Finanza Notizie Italia Giornata Mondiale del Risparmio: italiani sempre più formiche in vista di 4 anni di crisi

Giornata Mondiale del Risparmio: italiani sempre più formiche in vista di 4 anni di crisi

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Gli italiani risparmiano sempre di più (e consumano sempre di meno), soprattutto in un’ottica cautelativa. Il presente appare infatti complesso e contraddittorio e la crisi non sembra definitivamente superata. Anzi il sentiment comune è di dover affrontare ancora quattro anni di crisi. Questa in sintesi la fotografia scattata da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) con Ipsos in occasione della 94esima Giornata Mondiale del Risparmio, che cade proprio oggi.

I più ottimisti sono i giovani e i residenti al Centro-Sud
L’ottimismo circa il futuro sembra essere molto diffuso nel Centro-Sud, soprattutto tra coloro che hanno meno di 30 anni, che negli anni passati si erano mostrati più negativi. Appare, invece, più in difficoltà il Nord Est; fra coloro che si trovano nella fascia d’età tra i 31 e i 44 anni, in cui si definiscono le principali scelte famigliari, cresce il numero di quelli che temono un peggioramento delle prospettive. Altro elemento di contraddizione è da una parte l’aumento delle famiglie che non hanno avuto nessuna difficoltà a mantenere il proprio tenore di vita (sono il 37%, erano il 35% nel 2017) e dall’altra la crescita di quelle che dichiarano di essere state colpite direttamente dalla crisi riguardo al lavoro: nel 2017 erano il 19%, nel 2018 sono salite al 24%.

Risparmia l’86% degli italiani
Il contesto di incertezza ha degli effetti evidenti sulle decisioni di risparmio e di consumo degli italiani: la tensione al risparmio, ovvero il desiderio di risparmiare, è molto forte e riguarda l’86% degli italiani, come lo scorso anno, ma ben il 38% addirittura non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi (+1 sul 2017), mentre diminuiscono coloro che consumano tutto il reddito: sono il 37% contro il 41% del 2017. Decresce il numero di coloro che intaccano il risparmio accumulato (dal 16% dello scorso anno al 14% attuale), ma aumentano coloro che ricorrono a prestiti (sono l’8% contro il 5% del 2017). Di conseguenza, le scelte di consumo divengono più guardinghe e accorte, frenando la tendenza al recupero dei consumi che si era registrata negli ultimi anni.

Come vengono gestiti i risparmi?
Gli italiani sono piuttosto soddisfatti (13% molto soddisfatti e 54% abbastanza soddisfatti) di come gestiscono i propri risparmi. La preferenza per la liquidità è sempre elevata e riguarda quasi 2 italiani su 3, anche se aumentano di 4 punti percentuali coloro che preferiscono investire, anche se una piccola parte di risparmio. L’investimento ideale non esiste più. Gli italiani si dividono in tre gruppi quasi omogenei: il 30% ritiene che l’investimento ideale proprio non esista, il 32% lo individua negli immobili e il 31% indica gli investimenti finanziari più sicuri. Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi.

Si riacquista fiducia nel mattone
Seppur non sovrasti come in passato le altre classi di investimento, il mattone rimane caro agli italiani. La dinamica degli investimenti immobiliari segna infatti una crescita per il quarto anno di fila attestandosi quest’anno al 32% (nel 2014 era il 24%, nel 2015 il 29%, nel 2016 il 30%, nel 2017 il 31%). Tuttavia, rimane ancora molto lontano dal 2006, quando la percentuale di coloro che vedevano nel mattone l’investimento ideale era addirittura il 70%, mettendo in risalto i segni dell’ultima crisi immobiliare. La propensione all’immobiliare si registra soprattutto al Sud e nelle Isole (38%); nel Nord, e soprattutto tra chi ha accumulato risparmi nel 2018, la preferenza va ad altre forme di investimento.