Notiziario Notizie Italia Crollo consumi: fino a -10 mld nel IV trimestre, è l’effetto catena delle restrizioni

Crollo consumi: fino a -10 mld nel IV trimestre, è l’effetto catena delle restrizioni

La seconda ondata del coronavirus congela i consumi, bloccati dalla paura e dalle nuove restrizioni alle attività, bruciando tra gli 8 e i 10 miliardi di euro di spesa delle famiglie nel quarto trimestre di quest’anno. A stimarlo è Confesercenti, che ha rivisto in peggio la sua iniziale previsione di 5,8 miliardi di caduta dei consumi alla luce dell’evoluzione dei contagi e di possibili nuove restrizioni.

Per il solo settore del commercio le perdite si aggirano sui 50 milioni al giorno. “Anche perché la corsa dei contagi nei paesi europei e la dimensione continentale che stanno assumendo le restrizioni amplifica l’impatto sulla fiducia delle famiglie e sulla loro propensione a spendere”, spiega Confesercenti che chiede un sostegno più ampio alle imprese. “Troppi settori sono esclusi dal DL Ristori – continua l’associazione – Per questo abbiamo scritto al governo per chiedere di attivare un tavolo di monitoraggio per individuare le imprese che sono realmente in sofferenza, a prescindere dal codice ATECO. L’effetto di questa seconda ondata va infatti oltre le restrizioni stabilite dal Dpcm”. Per molte attività, già logorate dalla crisi innescata dalla pandemia, potrebbe voler dire la chiusura definitiva o un aumento delle criminalità organizzata.

 

Minori consumi per 382 euro a famiglia, a rischio il giro di affari del Natale
Una situazione che rischia di affossare la spesa delle famiglie legate anche alle prossime festività di Natale e fine anno. Se le previsioni di Confesercenti dovessero trovare conferma, si tratterebbe di una riduzione dei consumi pari a -382 euro a famiglia solo nell’ultimo trimestre dell’anno. “Il pericolo reale – sottolinea il Codacons – è che il clima di sfiducia delle famiglie e l’aggravarsi dell’emergenza epidemiologica portino ad una forte contrazione delle spese legate alle festività natalizie, con una ulteriore riduzione dei consumi in un settore, quello del Natale, che solo a dicembre produce un giro d’affari per consumi pari a 110 miliardi di euro su un totale annuo di 900 miliardi di euro di consumi”.

E sul Made in Italy a rischio 7,2 mld con lockdown Germania
Si aggiunge anche l’allarme lanciato da Coldiretti, secondo cui con il lockdown in Germania e la chiusura di bar e ristoranti sono a rischio 7,2 miliardi di export agroalimentare Made in Italy. Il paese di Angela Merkel è infatti il principale cliente mondiale di cibo e vino italiano. Ma non solo Germania. A preoccupare sono le misure restrittive annunciate per la ristorazione in tutta Europa dalla Francia dove le nuove chiusura di bar e ristoranti sono in vigore dal weekend ma anche in Svizzera, Austria, Grecia e Inghilterra che è il quarto mercato di sbocco dell’italian food nel mondo dopo Germania, Francia e Usa. Le esportazioni agroalimentari nazionali avevano raggiunto nel 2029 il valore record di 44,6 miliardi di euro con un aumento del 3,5% nei primi sette mesi del 2020 che difficilmente sarà mantenuto a causa delle misure restrittive rese necessarie in molti paesi per contenere il contagio. Un elemento di difficoltà che si aggiunge alla contrazione dei consumi interni con le vendite di cibi e bevande nel settore della ristorazione in Italia che sono praticamente dimezzate (-48%) nel corso dell’anno con un impatto drammatico a valanga sull’intera filiera, dai tavoli dei locali fino alle aziende agricole e alimentari nazionali.