Smart working: due giorni in sede e tre a casa con venerdì libero. L’accordo di TIM
Smart working TIM: l'accordo con i sindacati prevede 3 giorni a casa, 2 in sede e il venerdì libero per 32.000 dipendenti. Scopri come funziona, i due modelli di lavoro agile e le tutele previste.
Lo smart working continua a ridisegnare il mondo del lavoro italiano, e uno degli accordi più significativi in materia è quello siglato tra TIM e i sindacati: tre giorni a casa, due in sede e il venerdì libero per circa 32.000 dipendenti. Un modello che punta a coniugare flessibilità, produttività e sostenibilità ambientale.
Smart working TIM: due giorni in sede e tre a casa con il venerdì libero
L’accordo sul lavoro agile tra TIM e le organizzazioni sindacali riguarda circa 32.000 dipendenti e ha una durata di 13 mesi. Si tratta di uno degli accordi di smart working più ambiziosi nel panorama delle grandi aziende italiane, con un impatto diretto sulla vita quotidiana di decine di migliaia di lavoratori.
Il cuore dell’intesa è semplice: due giorni in sede e tre giorni in smart working, con la chiusura delle sedi TIM ogni venerdì. Questo schema consente ai dipendenti di pianificare meglio le attività extra-lavorative, rafforza la co-presenza tra colleghi nei giorni in ufficio e produce un significativo efficientamento energetico, con una riduzione delle emissioni di CO2.
L’impatto è particolarmente rilevante nelle grandi città:
- Roma: circa 12.000 dipendenti coinvolti
- Milano: circa 3.700 dipendenti coinvolti
Il risultato atteso è una riduzione del pendolarismo del 60%, con benefici concreti per la qualità della vita e per l’ambiente urbano.
Come funziona l’accordo: i due modelli di lavoro agile
L’intesa non si limita a stabilire il numero di giorni in smart working. Introduce due distinte modalità di lavoro agile, pensate per rispondere alle diverse esigenze organizzative dei reparti aziendali.
👉 Leggi anche: Poste Italiane rilancia l'Opa su TIM: prime adesioni e cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Modello giornaliero (2 giorni in sede + 3 in smart working)
Si applica agli ambiti organizzativi caratterizzati da:
- Attività svolte per obiettivi
- Adeguato livello di autonomia
- Flessibilità oraria
Per questi lavoratori, la settimana tipo prevede due giorni in ufficio e tre giorni di lavoro da remoto, con il venerdì come giornata di chiusura delle sedi.
Modello settimanale (alternanza settimane in sede/in agile)
Si applica agli ambiti in cui le attività sono etero-organizzate, non consentono di lavorare per obiettivi e richiedono la presenza in specifici archi orari. In questo caso, il meccanismo prevede:
- Una settimana con quattro giorni in sede
- Una settimana interamente in smart working
Due strumenti diversi, ma con un punto in comune: garantire flessibilità ai lavoratori senza rinunciare alla coesione e alla produttività aziendale.
Diritto alla disconnessione e tutele per i lavoratori
L’accordo TIM non si occupa solo di dove si lavora, ma anche di come si lavora. Tra le tutele introdotte figura il diritto alla disconnessione, che protegge i dipendenti dall’obbligo implicito di essere sempre reperibili al di fuori dell’orario di lavoro — una delle criticità più segnalate dai lavoratori in smart working.
“Grazie al confronto serio e costruttivo che abbiamo portato avanti con le organizzazioni sindacali abbiamo potuto siglare un importante accordo che getta le basi per la costruzione di un modello più maturo del lavoro agile. Le nostre persone che lavorano da casa potranno contare su un sistema consolidato di tutele, come il diritto alla disconnessione, e di regole, come le giornate in compresenza, che favoriscono la stabilità aziendale e il miglioramento della produttività”, ha commentato Paolo Chiriotti, Chief Human Resources e Organization Officer di TIM. “Inoltre – ha proseguito – con l’introduzione della chiusura delle sedi nella giornata di venerdì, mettiamo a segno un importante risultato per l’ambiente e per la conciliazione vita-lavoro dei nostri dipendenti”.
👉 Leggi anche: Accrediti Inps 20-26 luglio 2026: Assegno Unico, ADI e Carta Acquisti in arrivo
Perché l’accordo TIM è un modello di riferimento per lo smart working in Italia
L’accordo TIM si distingue per diversi elementi che lo rendono un caso di studio nel panorama del lavoro agile italiano:
- Scala: 32.000 dipendenti coinvolti, una platea raramente raggiunta da un singolo accordo aziendale
- Venerdì libero: la chiusura sistematica delle sedi il venerdì è ancora una misura poco diffusa in Italia
- Doppio modello: la distinzione tra lavoro per obiettivi e lavoro etero-organizzato risponde in modo realistico alla varietà delle mansioni aziendali
- Sostenibilità: la riduzione del 60% del pendolarismo ha un impatto misurabile su traffico, inquinamento e consumi energetici
FAQ: Smart working TIM, le domande più frequenti
Quanti giorni di smart working prevede l’accordo TIM?
L’accordo prevede, per il modello principale, 3 giorni di smart working e 2 giorni in sede a settimana. Il venerdì le sedi restano chiuse.
Quanti dipendenti riguarda l’accordo?
L’accordo coinvolge circa 32.000 dipendenti TIM su tutto il territorio nazionale.
Il venerdì libero vale per tutti i dipendenti TIM?
La chiusura delle sedi il venerdì si applica in modo generalizzato, ma le modalità concrete possono variare in base al modello di lavoro agile assegnato (giornaliero o settimanale) e alle esigenze del singolo reparto.
Cosa si intende per diritto alla disconnessione nell’accordo TIM?
Il diritto alla disconnessione garantisce ai lavoratori in smart working di non essere obbligati a rispondere a comunicazioni di lavoro al di fuori del proprio orario contrattuale, tutelando il tempo libero e il benessere personale.
L’accordo TIM è ancora in vigore?
L’accordo originario aveva una durata di 13 mesi. Le condizioni attualmente in vigore dipendono dai rinnovi e dagli aggiornamenti negoziali successivi. Per informazioni aggiornate, è consigliabile consultare le comunicazioni ufficiali di TIM o le organizzazioni sindacali di riferimento.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.