Investimenti, i portafogli virano sulla difensiva: liquidità oltre il 10% e attesa della giusta chance

Liquidità oltre il 10% e attesa della giusta opportunità: i portafogli degli investitori HNWI virano sulla difensiva. Ecco cosa dice la ricerca UBS su inflazione, tassi e settori preferiti come tech e sanità.

Pubblicato 9 Febbraio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:04

Quando i mercati diventano imprevedibili, i grandi patrimoni cercano riparo. È quanto emerge dall’ultima ricerca trimestrale sulla fiducia degli investitori condotta da UBS: i portafogli virano sulla difensiva, con la liquidità che supera il 10% degli asset e una diffusa attesa della giusta opportunità per tornare a investire. Un segnale chiaro di come, in un contesto segnato da inflazione persistente e tassi di interesse in rialzo, anche gli investitori più sofisticati preferiscano la cautela all’azione immediata.

Liquidità oltre il 10%: i portafogli si fanno difensivi

Secondo i dati UBS, due terzi degli investitori ad alto patrimonio netto (HNWI) detengono oggi più del 10% del proprio portafoglio in liquidità. Di questi, quasi la metà dichiara esplicitamente di star aspettando l’opportunità giusta prima di impiegare il capitale. Non si tratta di disinteresse verso i mercati, ma di una strategia consapevole: preservare flessibilità in attesa di condizioni più favorevoli.

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Le ragioni di questa postura difensiva sono chiare:

  • Inflazione elevata, che erode il potere d’acquisto e comprime i rendimenti reali;
  • Rialzo dei tassi di interesse, che ridisegna le valutazioni di molte asset class, in particolare quelle a lunga duration;
  • Incertezza geopolitica e macroeconomica, che rende difficile individuare punti d’ingresso ottimali.

Dove investono quando decidono di farlo: tecnologia e sanità in testa

Quando gli investitori scelgono di passare all’azione, le preferenze sono nette. Sei investitori su dieci indicano come settori di maggiore interesse:

  • Tecnologia: 63% degli intervistati la considera molto attrattiva;
  • Sanità: 59% degli investitori guarda con interesse a questo comparto.

Due settori diversi, ma con un punto in comune: entrambi beneficiano di trend strutturali di lungo periodo, indipendenti dai cicli economici di breve. La digitalizzazione accelerata e le trasformazioni del sistema sanitario globale rappresentano opportunità che gli investitori più attenti non vogliono perdere, ma vogliono cogliere al momento giusto.

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La voce di UBS: attendere il momento giusto, ma con una strategia

“Si prevede che gli effetti del Covid-19 incideranno sul settore sanitario per diversi anni a venire e il mondo diventerà sempre più digitalizzato; gli investitori cercano dunque ulteriori opportunità in questi settori” ha affermato Iqbal Khan, Presidente di UBS Europa, Medio Oriente e Africa e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “Tuttavia, considerati i livelli elevati dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse all’orizzonte, gli investitori attendono il momento giusto per mettere a frutto il loro denaro.”

Paolo Federici, Market Head di UBS Global Wealth Management in Italia, sottolinea la specificità del contesto italiano: “Nonostante i timori relativi all’inflazione in ripresa e ad una pandemia che ancora non ci siamo lasciati alle spalle, l’ottimismo della maggior parte degli investitori italiani sulla tenuta della nostra economia è alto. Oggi più che mai gli investitori sono interessati alla costruzione di un portafoglio sempre più diversificato e solido di fronte ai possibili cambiamenti del mercato. Questa propensione conferma ancora di più che la strada che abbiamo intrapreso in UBS GWM è quella giusta: già da tempo offriamo soluzioni come i Private Markets e gli investimenti sostenibili, che non solo consentono di investire in settori vincenti come quello della transizione energetica, del tech e dell’healthcare, ma che danno vita ad un portafoglio a prova di futuro.”

Portafogli difensivi: una scelta razionale o un’occasione persa?

Tenere liquidità in portafoglio non è di per sé una strategia sbagliata, soprattutto in fasi di mercato incerte. Tuttavia, mantenere quote elevate di cash per periodi prolungati espone a un rischio spesso sottovalutato: quello di perdere i migliori giorni di mercato, che storicamente si concentrano proprio nelle fasi di maggiore volatilità. La chiave, secondo gli esperti, è costruire un portafoglio strutturalmente diversificato — con esposizione a mercati privati, asset reali e temi di lungo periodo — che consenta di essere pronti ad agire senza dover cronometrare il mercato.

FAQ: investimenti difensivi e liquidità in portafoglio

Perché gli investitori tengono tanta liquidità in portafoglio?
In un contesto di inflazione elevata e tassi in rialzo, molti preferiscono attendere condizioni di mercato più chiare prima di impiegare il capitale, riducendo il rischio di acquistare asset a valutazioni ancora elevate.
Cosa si intende per portafoglio difensivo?
Un portafoglio difensivo privilegia la preservazione del capitale rispetto alla crescita aggressiva. Include tipicamente una quota più alta di liquidità, obbligazioni di qualità elevata e settori considerati più stabili come sanità e beni di consumo primari.
Tecnologia e sanità sono ancora settori validi su cui investire?
Secondo la ricerca UBS, sì: sei investitori su dieci li considerano molto interessanti, grazie ai trend strutturali di digitalizzazione e trasformazione del sistema sanitario che li sostengono nel lungo periodo.
Qual è il rischio di tenere troppa liquidità?
Il rischio principale è l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione e la perdita di rendimento potenziale. Mantenere liquidità in eccesso per troppo tempo può penalizzare la performance complessiva del portafoglio.
Cosa sono i Private Markets citati da UBS?
I mercati privati includono investimenti in private equity, private debt, infrastrutture e real estate non quotati. Offrono potenzialmente rendimenti superiori rispetto ai mercati pubblici, ma con minore liquidità e orizzonti temporali più lunghi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.