Notiziario Notizie Asia Nuovo atto guerra dazi Usa-Cina. Ma da Pechino il vero schiaffo commerciale arriverà a dicembre

Nuovo atto guerra dazi Usa-Cina. Ma da Pechino il vero schiaffo commerciale arriverà a dicembre

Pechino ha annunciato nella giornata di domenica, ieri 1° settembre, l’aumento di dazi tra il 5% e il 10% su diversi beni americani esportati in Cina, come semi di soia e petrolio crude, nell’ambito del piano annunciato lo scorso 23 agosto, relativo alla decisione di imporre tariffe punitive su $75 miliardi di prodotti Usa.

C’è da dire, tuttavia, stando a quanto fa notare un articolo della Cnbc, che i dazi che sono diventati operativi in queste ultime ore incidono solo per 1/3 su tutte le linee di prodotti che la Cina intende colpire con le tariffe, che sono più di 5.000.  Il vero schiaffo commerciale cinese contro gli Usa è atteso il prossimo 15 dicembre.

La Cina intende non imporre dazi su auto e componenti auto esportati da aziende americane fino a quella deadline.

Una speranza è arrivata sempre ieri dal presidente americano Donald Trump, che ha detto che sono ancora previste per settembre le trattative Usa-Cina, tese a smorzare l‘escalation della guerra commerciale.

Nella giornata di ieri, sono diventate operative anche alcune tariffe annunciate dall’amministrazione Trump, per un valore di $112 miliardi di importazioni cinesi.

Ma in cantiere, anche in questo caso per il mese di dicembre, vi sono anche altri dazi Usa che, a quel punto, avranno colpito quasi tutte le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti, valutate $550 miliardi.

Un report pubblicato da Panjiva, società fornitrice di dati che fa parte di S&P Global Market Intelligence, ha messo intanto in evidenza in un’analisi dello scorso 27 agosto che le esportazioni americane verso la Cina aventi per oggetto i beni colpiti dalle tariffe lanciate ieri da Pechino sono calate del 15,2% nel secondo trimestre su base annua, rispetto al calo -20,4% dell’export di beni che saranno colpiti con i dazi del prossimo 15 dicembre. 

Ciò significa che la Cina avrebbe deciso di includere, nel gruppo colpito dai dazi entrati in vigore ieri, quei prodotti che hanno assistito piuttosto a un recupero delle consegne che non a ulteriori cali.