Finanza Notizie Italia Crisi minaccia ancora gli italiani: cresce la propensione al risparmio

Crisi minaccia ancora gli italiani: cresce la propensione al risparmio

Il 2018 sembra essere un anno di attesa per molti italiani che stanno vivendo in un equilibrio precario, consapevoli di elementi di miglioramento rispetto al passato anche se in maggioranza ritengono che la crisi durerà ancora qualche anno. E in un presente che appare complesso e contraddittorio, dove le scelte di consumo diventano più guardinghe e accorte, cresce il valore sociale che viene attribuito al risparmio con l’80% degli italiani che ritiene sia utile per lo sviluppo sociale e civile del Paese. Questo quanto emerge dall’indagine realizzata con Ipsos da Acri, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa presentata in occasione della 94ª Giornata Mondiale del Risparmio, dal titolo “Gli Italiani e il Risparmio. Etica del risparmio e sviluppo”.

Risparmio: perché è così importante per gli italiani?

Dalla ricerca emerge come l’incertezza che stanno vivendo gli italiani ha degli effetti evidenti sulle decisioni di risparmio e di consumo. Il desiderio di risparmiare è molto forte e riguarda l’86% degli italiani, come lo scorso anno, ma ben il 38% addirittura non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi (+1 sul 2017). Cresce il numero di famiglie che afferma di essere riuscito effettivamente a risparmiare, 39% ossia 2 punti percentuali in più rispetto al 2017, mentre diminuiscono coloro che consumano tutto il reddito, il 37% contro il 41% del 2017. Al contempo aumentano lievemente le famiglie in saldo negativo di risparmio: dal 21% del 2017 al 22% attuale. L’aumento del risparmio lordo delle famiglie (+18% rispetto allo stesso periodo del 2017) è riscontrato anche dall’Istat (ricordiamo che Istat rileva lo stock di risparmio, non il numero dei risparmiatori). Gli italiani sono piuttosto soddisfatti (13% molto soddisfatti e 54% abbastanza soddisfatti) di come gestiscono i propri risparmi: quasi 2 italiani su la preferiscono la liquidità e aumentano di 4 punti percentuali coloro che preferiscono investire, quantunque una piccola parte di risparmio.

Il mattone non è più l’investimento ideale per tutti

L’investimento ideale? Non esiste più. Gli italiani si dividono in 3 gruppi quasi omogenei: il 30% ritiene che l’investimento ideale proprio non ci sia (-3 punti rispetto al 2017), il 32% lo indica negli immobili (+1 punto sul 2017), il 31% indica gli investimenti finanziari reputati più sicuri. Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi (con una percentuale stabile rispetto all’anno passato). Ma perché è così importante risparmiare per gli italiani il risparmio? Risparmiare è sinonimo di ranquillità, saggezza, pensare al futuro, ma anche un sacrifico. Per il 64% significa attenzione alle spese superflue ed evitare gli sprechi (pensionati 69%), per il 18% è aderire a offerte vantaggiose, per il 9% rimandare le spese considerate superflue, per il 9% guadagnare più di ciò che si spende. Il risparmio è anche sacrificio per il 30%, cioè una rinuncia a consumare oggi, o una situazione che ricorda la crisi (7%) e a volte mette un po’di tristezza (4%). Il risparmio è anche molto legato all’idea di futuro (27%), al pensiero di cosa succederà, a farsi trovare pronti per il domani, bello o brutto che sia. Infatti, si risparmia soprattutto per tutelarsi personalmente dai rischi futuri (37%) o per accumulare risorse per un progetto da realizzare (26%), altri ritengono che risparmiare sia eticamente corretto, a prescindere dalla propria personale situazione (14%), altri ancora sentono la tensione al risparmio innata, parte della propria indole (13%).

Spese improvvise: come reagiscono gli italiani

Infine il rapporto mette in luce come 8 famiglie su 10 riuscirebbero a far fronte a una spesa imprevista di 1.000 euro con risorse proprie (il 78%, dato in calo di 2 punti percentuali rispetto al 2017); ma se la spesa imprevista fosse maggiore, 10.000 euro (ossia un furto d’auto, una complessa operazione dentistica, la sistemazione di un tetto o una cartella esattoriale non attesa), potrebbero farvi fronte con le sole proprie forze poco più di 1 famiglia su 3 (il 36%, 2 punti percentuali in più rispetto al 2017): in questa situazione abbastanza stabile si evidenzia come aumentino sia le famiglie in grado di avere almeno 10.000 euro da parte, sia quelle in maggiore difficoltà.