Notiziario Notizie Altri paesi Europa Commissione Ue sforbicia outlook Eurozona, Italia ancora peggiore con tarlo debito più invasivo

Commissione Ue sforbicia outlook Eurozona, Italia ancora peggiore con tarlo debito più invasivo

7 Novembre 2019 13:34

Una precisazione va fatta: nel diramare le sue previsioni economiche autunnali, la Commissione europea ha tagliato non solo l’outlook sull’Italia, ma sull’intera Eurozona. Il motivo rimane lo stesso: la guerra commerciale, che ha fatto già qualche danno ai fondamentali economici di tutto il mondo, e che continuerà a infierire. Così si legge nel report “Autumn Economic Forecasts” (per l’appunto, Previsioni economiche di autunno):

“Il fatto che non ci si aspetti più che la crescita recuperi in modo significativo nei prossimi due anni rappresenta un grande cambiamento, rispetto alle previsioni precedenti, ed è basato sull’assunto secondo cui molti aspetti del rallentamento mondiale saranno persistenti“.

Certo, però, è preoccupanteche l’alert arrivi nonostante il maxi bazooka monetario comprensivo di taglio ai tassi sui depositi, sistema di tiering, ripristino soprattutto del Quantitative easing, che la Bce ha lanciato in quello che è stato uno degli ultimi atti della presidenza di Mario Draghi.

Nell’attesa di capire come si comporterà il nuovo numero uno della banca centrale europea, Christine Lagarde, salita allo scranno più alto della Bce lo scorso 1° novembre in via ufficiale, c’è da dire che era stato lo stesso Draghi ad auspicare un intervento della politica fiscale, accanto a quello della politica monetaria, riconoscendo praticamente i limiti del raggio di azione delle banche centrali.

Dal canto suo, la Commissione europea non ha potuto far altro che certificare il clima di incertezza in atto, rivedendo al ribasso l’outlook sul Pil dell’area euro sia per il 2019 che per il 2020.

Si prevede ora per quest’anno un tasso di espansione pari a +1,1%, rispetto al +1,2% delle previsioni precedenti; e pari a +1,2% nel 2020, rispetto al +1,4% precedentemente stimato.

Tra i motivi della sforbiciata anche le incognite sulla Brexit (posticipata ora al 31 gennaio del 2020), in particolare su come le relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’Unione europea saranno forgiate, nelle nuove regole post-Brexit; rimane l’interrogativo su quello che sarà l’eventuale impatto di un eventuale accordo che Cina e Stati Uniti riusciranno a siglare per porre fine, magari, alla guerra commerciale.

La Commissione Ue stima inoltre un rialzo per il deficit aggregato dell’Eurozona, dal minimo storico dello 0,5% del Pil del 2018 allo 0,8% nel 2019, allo 0,9% nel 2020 e all’1% nel 2021, a politiche invariate.

Per la Germania si stima un surplus di bilancio  dell’1,2% del Pil nel 2019 e dello 0,6% nel 2020; per l’Olanda, un surplus dell’1,5% e dello 0,5% nel 2020. Proprio in quanto in condizione di surplus, la speranza della Commissione è che queste due economie diano il via a manovre di politica fiscale espansiva, come auspicato anche dalla Bce di Mario Draghi.

Il debito aggregato dell’area euro è atteso scendere per il quinto anno consecutivo- nonostante il taglio delle stime sul Pil – all’86,4% nel 2019, all’85,1% nel 2020 e all’84,1% nel 2021.

Ancora molto lontana dal target appena al di sotto del 2% stabilito dalla Banca centrale europea l’inflazione: per la Commissione Ue sarà pari all’1,2% nel 2019 e 2020, per poi salire ad appena l’1,3% nel 2021.

La disoccupazione continuerà ìa scendere: dal 7,6% del 2019 al 7,4% del 2020 al 7,3% nel 2021.

Il periodo di maggiore debolezza interessa in generale tutti i paesi dell’area euro. Ma basta guardare questo tweet della Commissione europea per avere la prova di come, di nuovo, la crescita economica italiana rimanga la peggiore.

PREVISIONI COMMISSIONE UE SU ITALIA: CRESCITA PIL MINORE, DEBITO E DEFICIT PIU’ ALTI

L’Ue ha rivisto al ribasso l’outlook sul Pil italiano, prevedendo anche un peggioramento del deficit strutturale, del deficit nominale, e del debito-Pil, attesi tutti in rialzo nel 2020 e oltre.

Le stime sul Pil italiano sono state tagliate, per il 2020, dal precedente tasso di crescita pari a +0,7% a +0,4%. Confermato il ritmo di crescita +0,1% per il 2019, mentre per il 2021 si prevede un rialzo del Pil al tasso dello 0,7%.

Sul fronte dei conti pubblici, la Commissione prevede un aumento della spesa pubblica, successivamente al lancio delle misure del reddito di cittadinanza e di Quota 100 sulle pensioni.

“L’economia italiana si è bloccata all’inizio del 2018 e non mostra ancora segnali di un recupero significativo. Nel 2020, la crescita è destinata a riprendersi in modo modesto, a seguito della crescente domanda esterna e della moderata spesa delle famiglie, sebbene quest’ultima sarà parzialmente smorzata dall’indebolimento del mercato del lavoro“.

Il tutto è riassunto nel titolo dedicato alle previsioni economiche relative all’Italia: “L’Italia fatica a uscire dalla stagnazione”.

Il rapporto debito-Pil dell’Italia salirà dal 134,8% del 2018 al 136,2% nel 2019, al 136,8% nel 2020, fino al 137,4% nel 2021.

Il deficit nominale dell’Italia salirà dal 2,2% del Pil del 2019 al 2,3% nel 2020 e al 2,7% nel 2021.

Il deficit strutturale dell’Italia peggiorerà nel 2020 al 2,5% Pil dalla flessione attesa al 2,2% nel 2019, successiva al 2,4% del 2018.

Nonostante le pessime condizioni economiche che continuano a caratterizzare il paese, soprattutto rispetto al resto del blocco europeo, una buona notizia arriva dal commissario agli Affari economici ed europei, Pierre Moscovici, in relazione alla manovra 2020 varata dal governo M5S-PD.

“Quest’anno non abbiamo minimamente mai pensato di bocciare il progetto di Bilancio dell’Italia” ha detto il commissario, avendo cura di precisare tuttavia che la mancata bocciatura non ha nulla a che vedere con la composizione dell’attuale esecutivo, ovvero che “non ci sono due pesi e due misure”.

Il motivo per cui non ci sarà una bocciatura, ha spiegato Moscovici, è che “non si può paragonare il dibattito attuale” con “lo scontro” che c’era stato lo scorso anno con il passato governo gialloverde, ovvero M5S-Lega.

Niente procedura, insomma, anche se il commissario ha precisato che il suo “messaggio all’Italia” rimane lo stesso, ovvero: il paese dovrebbe concentrarsi in primis sulle riforme strutturali e sul rilancio della sua produttività.