Finanza Notizie Mondo Guerra commerciale, Merkel: ‘così si rischia crisi finanziaria globale’. E FMI taglia stime Pil tedesco

Guerra commerciale, Merkel: ‘così si rischia crisi finanziaria globale’. E FMI taglia stime Pil tedesco

La guerra commerciale spaventa la Germania, noto paese esportatore accusato ora anche in casa di avere un surplus commerciale tossico. E’ almeno quanto ha detto nelle ultime ore Gabriel Felbermays, direttore dell’Ifo center for International Economics presso l’istituto Ifo, in un’intervista alla Cnbc.

Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel, che non sembra intenzionata a fare mea culpa, il colpevole è invece sopratutto lui, Donald Trump, responsabile di avere inaugurato una politica improntata sempre di più alla logica del protezionismo.

Merkel è tornata a puntare il dito contro Trump in un discorso proferito al Parlamento tedesco, in cui ha parlato in particolare del rischio che gli Usa diano seguito alle loro minacce e impongano i dazi sulle importazioni di auto.

L’applicazione di tali tariffe, ha detto la cancelliera, sarebbe “molto più grave” dei dazi imposti sull’acciaio e l’alluminio. Merkel ha paventato allo stesso tempo uno scenario in cui una guerra commerciale tra gli Stati Uniti e il resto del mondo porterebbe alla fine a una crisi finanziaria globale.

La cancelliera ha lanciato un appello affinché i paesi del mondo cooperino per affrontare la minaccia delle tensioni commerciali:

La crisi finanziaria internazionale, che ci ha portati ad agire ora all’interno dell’ambito del G-20, non sarebbe stata mai risolta così velocemente, nonostante il dolore sofferto, se non avessimo cooperato in modo multilaterale con spirito di cameratismo“, ed è “questo che ora deve accadere”.

“Vale la pena ricorrere a ogni sforzo che sia volto a disinnescare questo conflitto e a impedire che diventi una guerra – ha detto ancora Merkel – ma ovviamente è necessario che siano presenti le controparti” interessate.

Secondo la leader tedesca, tra l’altro, le dichiarazioni di Trump relative al deficit commerciale Usa sarebbero esagerate. Includendo infatti i servizi, secondo la cancelliera gli Stati Uniti vanterebbero infatti una condizione di surplus nei confronti dell’Unione europea.

“Se includete servizi come quelli digitali, avrete alla fine una bilancia commerciale completamente diversa, che mostrerà che gli Usa vantano un surplus verso l’Ue“.

Eppure un consiglio a fare un esame di coscienza arriva proprio dal direttore dell’Ifo che, parlando del surplus tedesco, sottolinea che “sta diventando tossico”.

Felbermays aggiunge che “anche nella stessa Germania molti ritengono che sia arrivato il momento di fare qualcosa per abbassarlo”. Anche perchè questo surplus (tedesco) “è diventato un fattore negativo, più che un asset”.

Tra l’altro la Germania ha ricevuto proprio nelle ultime ore una bocciatura dallo stesso Fondo Monetario Internazionale che ha deciso di rivedere al ribasso le stime sulla crescita del suo Pil nel 2018 (rivedendo al rialzo l’outlook per il 2019.

L’Fmi ha motivato la decisione con i rischi di breve termine che considera notevoli per l’economia tedesca, tra cui l’aumento del protezionismo, l’hard Brexit, e la riconsiderazione da parte degli investitori del debito sovrano dell’Eurozona. Anche per questo, ha aggiunto l’istituzione di Washington, Berlino dovrebbe utilizzare lo spazio di manovra fiscale di cui dispone per aumentare gli investimenti pubblici e sostenere il suo potenziale di crescita di lungo termine. 

Un avvertimento più generico sulle conseguenze della guerra commerciale, ma non per questo meno preoccupante, è arrivato oggi dal WTO, l’Organizzazione mondiale del Commercio.