioni del gas ancora elevate, l’Italia si trova in una posizione inaspettata: i prezzi interni sono crollati rispetto ai mercati continentali e il Paese è diventato un esportatore netto di gas. Un vero e proprio paradosso, che vale la pena capire nel dettaglio.

Gas: perché i prezzi in Italia sono più bassi che in Europa

Il punto di partenza è la decisione dell’Arera — l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente — di sganciare il prezzo del gas italiano dal benchmark europeo di Amsterdam, ovvero dall’indice TTF (Title Transfer Facility) quotato alla Borsa di Amsterdam, da sempre punto di riferimento per gli scambi in Europa.

La differenza è diventata evidente quando, mentre il TTF ha toccato un picco di 220 euro al megawattora, il PSV italiano — il Punto di Scambio Virtuale che funge da riferimento per il mercato interno — ha segnato una punta minima di appena 80 euro al megawattora. In pratica, il gas in Italia costava quasi due terzi in meno rispetto al resto d’Europa.

Come funziona il nuovo metodo di calcolo dell’Arera

L’Arera ha stabilito di non utilizzare più come riferimento le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso europeo, ma la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso PSV italiano. Il nuovo metodo, introdotto in risposta alla situazione di emergenza energetica, si applica ai clienti ancora in regime di tutela — circa 7,3 milioni di famiglie su un totale di 20,4 milioni, pari al 35,6% del totale.

Il cambiamento è entrato in vigore dal 1° ottobre, con il nuovo aggiornamento tariffario. Le variazioni delle tariffe del gas vengono ora comunicate mensilmente, e non più ogni tre mesi come avveniva in precedenza.

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Il paradosso del gas: perché l’Italia esporta invece di importare

Al calo dei prezzi si aggiunge una circostanza che definire anomala è riduttivo: l’Italia sta esportando gas in quantità record. Come reso noto dal gestore della rete nazionale Snam, al punto di ingresso del Tarvisio — da dove transita il metano fornito dal colosso russo Gazprom — sono arrivati 40 milioni di metri cubi di gas (25 + 15 in due giorni), e di questi ben 30 (18 + 12) sono stati quasi immediatamente rivenduti all’estero.

In sostanza, in Italia al momento c’è un’abbondanza di gas. Le ragioni sono principalmente due:

  • Stoccaggi quasi pieni: le riserve hanno raggiunto il 90% della capacità, come confermato dal Ministero della Transizione Ecologica.
  • Consumi in calo: le temperature miti e le misure di risparmio energetico in atto hanno ridotto la domanda interna in modo significativo.

Il risultato è un surplus di gas che, non potendo essere assorbito dal mercato interno, viene dirottato verso i Paesi europei dove la domanda — e i prezzi — rimangono molto più alti. Da qui il boom dell’export.

Bollette luce e gas: gli aggiornamenti tariffari in arrivo

Sul fronte delle bollette, l’Arera ha comunicato l’aggiornamento delle tariffe per l’elettricità, una variazione estremamente rilevante per i consumatori come sottolineato dal presidente Stefano Besseghini. Le nuove tariffe per la luce valgono per i successivi tre mesi, mentre quelle del gas vengono aggiornate mensilmente — una novità rispetto al passato — per riflettere più rapidamente le variazioni del mercato interno.

Cosa significa tutto questo per i consumatori italiani

Il quadro che emerge è complesso ma, almeno nel breve periodo, favorevole per le famiglie italiane ancora in tutela. Il disaccoppiamento dal TTF europeo protegge i consumatori dai picchi speculativi del mercato di Amsterdam, ancorandoli a un prezzo interno più basso e più stabile.

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Tuttavia, il paradosso del gas italiano solleva anche interrogativi di lungo periodo: quanto durerà questa abbondanza? E soprattutto, la scelta di esportare gas a prezzi elevati all’estero è la strategia migliore per garantire sicurezza energetica nel medio termine? Sono domande a cui il sistema energetico italiano dovrà rispondere nei prossimi mesi.

FAQ: le domande più frequenti sul gas in Italia

Perché il gas in Italia costa meno che in Europa?

Perché l’Arera ha deciso di calcolare il prezzo del gas per i clienti in tutela sulla base del PSV italiano, il mercato all’ingrosso interno, invece che sul TTF di Amsterdam. Questo ha creato un divario significativo tra i prezzi italiani e quelli europei.

Perché l’Italia esporta gas se i prezzi sono alti?

Perché gli stoccaggi sono quasi pieni (al 90%) e i consumi interni sono in calo grazie alle temperature miti e alle misure di risparmio. Il surplus viene venduto all’estero, dove i prezzi sono molto più alti, generando un boom di export.

Cos’è il PSV e come funziona?

Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è il mercato all’ingrosso di riferimento per il gas naturale in Italia. È gestito da Snam e rappresenta il punto virtuale dove avvengono le transazioni tra operatori del settore. Il suo prezzo riflette le condizioni del mercato italiano e può differire significativamente dal TTF europeo.

Chi sono i clienti ancora in tutela per il gas?

Sono circa 7,3 milioni di famiglie — il 35,6% del totale di 20,4 milioni di clienti domestici — che non hanno ancora scelto un fornitore sul mercato libero e sono quindi soggetti alle tariffe regolate dall’Arera.

Cosa succede al Tarvisio?

Il Tarvisio è il principale punto di ingresso del gas russo in Italia, gestito da Snam. Da qui transita il metano fornito da Gazprom. Quando le forniture superano il fabbisogno interno, il gas in eccesso viene esportato verso altri Paesi europei attraverso la rete di interconnessione.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.