Transizione green giusta solo abbassando i prezzi: la lettera annuale di Larry Fink

La lettera annuale di Larry Fink, CEO di BlackRock: la transizione green è giusta solo abbassando i prezzi dei prodotti ecologici. Tutti i temi della missiva, dal clima al mercato del lavoro.

Pubblicato 18 Gennaio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:07

Puntuale come ogni anno arriva la lettera del CEO di BlackRock Larry Fink agli amministratori delegati di tutte le aziende nelle quali il fondo investe, Piazza Affari inclusa. Un appuntamento atteso dai mercati globali, perché le parole del numero uno del più grande asset manager del mondo muovono strategie, capitali e dibattiti su scala planetaria.

Al centro della missiva di quest’anno, due grandi temi: la transizione green e il nuovo rapporto tra aziende e lavoratori nel mondo post-pandemia. Il messaggio di fondo è chiaro: una transizione ecologica davvero giusta è possibile solo abbassando i prezzi dei prodotti green. Senza questo passaggio, la decarbonizzazione rischia di restare un privilegio per pochi.

La transizione green giusta solo abbassando i prezzi: il cuore della lettera di Larry Fink

Fink difende la posizione di BlackRock nell’impegnarsi con le aziende sulla transizione del carbonio piuttosto che disinvestire del tutto, sottolineando che le aziende stesse non possono essere la “polizia del clima”, ma dovrebbero lavorare in sinergia con i governi.

Il passaggio più citato della lettera è inequivocabile:

«Dobbiamo essere onesti e ammettere che, ad oggi, i prodotti ecologici spesso costano di più. Abbattere questo sovrapprezzo sarà essenziale per riuscire a mettere in pratica una transizione ordinata e giusta.»

In altre parole, per Fink la transizione green è giusta solo abbassando i prezzi dei beni e dei servizi sostenibili, rendendoli accessibili alla classe media e non solo alle fasce più abbienti. È questo il nodo centrale della lettera annuale di Larry Fink: la sostenibilità non può essere un lusso.

I prossimi mille unicorni saranno green

Fink guarda al futuro con ottimismo selettivo. Secondo il CEO di BlackRock, l’innovazione tecnologica sarà il vero motore della decarbonizzazione:

«I prossimi mille unicorni non saranno motori di ricerca o social media, bensì start-up che aiutano il mondo a decarbonizzarsi.»

Un messaggio diretto agli investitori: il capitale del futuro si concentrerà sulle soluzioni climatiche, non sulle piattaforme digitali tradizionali. Le opportunità più grandi sono ancora da creare, e BlackRock intende essere in prima fila.

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Dal marrone al verde: la transizione non è immediata

Fink è però realista sui tempi e sui modi del cambiamento. Nella lettera scrive:

«Prima di arrivare a un mondo ‘green’ dovremo attraversare svariate sfumature di marrone e di verde. Ad esempio, per assicurare la continuità delle forniture di energia a prezzi accessibili, durante la transizione i combustibili fossili tradizionali, come il gas naturale, giocheranno un ruolo importante.»

Una posizione che ha fatto discutere, ma che riflette la visione pragmatica di BlackRock: non si può spegnere il sistema energetico globale dall’oggi al domani. La strada verso le zero emissioni nette passa per tappe intermedie, e ignorarle significherebbe mettere a rischio la stabilità economica e sociale di interi Paesi.

Niente disinvestimento dalle società petrolifere: la strategia di BlackRock

Su un punto Fink è esplicito e non lascia spazio a interpretazioni:

«Il disinvestimento da interi settori o il passaggio delle attività ad alta intensità di carbonio dai mercati pubblici a quelli privati non si tradurranno nel raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni nette. E BlackRock non persegue il disinvestimento dalle società petrolifere e del gas come strategia.»

Una scelta che distingue BlackRock da altri grandi investitori istituzionali: piuttosto che uscire dai settori inquinanti, il fondo preferisce restare al tavolo e spingere le aziende verso il cambiamento dall’interno, attraverso il dialogo e l’engagement degli azionisti.

Il nuovo rapporto tra datori di lavoro e dipendenti

La lettera annuale di Larry Fink non si limita alla transizione ecologica. Un’ampia sezione è dedicata alla trasformazione del mercato del lavoro, accelerata dalla pandemia:

«Nessun rapporto ha subito più modifiche a causa della pandemia di quello tra datori di lavoro e dipendenti. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito il tasso di licenziamento è ai massimi storici.»

Fink osserva con interesse la crescita salariale in atto, soprattutto negli Stati Uniti:

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«Proprio negli Stati Uniti stiamo assistendo a una delle maggiori crescite salariali degli ultimi decenni. Ed è positivo che i lavoratori stiano cogliendo queste nuove opportunità.»

In tutto il mondo, i dipendenti chiedono di più ai loro datori di lavoro: maggiore flessibilità, mansioni più significative, attenzione alla salute mentale. Il CEO di BlackRock descrive così il cambiamento di paradigma per i vertici aziendali:

«La normalità prevedeva che i dipendenti andassero in ufficio cinque giorni alla settimana. Raramente si parlava di salute mentale sul luogo di lavoro e i salari della manodopera a basso e medio reddito crescevano a malapena.»

Un mondo che non esiste più, e che le aziende devono imparare a gestire con strumenti nuovi.

Il capitalismo degli stakeholder secondo Fink

Come nelle lettere degli anni precedenti, Fink difende il movimento di azionisti che spinge le aziende a concentrarsi sugli interessi della società oltre che sui profitti. Il cosiddetto capitalismo degli stakeholder — o capitalismo degli azionisti nella sua accezione più ampia — rimane la bussola di BlackRock: le aziende devono avere uno scopo, affrontare il cambiamento climatico e rispondere alle aspettative di tutti i portatori di interesse, non solo degli azionisti di breve periodo.


FAQ: le domande più frequenti sulla lettera di Larry Fink

Cos’è la lettera annuale di Larry Fink?

È una lettera che il CEO di BlackRock invia ogni anno agli amministratori delegati delle aziende in cui il fondo investe. È considerata uno dei documenti più influenti nel mondo della finanza globale, perché indica le priorità strategiche del più grande asset manager del mondo.

Perché Fink dice che la transizione green è giusta solo abbassando i prezzi?

Perché i prodotti e i servizi ecologici hanno ancora un costo superiore rispetto alle alternative tradizionali. Finché questo divario non si riduce, la transizione verde rischia di essere accessibile solo alle fasce più ricche della popolazione, escludendo la classe media e i Paesi in via di sviluppo.

BlackRock disinveste dalle aziende petrolifere?

No. La strategia di BlackRock non prevede il disinvestimento dalle società petrolifere e del gas. Il fondo preferisce restare azionista e spingere le aziende verso la decarbonizzazione attraverso il dialogo e l’engagement, piuttosto che uscire dai settori ad alta intensità di carbonio.

Cosa intende Fink per ‘sfumature di marrone e di verde’?

È un’immagine che descrive la gradualità necessaria della transizione energetica. Prima di raggiungere un’economia pienamente verde, il mondo dovrà attraversare fasi intermedie in cui i combustibili fossili — come il gas naturale — continueranno a svolgere un ruolo per garantire la sicurezza energetica e prezzi accessibili.

Qual è il messaggio di Fink sul mercato del lavoro?

Fink sottolinea che la pandemia ha trasformato radicalmente il rapporto tra datori di lavoro e dipendenti. I lavoratori chiedono oggi maggiore flessibilità, salari più equi e attenzione al benessere mentale. Le aziende che non si adattano a questo nuovo paradigma rischiano di perdere i migliori talenti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.