Finanza Notizie Italia Bankitalia: italiani consumano poco e risparmiano di più. Tutta colpa dell’incertezza economica

Bankitalia: italiani consumano poco e risparmiano di più. Tutta colpa dell’incertezza economica

Aumenta il reddito disponibile ma non di pari passo ai consumi. Così rivela Bankitalia nel consueto Bollettino economico n. 4 del 2019 in cui sottolinea come nel secondo trimestre i consumi delle famiglie sono aumentati dello 0,1%, mentre il reddito disponibile al netto dell’inflazione segna lo 0,9% sul trimestre precedente. Quest’ultimo in particolare, sottolinea Banca d’Italia, è stato sostenuto dai redditi da lavoro e dalle prestazioni sociali, che dallo scorso aprile includono anche le erogazioni del Reddito di cittadinanza. Gli italiani sono sempre più formiche: sale difatti la propensione al risparmio all’8,9% e questo per effetto dell’accresciuta incertezza sulle prospettive economiche, suggerita dalla maggiore eterogeneità delle attese sulla situazione economica generale e personale rilevate nelle indagini campionarie sul clima di fiducia delle famiglie.

PIL risente dei legami con la Germania

In merito all’attività economica del paese, Bankitalia rivela che questa è marginalmente aumentata nel secondo trimestre e potrebbe essere rimasta pressoché stazionaria nel terzo, risentendo, anche nel nostro paese, soprattutto della debolezza della manifattura. L’istituto guidato da Ignazio Visco rivela come l’andamento stazionario del Pil nel terzo trimestre “risente dei legami produttivi e commerciali tra la nostra economia e quella tedesca”.

Con calo spread benefici alla raccolta bancaria

Nel Bollettino economico inoltre Bankitalia si sofferma su tanti altri aspetti che riguardano l’economia tricolore. Tra questi i rendimenti dei titoli di Stato decennali che, sottolinea l’istituto, hanno raggiunto nel terzo trimestre i livelli minimi dall’introduzione dell’euro e sono rimasti storicamente molto bassi (0,94 per cento). Lo spread sui titoli tedeschi decennali (sceso a 138 punti base) è tornato vicino ai valori dei primi mesi del 2018 e proprio il mantenimento del basso spread, che ha già provocato il calo del costo della raccolta delle banche italiane, può sostenere la capacità degli istituti di credito di erogare prestiti. “La riduzione dei rendimenti sovrani si è tradotta in un calo significativo del costo della raccolta bancaria all’ingrosso, continua Bankitalia, tornato sui livelli prevalenti all’inizio del 2018; è lievemente sceso il costo del credito”. Tornano gli investitori stranieri sui titoli di stato italiani. Tra giugno e agosto, continua l’istituto di via Nazionale, gli investitori non residenti hanno effettuato ingenti acquisti di titoli pubblici italiani. Gli afflussi hanno contribuito a ridurre il saldo debitorio della Banca d’Italia sul sistema dei pagamenti europeo TARGET2, poi in parte aumentato in settembre per l’effetto tecnico di ampi rimborsi netti di titoli del Tesoro concentrati nel mese.