Finanza Notizie Italia Auto: immatricolazioni ferme a luglio, è record negativo per il diesel

Auto: immatricolazioni ferme a luglio, è record negativo per il diesel

Il mercato italiano delle quattro ruote rimane debole, registrando immatricolazioni sostanzialmente stabili a luglio, dopo i cali di maggio e giugno. A fare da freno al settore è la debolezza dell’economia, ma anche la demonizzazione del diesel, che registra una nuova brusca frenata e la quota di mercato più bassa dal 2001.

Il mercato dell’auto in Italia
Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a luglio sono state immatricolate 152.800 auto, in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018. “Dopo i cali di maggio e giugno, a luglio il mercato dell’auto rimane sostanzialmente stabile, nonostante abbia beneficiato di un giorno lavorativo in più rispetto a luglio 2018″, commenta Paolo Scudieri, presidente di Anfia. Nei primi sette mesi dell’anno le immatricolazioni hanno evidenziato una contrazione del 3% rispetto all’anno scorso.

I fattori di debolezza e la possibile evoluzione
Secondo l’ultima previsione del Centro Studi Promotor nell’intero 2019 le immatricolazioni dovrebbero registrare un calo del 4% sul 2018 e di ben il 26% sul massimo ante-crisi del 2007. La situazione del mercato dell’auto è influenzata dal quadro economico, ma non solo. Sulla propensione all’acquisto di auto da parte degli italiani, pesano infatti anche altri fattori. Da una rilevazione campionaria sui concessionari condotta dal Centro Studi Promotor a fine luglio emerge che il principale fattore di freno del mercato dell’auto, oltre alla situazione economica generale, indicata dal 79% degli intervistati, è la demonizzazione del diesel (67% di indicazioni) che sta inducendo molti proprietari di auto diesel a rinviarne la sostituzione ormai matura sia perché non esiste sul mercato una soluzione conveniente sia perché le quotazioni dei diesel usati sono in calo. Ma anche la politica del governo, che viene indicata come freno alla domanda dal 34% degli intervistati.

Il diesel sui minimi dal 2001, l’elettrico puro accelera grazie all’ecobonus
Guardando nel dettaglio i dati del ministero dei Trasporti, balza all’occhio il record negativo per le autovetture diesel che toccano a luglio la quota di mercato più bassa da settembre 2001, pari al 37%. In termini di volumi, la flessione riportata è del 27% a luglio. Al contrario, le vetture a benzina aumentano nuovamente le vendite nel mese, chiudendo a +35%, con una quota del 45%. Da segnalare, invece, come record positivo, la quota di penetrazione raggiunta dalle vetture ad alimentazione alternativa, 18%, la più alta dal 2015, con volumi in crescita del 13%. A questo risultato hanno contribuito, in particolare, le vetture a metano (+18%), che tornano ad avere segno positivo dopo quasi un anno, ma soprattutto le auto elettriche pure, che balzano del 47%, dopo una media di +156% nei quattro mesi precedenti, da quando è in vigore l’ecobonus.

Nelle strade italiane i Suv sono i più diffusi
Guardando alle dimensioni e alla cilindrata, il segmento delle superutilitarie è cresciuto del 20%, mentre quello delle utilitarie è risultato in calo del 12%. I due segmenti insieme rappresentano il 39% del mercato delle quattro ruote in Italia e i rispettivi modelli più venduti sono Fiat Panda e Lancia Ypsilon. Ma è il segmento dei Suv a fare da padrone con una quota di mercato pari al 41%, grazie soprattutto alla spinta dei modelli più “piccoli”, come Jeep Renegade e Fiat 500X, in aumento nel mese del 20%. In questo ambito, è ancora Fca, che rappresenta il 19% del mercato dei Suv di tutte le dimensioni. In forte crescita anche le auto di lusso (+20%) e le sportive (+30%), il cui modello più venduto è Fiat 124 Spider.