Finanza Notizie Italia Carige è salva: plebiscito di sì dei soci grazie ad assenza Malacalza

Carige è salva: plebiscito di sì dei soci grazie ad assenza Malacalza

Alla fine Malacalza Investimenti ha disertato l’assemblea dei soci di Banca Carige permettendo che il piano di rafforzamento patrimoniale non incontrasse ostacoli. L’assemblea degli azionisti di Carige ha infatti approvato a larghissima maggioranza il progetto di rafforzamento patrimoniale architettato da Fondo interbancario (Fitd), Schema volontario di intervento e Cassa centrale banca (Ccb).

I soci di Carige hanno votato a favore del piano di rafforzamento patrimoniale da 900 milioni di euro, volto a salvare la banca genovese, proposto dai commissari straordinati. Il piano include un aumento di capitale da 700 milioni di euro. Ha votato a favore il 91,04% degli azionisti presenti, che rappresentavano il 47,6% del capitale complessivo della banca. Non ha partecipato all’assemblea straordinaria la Malacalza Investimenti, azionista di maggioranza dell’istituto con il 27,5% delle azioni.

Subito arriva il ringraziamento alla famiglia Malacalza da parte dei commissari di Carige. Non presentandosi “ha reso possibile questo risultato. Scelta consapevole e generosa”, ha dichiarato a caldo Pietro Modiano al termine dell’assemblea.

Famiglia Malacalza getta la spugna

Vittorio Malacalza ha lasciato l’assemblea di Banca Carige verso le 14:00 senza prendere parola nella parte dedicata agli interventi degli azionisti. Malacanza, stando a quanto riportano le principali agenzie stampa, era iscritto a parlare. Vittorio Malacalza è stato presente in assemblea in rappresentanza della quota detenuta personalmente e non di Malacalza Investimenti che detiene il 27,55% della banca. In mattinata era rimasto vago circa l’arrivo in giornata dei figli che sono i titolari di Malacalza Investimenti. “Forse arriveranno, sapete che siamo gente misteriosa”, le sue parole.

I precedenti aumenti andati in fumo

Banca Carige ha bruciato dal 2014 in avanti quasi in toto i 2,2 miliardi di euro circa di ricapitalizzazioni messe in atto. A dettagliare i numeri del ‘disastro’ di questi anni è uno dei commissari straordinari della banca. Fabio Innocenzi. Intervenendo all’assemblea straordinaria degli azionisti, il commissario ha rimarcato come da gennaio 2014 la banca ha perso il 98,3% dei circa 2,2 miliardi di ricapitalizzazioni fatte.

Nel dettaglio sono stati tre gli aumenti di capitale che si sono susseguiti in questi anni, rispettivamente per 850, 800 e 560 milioni. Innocenzi ha precisato come questi numeri siano in parte da associare a un contesto difficilissimo per tutte le banche in generale con in media la perdita della metà del valore per le banche italiane in questo arco di tempo, complice la crisi legata ai crediti deteriorati (Npl arrivati al 15% del totale dei crediti). “Un ulteriore 35-40% deriva dall’eccesso di crediti cattivi di Carige rispetto ad altre banche che è arrivata a picco di Npl al 35%”, aggiunge il commissario.