Mercati e guerra, inflazione e tassi: ecco i fattori che influenzano le decisioni dei family office

Mercati e guerra, inflazione e tassi: scopri come questi fattori influenzano le decisioni di investimento dei family office secondo la SFO Survey di Credit Suisse.

Pubblicato 26 Settembre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:27

Mercati in fibrillazione, guerra, inflazione e rialzo dei tassi: sono questi i principali fattori che influenzano le decisioni dei family office oggi. Non si tratta solo di volatilità finanziaria: i Single Family Office (SFO) si trovano a navigare uno scenario macroeconomico profondamente mutato, in cui le variabili geopolitiche e monetarie pesano quanto — se non più — delle dinamiche di mercato tradizionali.

A confermarlo è l’analisi condotta da Credit Suisse nel suo SFO Survey Report, che ha fotografato le priorità, le sfide e le strategie di investimento dei family office a livello globale. I risultati offrono uno spaccato prezioso su come i grandi patrimoni privati si orientano in un contesto di incertezza strutturale.

I fattori che influenzano le decisioni dei family office: guerra, inflazione e tassi

Oltre alla volatilità dei mercati e all’incertezza economica ereditata dalla pandemia, i family office devono oggi fare i conti con tre variabili esterne di primaria importanza:

  • Gli effetti a catena della guerra: i conflitti geopolitici — a partire da quello in Ucraina — hanno ridisegnato le catene di approvvigionamento, alterato i prezzi delle materie prime e introdotto nuovi rischi di portafoglio legati all’esposizione geografica.
  • Il ritorno dell’inflazione: dopo anni di inflazione contenuta, la sua risalita ha eroso i rendimenti reali e costretto i gestori patrimoniali a rivedere l’allocazione degli asset, privilegiando strumenti con maggiore capacità di protezione del capitale.
  • L’aumento dei tassi di interesse: la stretta monetaria delle banche centrali ha cambiato il profilo rischio/rendimento di molte asset class, rendendo più attrattivo il reddito fisso e mettendo sotto pressione i portafogli azionari e il real estate.

Questi tre elementi, combinati tra loro, definiscono il nuovo contesto entro cui i family office prendono decisioni di investimento. Ignorarli significherebbe operare con una mappa obsoleta.

Le due sfide principali per i Single Family Office

I risultati del sondaggio mostrano che le due sfide principali per i Single Family Office consistono nell’implementare la giusta strategia d’investimento e nel raggiungere gli obiettivi di rendimento annuali.

  • Il 54% degli intervistati ha indicato la strategia d’investimento e l’asset allocation come una delle tre principali sfide.
  • Il 47% ha segnalato il raggiungimento degli obiettivi di rendimento annuali come priorità critica.

In un contesto in cui mercati e guerra, inflazione e tassi ridefiniscono continuamente i parametri di riferimento, trovare la giusta allocazione non è mai stato così complesso.

Chi prende le decisioni: differenze regionali tra Europa e Asia

Le differenze regionali appaiono evidenti quando si tratta di capire chi prende le decisioni di investimento all’interno dei family office.

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  • In Asia, il 61% degli SFO dichiara che le decisioni vengono prese da determinati membri della famiglia.
  • In Europa, questa percentuale scende al 39%, mentre il 50% degli SFO europei si avvale di comitati d’investimento strutturati — contro il solo 17% in Asia.

Questo dato riflette culture di governance patrimoniale profondamente diverse: più istituzionalizzata in Europa, più accentrata e familiare in Asia.

Il passaggio generazionale: una sfida ancora aperta

Per oltre la metà degli SFO (53%) è difficile includere la generazione successiva nel processo decisionale e nella gestione del trasferimento della ricchezza. Un quarto degli intervistati (26%) ha indicato che i rapporti all’interno della famiglia rappresentano una sfida di business significativa.

I membri più giovani della famiglia sono spesso orientati a idee e obiettivi ispirati a uno scopo — in particolare sostenibilità, innovazione e trasparenza — ma in alcuni casi non hanno ancora alcuna voce in capitolo (31%). Integrare queste sensibilità senza destabilizzare la strategia complessiva è una delle tensioni più delicate che i family office devono gestire.

Investimenti privati: sette transazioni in media negli ultimi due anni

In media, negli ultimi due anni ogni SFO intervistato ha riportato di essere stato coinvolto in sette transazioni private. Un forte interesse che deriva spesso dal fatto che la ricchezza della famiglia ha origine in un’impresa familiare privata, rendendo il private market un terreno familiare e preferito.

Quando si tratta di individuare opportunità:

  • Due terzi degli SFO dichiarano di ricorrere alle conoscenze personali come fonte primaria di deal flow.
  • Il 42% utilizza fondi di private equity o venture capital.
  • Il momento preferito per entrare è la fase iniziale: il 68% degli SFO partecipa a finanziamenti di serie A e B.

I tre settori di maggiore interesse sono le tecnologie innovative (in particolare FinTech e BioTech), il settore informatico e quello immobiliare.

ESG e sostenibilità: ancora lontani dal centro della strategia

Dalla survey emerge che i criteri ESG non esercitano ancora un’influenza determinante sulle strategie d’investimento degli SFO: poco meno della metà degli intervistati (45%) dichiara di non destinare fondi a investimenti sostenibili.

Le ragioni principali indicate sono:

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  • Non fa parte della strategia della famiglia (23%).
  • Le performance sono difficili da misurare (20%).
  • I rendimenti sono percepiti come più bassi (11%).

Un dato che potrebbe cambiare con il ricambio generazionale: i membri più giovani, come visto, mostrano una sensibilità molto più marcata verso i temi di sostenibilità e impatto.

Conclusioni: navigare l’incertezza con una strategia solida

Mercati e guerra, inflazione e tassi: questi fattori non sono destinati a scomparire nel breve periodo. I family office che sapranno integrare queste variabili in una strategia d’investimento coerente — bilanciando rendimento, protezione del capitale e visione generazionale — saranno meglio posizionati per affrontare la complessità degli anni a venire.

La sfida non è solo finanziaria: è anche di governance, di dialogo intergenerazionale e di capacità di adattamento a un contesto macroeconomico in continua evoluzione.

FAQ: Family office, mercati e decisioni di investimento

Cosa sono i Single Family Office (SFO)?

I Single Family Office sono strutture dedicate alla gestione del patrimonio di una singola famiglia ad alto patrimonio netto. Si occupano di investimenti, pianificazione fiscale, successione e, in molti casi, della gestione di imprese familiari.

In che modo la guerra influenza le decisioni dei family office?

I conflitti geopolitici alterano i prezzi delle materie prime, aumentano il rischio paese e modificano le catene di approvvigionamento globali. I family office devono quindi rivedere l’esposizione geografica dei portafogli e valutare asset rifugio o settori meno correlati ai rischi geopolitici.

Come l’inflazione e i tassi di interesse cambiano le strategie dei family office?

L’inflazione erode i rendimenti reali e spinge verso asset reali (immobili, materie prime, infrastrutture). L’aumento dei tassi rende più competitivo il reddito fisso, ma penalizza le valutazioni azionarie e il real estate finanziato a leva. I family office devono ribilanciare i portafogli tenendo conto di entrambe le dinamiche.

I family office investono in startup e private equity?

Sì. Dalla survey emerge che il 68% degli SFO partecipa a round di serie A e B, con un focus su FinTech, BioTech e tecnologie innovative. Il deal flow avviene principalmente attraverso reti personali e fondi di private equity o venture capital.

Gli investimenti ESG sono diffusi tra i family office?

Non ancora in modo determinante: il 45% degli SFO non destina fondi a investimenti sostenibili. Tuttavia, la pressione delle nuove generazioni potrebbe accelerare l’adozione di criteri ESG nei prossimi anni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.