Notiziario Notizie Italia Italia: al 2050 popolazione scesa a 54 mln, solo il 53% sarà in età lavorativa. 1 giovane ogni 3 anziani

Italia: al 2050 popolazione scesa a 54 mln, solo il 53% sarà in età lavorativa. 1 giovane ogni 3 anziani

26 Novembre 2021 12:08

Il futuro della popolazione in Italia è grigio, per non dire nero. Sempre meno residenti, sempre più anziani e persone sole e famiglie sempre più piccole. Queste le previsioni formulate dall’Istat nel suo rapporto diffuso oggi, dove si legge a chiare lettere: “Le previsioni sul futuro demografico in Italia restituiscono un potenziale quadro di crisi”.

 

Popolazione in costante calo: nel 2048 le morti saranno doppie alle nascite
La popolazione residente in Italia è vista in costante decrescita: dai 59,6 milioni che siamo al 1° gennaio 2020, si scenderà a 58 milioni nel 2030 e a 54,1 milioni nel 2050. Nel lungo termine le conseguenze della dinamica demografica prevista sulla popolazione si faranno più importanti. Tra il 2050 e il 2070 la popolazione diminuirebbe di ulteriori 6,5 milioni (-6,4‰ in media annua). Sotto questa ipotesi, si scenderà a 47,6 milioni nel 2070, con una perdita complessiva di 12,1 milioni di residenti rispetto a oggi.

Già da diversi anni, precisamente dal 2007, l’Italia sta affrontando la realtà di un ricambio naturale negativo, ovvero le nascite non compensano i decessi. E l’Istat stima nel 2048 l’anno in cui le morti potrebbero doppiare le nascite.

Giovani e anziani in rapporto di 1 a 3 entro il 2050
Ma la poplazione italiana non solo sarà inferiore ma anche più vecchia. L’età media della popolazione italiana salirà al 2050 a 50,7 anni dai 45,7 anni nel 2020. L’impatto dell’invecchiamento sarà evidente nella probabile evoluzione della popolazione in età lavorativa e delle pensioni. Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale, poco più della metà.

Proprio su queste previsioni, l’Istat lancia un allarme per il futuro: “un quadro evolutivo certo del quale non solo vanno valutati gli effetti sul mercato del lavoro e sulla programmazione economica futura, ma anche la pressione che il Paese dovrà affrontare nel cercare di mantenere l’attuale livello di welfare“. E al momento, aggiunge l’istituto di statistica nazionale, non ci sono fattori che possano far pensare a inversioni di rotta.

Famiglie più piccole e oltre 10 mln di persone sole entro il 2040
Guardando alle famiglie, il numero medio di componenti si farà sempre più piccolo. Ovvero, meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli. Tra le molteplici dinamiche che conducono alla trasformazione della famiglia, vi è quella che
porta all’incremento delle persone sole, delle vere e proprie micro-famiglie. L’Istat stima che ben 10,3 milioni di italiani saranno destinati a vivere soli nel 2040 contro gli 8,6 milioni del 2020.

L’aumento della sopravvivenza delle persone anziane e, tra queste, di quelle sole, potrebbe comportare un futuro aumento dei fabbisogni di assistenza. Ma, conclude l’stituto, l’aumento delle persone sole anziane comporta anche risvolti positivi: l’aumento della sopravvivenza in quantità di anni di vita vissuti e, si presuppone, anche in qualità della vita, potrebbe consentire a queste persone di svolgere un ruolo attivo nella società. Ad esempio, come già accade oggi e più verosimilmente un domani, supportando le famiglie dei propri figli nella cura dei nipoti e garantendo loro sostegno economico, partecipando al ciclo economico non solo come consumatori di servizi assistenziali ma anche come investitori di capitali.