Finanza Notizie Italia Confprofessioni, Irpef: rischio rincari fino a 1 miliardo per addizionali regionali e comunali

Confprofessioni, Irpef: rischio rincari fino a 1 miliardo per addizionali regionali e comunali

Maxi stangata fino a 1 miliardo di euro sulle addizionali regionali e comunali Irpef e questo per effetto dello sblocco  deciso dal governo con la manovra 2019. L’allarme arriva dalle pagine del Sole24Ore che riporta un’indagine effettuata da Confprofessioni secondo cui dopo tre anni di blocco è presumibile attendersi un incremento consistente delle addizionali.

Aumento addizionali: ultima parola spetta gli enti locali

Il report snocciola qualche numero: dal 2006 il 2016 il peso delle addizionali è cresciuto di circa 7,5 miliardi di euro, passando da meno di 9,2 a quasi 16,7 miliardi. Un incremento dell’82,4%, alimentato da un’esplosione delle addizionali comunali (+181,9%), accanto ad una crescita molto rilevante anche di quelle regionali (+60%). Tra il 2016 e il 2018, grazie al blocco, gli enti locali non hanno avuto margine per modificare le aliquote. Ora però con lo sblocco delle aliquote deciso dal governo, lo potranno fare. “Per il 2019 – dice allora Confprofessioni – ci si dovrà aspettare un ulteriore incremento delle addizionali, incremento rimesso alle delibere delle singole Regioni e dei Comuni”. Tutto dipenderà dalle scelte che saranno effettuate nelle prossime settimane, considerato che gli enti locali avranno tempo per approvare il bilancio previsionale entro il 31 marzo. Sono 6.782 i Comuni che hanno ancora margini per rivedere al rialzo le addizionali Irpef e di questi sono 4.151 sono quelli con l’aliquota a zero ma per tutti, complice lo sblocco deciso dal governo, potrebbero partire i ritocchi. Il report di Confprofessioni stima un incremento complessivo di quasi un miliardo di euro nel 2019 a cui però aggiungersi anche gli aumenti su IMU e TASI su cui i comuni che non hanno applicato l’aliquota massima potranno effettuare dei rialzi.

L’appello di Federconsumatori a Comuni e Regioni

“Una situazione allarmante, che inciderà in maniera negativa sull’andamento dei redditi già oggi spesso inadeguati e precari” scrive in una nota Federconsumatori commentando l’allarme lanciato da Confprofessioni. “Ignorare tale andamento, o ancor peggio ignorarlo declamando inesistenti boom economici è da irresponsabili. Per questo chiediamo al Governo e all’intero Parlamento di prendere atto di una situazione insostenibile per le famiglie e per il Paese, prendendo provvedimenti immediati tesi ad aprire nuove prospettive di crescita.” – afferma Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori. Il primo passo in questa direzione – continua l’associazione – è evitare l’aumento della pressione fiscale sui cittadini, facendo appello a Comuni e Regioni affinché non aumentino le addizionali.