Finanza Notizie Italia GDPR al via e già arrivano le prime accuse di violazione contro Facebook e Google

GDPR al via e già arrivano le prime accuse di violazione contro Facebook e Google

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Il nuovo regolamento europeo sulla privacy, il GDPR (General Data Protection Regulation), è entrato in vigore da poche ore in tutti gli stati membri dell’Unione europea (Leggi Qui le novità) e sono già arrivati i primi ricorsi per violazione del trattamento dei dati. Contro chi? Niente meno che i due giganti dell’online Facebook e Google, già in passato nel mirino delle autorità europee per l’uso dei dati personali degli utenti. L’ultimo scandalo, quello con Cambridge, risale solo a un mese fa (Leggi QUI)

L’attività Max Schrems ha presentato attraverso la sua Ong “No Of Your Business” (noyb.eu) ha presentato quattro reclami ai sensi del GDPR: uno contro Facebook, due contro le controllate Instagram e WhatsApp, e un altro contro Google (per Android), accusandoli di violare le nuove regole dell’Ue sui dati degli utenti. In passato l’attivista ha già sfidato Facebook in un caso sulla privacy e ha vinto. Con il nuovo regolamento, le aziende che violano il GDPR rischiano una multa fino al 4% del fatturato annuo. Ciò vorrebbe dire una sanzione da 1,6 miliardi di dollari per Facebook e da 4,4 miliardi per Alphabet (casa madre di Google), secondo i dati di bilancio dell’anno scorso, per un valore complessivo di 6 miliardi di dollari.

Tutti e quattro i reclami sfidano i colossi della Silicon Valley su come ottengono il consenso degli utenti. Il GDPR richiede infatti “un consenso informato e specifico” ma l’attivista Schrems sostiene che Google e Facebook richiedono una forma di “consenso forzato” perché gli utenti devono barrare le caselle accettando le politiche sulla privacy se non vogliono perdere l’accesso ai servizi che utilizzano. Non solo. Le informazioni personali che questi giganti tecnologici raccolgono e gestiscono non sono tutte strettamente indispensabili all’erogazione del servizio. Aspetto che andrebbe contro al nuovo regolamento. I reclami, al momento, sono stati presentati alle Authority di controllo di Francia, Belgio, Austria e Germania, in rappresentanza degli utenti di quelle nazioni. Ma altri attivisti e organizzazioni hanno intenzione di inoltrare reclami ai sensi della nuova legge.