Finanza Notizie Italia Private Banking sotto pressione: il Covid accorcia i tempi, le 3 sfide da superare ora

Private Banking sotto pressione: il Covid accorcia i tempi, le 3 sfide da superare ora

La pandemia di coronavirus ha accelerato i cambiamenti in atto, accorciato i tempi e costretto ad adattarsi in tempi rapidi a una nuova realtà. Anche per il Private Banking che, se vuole superare questa fase complicata e le pressioni storiche preesistenti, dovrà accelerare la sua trasformazione, andando incontro alle aspettative dei clienti e dei dipendenti. Affrontando tre principali sfide. E’ ciò che emerge dal nuovo report di McKinsey dal titolo “The future of private banking in Europe: Preparing for accelerated change”.

A che punto siamo? Alcuni dati
Dopo un 2019 deludente, il 2020 non è stato per niente facile per il Private Banking in Europa. Sebbene abbia in qualche modo “tenuto” nei primi mesi dell’anno, grazie a una attività di trading in aumento mentre la crisi legata al Covid prendeva piede, l’aumento delle attività di intermediazione legate al Covid-19 ha mascherato un trend sottostante di diminuzione dei ricavi. Infatti, i ricavi derivanti dall’intermediazione sono aumentati del 4% su base annualizzata dal 2019 e hanno ammortizzato una caduta del 2% nelle entrate derivanti dai mandati di investimento ricorrenti e dell’1% nell’attività bancaria. Da notare, inoltre, che l’aumento di breve termine realizzato nelle attività di mandati di investimenti è stato il risultato della decisione dei clienti di spostare il 3% dei loro asset dall’equity alla liquidità, nonostante i tassi di interesse nulli o negativi. Una tendenza, quest’ultima, che potrebbe creare una forte diminuzione delle entrate dai mandati di investimenti nei prossimi trimestri. Senza contare che, secondo gli scenari macro sviluppati da McKinsey insieme a Oxford Economics, il Pil globale potrebbe crollare fino al 9,7% quest’anno, suggerendo un’evoluzione del fatturato e degli utili più difficile per il private banking.

Le tre sfide da affrontare
Delineato il quadro, occorre una strategia vincente. Ebbene, secondo McKinsey, il Private Banking non ha più tempo da perdere e deve affrontare ora tre princiai sfide:
le pressioni sui ricavi e sui profitti derivanti dalle incertezze causate dalla crisi di Covid-19,
l’accelerazione della domanda di servizi digitali da parte dei clienti
il passaggio al lavoro a distanza

Per quanto riguarda il primo punto, McKinsey indica tre principali azioni strategiche da attuare nei prossimi tre-sei mesi: valutazione generale dei portafogli di prodotti e degli investimenti tecnologici, riduzione dei costi di contingenza e sviluppo di nuovi prodotti. Ma non solo. Le banche devono rapidamente ripensare il servizio offerto ai clienti e fornire loro un’esperienza unica grazie alla tecnologia, riconfigurare il modello operativo e introdurre uno scopo sociale nelle loro scelte di business. Oggi, il 71% dei clienti preferisce l’interazione multicanale e il 25% esprime il desiderio di una soluzione completamente digitale con una assistenza umana da remoto quando necessario. E sebbene non sia certo una novit, c’è ancora molta strada da fare: circa un quarto dei clienti ha lamentato di non aver avuto contatti durante la crisi del Covid con il proprio private banker, un terzo dei clienti non si ritiene soddisfatto della qualità della consulenza finanziaria ricevuta, e un cliente su cinque ha deciso di trasferire i propri asset in un’altra banca, a causa della scarsa performance durante la crisi sanitaria.

“Anche se alcune di queste priorità strategiche non sono nuove, e alcune banche hanno già fatto progressi, l’urgenza è stata accentuato a seguito della crisi”, sottolinea lo studio.