Finanza Pensione provvisoria: come funziona e chi la riceve

Pensione provvisoria: come funziona e chi la riceve

8 Gennaio 2024 14:43

Come funziona la pensione provvisoria? Ma soprattutto quando viene erogata? Volendo sintetizzare al massimo, la prestazione previdenziale temporanea è riconosciuta per un determinato periodo di tempo, in attesa che l’Inps concluda tutti i calcoli per erogare la pensione definitiva.

Ma sostanzialmente, come funziona questo particolare assegno previdenziale? L’istituto di previdenza sociale può impiegarci da sei mesi fino ad un anno per completare i calcoli necessari per definire quale sia l’importo che spetta al richiedente. Mentre vengono effettuate queste operazioni, al richiedente viene erogata una pensione provvisoria.

Pensione provvisoria: di cosa stiamo parlando

Perché alcuni pensionati, nei prospetti di liquidazione delle pensione, trovano scritto che l’assegno viene erogato in maniera provvisoria? Perché non viene erogata immediatamente in maniera definitiva?

L’Inps, nelle comunicazioni con i propri pensionati, può sottolineare il carattere delle provvisorietà dell’importo liquidato, per via di alcuni contributi che devono essere controllati da parte degli uffici preposti.

Nel tentativo di agevolare il contribuente, viene immediatamente erogata una pensione. Ma attenzione. Quando l’Inps finirà tutti i controlli si avrà diritto a tutti gli arretrati, se la pensione definitiva dovesse risultare superiore a quella provvisoria.

Pensione provvisoria: di cosa si tratta?

La pensione provvisoria viene erogata per un lasso di tempo limitato. L’assegno è versato alle persone che hanno presentato la domanda di pensionamento: l’Inps eroga un determinato importo provvisoriamente, perché si deve prendere del tempo per calcolare l’ammontare corretto della cifra che spetta al beneficiario. Il calcolo risulta essere, in certi casi, molto complesso, perché si andrà ad appoggiare su:

  • i contributi versati;
  • le ricongiunzioni;
  • le totalizzazioni;
  • le ricostruzioni;
  • i cumuli.

In molti casi effettuare questi calcoli richiede molto tempo: la procedura è lunga. L’Inps, a questo punto, opta per l’erogazione di una pensione provvisoria, in attesa di riuscire a calcolare l’assegno previdenziale definitivo che spetta al pensionato.

Quali differenze ci sono con quella definitiva

Tra la pensione provvisoria e quella definitiva vi sono due distinzioni ben precise:

  • la finalità;
  • la durata.

Come si potrà ben comprendere dal suo stesso nome, la pensione provvisoria viene erogata per un lasso di tempo ben definito. Viene erogata, ad esempio, quando ci sono delle condizioni di disabilità temporanea. O semplicemente perché l’Inps è in attesa di effettuare i calcoli finali per determinare l’ammontare dell’assegno.

Quando non si rientra nelle casistiche che abbiamo appena visto, la pensione definitiva viene erogata a quanti raggiungono l’età per andare in quiescenza. O quando sono in possesso dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia o di invalidità permanente.

La pensione provvisoria, oltre ad essere di natura temporanea, è soggetta a potenziali revisioni. Quella definitiva, invece, è stabile e viene erogata per tutta la vita del beneficiario.

Come funzionano i calcoli

Le regole che determinano il calcolo della pensione sono state stabilite nel 2012. Per determinare l’assegno previdenziale finale, il calcolo è sottoposto ad un doppio sistema, almeno per quanti abbiano versato almeno 18 anni di contributi prima al 31 dicembre 1995.

La pensione provvisoria viene calcolata attraverso il sistema misto, basandosi sul metodo retributivo per i contributi accumulati fino al 2011 e con metodo contributivo per i contributi versati dopo il 1° gennaio 2012

Questo doppio calcolo viene applicato per le pensioni che vengono erogate dal 2012 in poi e per i soggetti che al 31 dicembre 1995 abbiano maturato almeno 18 anni di anzianità contributiva. Con il doppio conteggio, il diretto interessato andrà a ricevere l’importo che corrisponde al trattamento più basso tra i due calcoli.

Nel caso in cui l’importo che dovesse derivare dal sistema retributivo risulta essere inferiore a quello misto, l’ammontare della pensione provvisoria viene determinato proprio dal calcolo retributivo. In un secondo momento l’importo verrà modificato con il sistema misto. Solo nel momento in cui si arriverà al termine di questo doppio calcolo si riuscirà ad arrivare alla versione definitiva della pensione.

In linea di principio la pensione provvisoria è pari al 90% dell’importo definitivo.

Le pensioni di invalidità

Nel nostro paese ad essere liquidate provvisoriamente sono principalmente le pensioni di invalidità. L’Inps si muove in questo senso per fornire un supporto economico immediato alle persone che si trovano in gravi condizioni fisiche. E per le quali il calcolo dell’assegno può portare a degli errori.

Nell’intento di fornire un ‘assistenza economica immediata alle persone con una disabilità, si decide di erogare la pensione in maniera provvisoria. I tempi, spesso lunghi, per calcolare l’importo definitivo della pensione sono determinati dalla necessità di accertare alcuni contributi, senza che l’erogazione della prestazione venga ritardata.

Le tempistiche

Nella maggior parte dei casi le pensioni provvisorie vengono liquidate dopo 60 giorni dalla presentazione della domanda. E vengono erogate fino a quando non viene effettuato il ricomputo definitivo.

Per effettuare il ricalcolo della prestazione previdenziale, per erogare l’importo definitivo, può richiedere da 6 mesi ad un anno.

Conguagli

È bene ricordare che nel momento in cui si riceve una pensione provvisoria, si sta ricevendo unicamente un pagamento iniziale. Quando l’Inps sarà riuscito a verificare tutti i dati a sua disposizione, l’importo verrà ricalcolato in maniera definitiva. A questo punto l’Inps provvederà a pagare anche gli arretrati delle somme passate. L’importo erogato non corrisponde a quello che spetta realmente.