Finanza Notizie Italia Recovery Fund: presentata la bozza, 6 macro-aree per la ripresa. Confcommercio, governo non sprechi questa occasione

Recovery Fund: presentata la bozza, 6 macro-aree per la ripresa. Confcommercio, governo non sprechi questa occasione

Digitalizzazione, transizione green, infrastrutture, istruzione e formazione, inclusione sociale e salute. Sono queste le sei macro-aree su cui l’Italia punterà per la ripresa nel post-coronavirus. E’ ciò che emerge dalla bozza delle linee guida per il Recovery Plan, il piano di riforme che il gorverno Conte dovrà presentare alla Commissione europea entro il prossimo 15 ottobre per accedere ai quei 209 miliardi di risorse, tra prestiti e sussidi a fondo perduto, messe a disposizione dall’Europa per la ripresa economica del paese dopo la crisi innescata dal Covid-19.

Oggi al Comitato Interministeriale per gli Affari Europei (CIAE) è stata presentata la bozza. Lo ha annunciato lo stesso Enzo Amendola, ministro per gli Affari Europei: “Al CIAE abbiamo presentato le linee guida del nostro RecoveryPlan. 6 missioni per un’Italia più digitale, verde, competitiva e giusta”, scrive in un post su Twitter, precisando che le tempistiche sono state rispettate: “Stiamo rispettando il cronoprogramma Ue come tutti gli altri paesi. Non sprecheremo un’occasione storica di rilancio del nostro paese”.

Sul rispetto delle tempistiche si è espresso anche lo stesso premier Giuseppe Conte, dopo alcune polemiche nelle ultime ore, precisando che l’agenda viene dettata dall’Europa: “Il Recovery plan italiano non è in ritardo ma rispetta la tabella di marcia dell’Ue e soprattutto sarà forte e robusto, con l’obiettivo di avviare riforme strutturali”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo ieri sera alla Festa dell’Unità di Modena.

Il calendario stabilito dall’Europa per tutti i 27 stati membri prevede un iter piuttosto lungo che verosimilmente non permetterà all’Italia di ricevere le risorse prima della prossima primavera. I passi successivi saranno la presentazione dei numeri con la distribuzione dei fondi nei diversi settori, dettagliati nella Nota di aggiornamento al Def che il governo deve presentare alle Camere entro il 27 settembre (con qualche piccolo slittamento sempre possibile). Poi sarà la volta della definizione puntuale del Recovery Plan che si candida a raccogliere i fondi Ue, con la scadenza fissata il prossimo 15 ottobre. La stesura definitiva del Recovery Plan sarà pronta solo a gennaio. Anche perché solo allora potrebbe finire il lavoro sui regolamenti comunitari, indispensabili insieme alle ratifiche parlamentari per accendere davvero la macchina degli aiuti. A quel punto potrà iniziare l’esame dei piani nazionali alla Commissione e al Consiglio Ue.

 

Confcommercio: non sprecare questa occasione
Sul tema Recovery Fund è intervenuto oggi anche Confcommercio, esortando quanto prima un piano di riforme e investimenti. “Dopo la pandemia l’Italia non può tornare alle deludenti dinamiche del passato: solo una nuova stagione di crescita intensa e duratura – ha detto Enrico Postacchini, in rappresentanza di Confcommercio, nel corso dell’audizione in Commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera dei Deputati – può affrancarci dal declino e solo la crescita può generare, senza traumi e pericoli per la coesione sociale, le risorse necessarie a rimettere su un sentiero decrescente il rapporto tra debito pubblico e prodotto, un’eredità che nessuno di noi vorrebbe ricevere e che nessuno di noi vorrà trasmettere.”

Da qui l’invito a redigere “con urgenza” un piano di riforme e investimenti, orientato “a rafforzare il potenziale di crescita sostenendo la creazione di posti di lavoro in un contesto di sostenibilità economica, sociale, ambientale”. Quella del Recovery Fund e degli accordi europei sul sostegno alle economie più colpite dalla pandemia rappresentano “un’occasione di benefica discontinuità rispetto al passato”. “Sarebbe gravissimo sprecare quest’occasione – ha detto Postacchini – Le prossime generazioni non ce lo perdonerebbero”.