Notiziario Notizie Italia Biglietti aerei più cari nei prossimi mesi, effetto caro-petrolio a ridosso delle vacanze

Biglietti aerei più cari nei prossimi mesi, effetto caro-petrolio a ridosso delle vacanze

biglietti aerei
Non solo benzina e diesel, anche chi viaggia in aereo potrebbe subire rincari non indifferenti. Proprio a ridosso delle vancanze estive. Il prezzo dei biglietti aerei infatti potrebbe lievitare a breve per effetto del caro-petrolio: nell’ultimo anno le quotazioni del greggio (Wti) sono salite di quasi il 35%, spingendo al rialzo il prezzo del carburante per le compagnie aeree. Una dinamica che presto si trasferirà anche ai passeggeri.

“Quando (il prezzo del carburante) aumenta, il costo del viaggio aereo aumenta”, ha sottolineato nei giorni scorsi Doug Parker, l’amministratore delegato di American Airlines (la più grande compagnia aerea al mondo) nel corso di un incontro con gli analisti, arrivando molto semplicemente alla conclusione “che i passeggeri pagheranno di più”. Il carburante rappresenta infatti il maggior costo delle compagnie aeree dopo lo stipendio dei dipendenti e un suo aumento può erodere pesantemente i margini dei vettori. American Airlines ha già ridotto le sue previsioni di utili 2018 proprio a causa del caro-petrolio, che le è costato 412 milioni di dollari in più: quest’anno il suo utile per azione è atteso tra i 5 e i 6 dollari contro il precedente range 5,50-6,50 dollari stimato a gennaio.

E American Airlines non è certo l’unica. Sono diversi i player del settore che si sono espressi su questo tema, compresi quelli del low cost. Proprio qualche settimana fa, Ryanair, in occasione della presentazione dei conti annuali ha snocciolato previsioni per l’esercizio 2019 improntate alla cautela a causa proprio de “i prezzi del petrolio significativamente più alti” che esercitano pressioni al rialzo sui prezzi per tutto il settore (Leggi QUI)

Facile quindi immaginare un aumento delle tariffe per i consumatori. Lo ha anticipato anche Alexandre de Juniac, direttore generale e amministratore delegato di Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo: “Gli aumenti dei costi sostenuti dalle compagnie aeree, in particolare i prezzi dei carburanti, ci lasciano supporre che è improbabile assistere nel 2018 a un ulteriore input da parte di tariffe più basse, rispetto agli anni precedenti”.