Treni più cari degli aerei: Greenpeace contro i prezzi dei viaggi in Europa

Treni più cari degli aerei: Greenpeace denuncia il paradosso dei prezzi dei viaggi in Europa. Ecco perché succede, l'impatto ambientale e le soluzioni possibili.

Pubblicato 23 Agosto 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 09:08

I treni più cari degli aerei: non è un paradosso, ma una realtà documentata che Greenpeace denuncia con forza nel suo rapporto sui prezzi dei viaggi in Europa. Prenotare un volo low cost costa spesso meno che acquistare un biglietto ferroviario per la stessa tratta, e questo squilibrio spinge milioni di passeggeri a scegliere il mezzo più inquinante. Ma perché succede? E cosa si può fare?

Treni più cari degli aerei: cosa dice Greenpeace

Secondo l’indagine condotta da Greenpeace Europa, su decine di rotte internazionali il biglietto aereo risulta sistematicamente più economico del corrispondente biglietto ferroviario. L’associazione ambientalista ha confrontato prezzi reali su tratte come Parigi-Barcellona, Amsterdam-Berlino e Milano-Vienna, rilevando che in molti casi volare costa anche il 50-80% in meno rispetto al treno.

Il messaggio è chiaro: finché i prezzi dei viaggi in Europa continueranno a premiare l’aereo rispetto al treno, la transizione ecologica nei trasporti resterà uno slogan. Greenpeace chiede un intervento strutturale a livello europeo per riequilibrare il sistema.

Perché i biglietti aerei costano meno del treno: la questione fiscale

Il divario tra tariffe aeree e ferroviarie non è casuale: è il risultato di decenni di politiche fiscali asimmetriche. Ecco i principali fattori che rendono il volo artificialmente più economico:

  • Esenzione dal kerosene: il carburante per aerei (kerosene) è esente da accise in tutta Europa, un vantaggio competitivo enorme che non esiste per nessun altro mezzo di trasporto.
  • IVA zero sui voli internazionali: i biglietti aerei internazionali non sono soggetti a IVA, mentre i biglietti ferroviari scontano aliquote ordinarie nei singoli Paesi.
  • Sussidi pubblici agli aeroporti: molti scali regionali ricevono contributi pubblici che abbassano artificialmente i costi delle compagnie low cost.
  • Oneri infrastrutturali ferroviari: le imprese ferroviarie pagano pedaggi per l’utilizzo della rete, costi che si trasferiscono sul prezzo finale del biglietto.

Questa struttura incentiva gli operatori aerei a praticare tariffe ultra-competitive, rendendo il biglietto del treno meno appetibile anche quando la tratta ferroviaria sarebbe più comoda e diretta.

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L’impatto ambientale: il costo nascosto del volo low cost

Scegliere l’aereo al posto del treno ha un prezzo che non appare sul biglietto: le emissioni di CO2. Un volo produce in media 5-10 volte più emissioni per passeggero-chilometro rispetto a un treno ad alta velocità alimentato da energia rinnovabile.

Le compagnie low cost dominano il mercato dei collegamenti a corto e medio raggio — esattamente le tratte dove il treno potrebbe essere competitivo — rendendo il volo un’opzione di massa. Il risultato è un circolo vizioso: più passeggeri scelgono l’aereo, meno risorse vengono investite nel miglioramento del servizio ferroviario, e il treno diventa ancora meno attrattivo.

Se si aggiungono infrastrutture ferroviarie internazionali ancora frammentate e la mancanza di biglietti transfrontalieri integrati, il quadro si complica ulteriormente. Eppure, una rete ferroviaria moderna ed efficiente ridurrebbe sensibilmente l’inquinamento e contribuirebbe a salvaguardare gli ecosistemi più fragili.

La mancanza di un piano europeo coordinato

Uno dei problemi centrali evidenziati da Greenpeace è l’assenza di una politica europea coordinata sui trasporti. Ogni Paese applica regole diverse su tasse, sussidi e pedaggi ferroviari, creando un mercato disomogeneo in cui il treno parte sempre svantaggiato rispetto all’aereo.

L’Unione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni del settore trasporti, ma senza intervenire sulle distorsioni fiscali questi obiettivi rischiano di restare sulla carta. Il confronto tra i prezzi dei viaggi in Europa dimostra che le buone intenzioni non bastano: servono regole chiare e vincolanti.

Soluzioni possibili: come rendere il treno competitivo

Greenpeace e altri esperti del settore indicano alcune misure concrete per invertire la tendenza e rendere il treno la scelta naturale per i viaggi europei:

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  1. Eliminare le esenzioni fiscali per il kerosene: tassare il carburante aereo come tutti gli altri carburanti porterebbe le tariffe aeree a riflettere i costi reali.
  2. Introdurre i climate ticket: abbonamenti a prezzo fisso validi su tutti i mezzi pubblici, sul modello del biglietto da 49 euro introdotto in Germania, potrebbero rendere il trasporto sostenibile accessibile a tutti.
  3. Investimenti strutturali nella rete ferroviaria: potenziare le linee ad alta velocità internazionali e semplificare la prenotazione di biglietti transfrontalieri.
  4. Ridurre i pedaggi ferroviari: alleggerire gli oneri infrastrutturali a carico delle imprese ferroviarie per abbassare il prezzo finale del biglietto.
  5. Vietare i voli a corto raggio dove esiste un’alternativa ferroviaria valida, come già proposto in Francia per le tratte percorribili in meno di 2,5 ore di treno.

Il confronto prezzi: esempi concreti

Per capire la portata del problema, basta guardare ad alcune rotte emblematiche dove i treni risultano più cari degli aerei:

  • Roma–Barcellona: un volo low cost si trova regolarmente sotto i 40 euro; il treno (con cambio e prenotazione anticipata) supera spesso i 150 euro.
  • Milano–Londra: tariffe aeree da 30-60 euro contro biglietti ferroviari che, sommando più tratte, raggiungono facilmente i 200 euro.
  • Amsterdam–Berlino: il treno Intercity Direct è competitivo, ma su molte date l’aereo rimane più economico, soprattutto per chi prenota all’ultimo momento.

Questi esempi mostrano che il problema non riguarda solo le tratte lunghe: anche su distanze medie, dove il treno dovrebbe essere la scelta ovvia, il biglietto aereo risulta spesso più conveniente.


FAQ: Treni più cari degli aerei in Europa

Perché i treni costano più degli aerei in Europa?

Principalmente per ragioni fiscali: il carburante aereo è esente da accise, i voli internazionali non pagano IVA, e molti aeroporti ricevono sussidi pubblici. Le ferrovie, invece, pagano pedaggi infrastrutturali e aliquote IVA ordinarie, costi che si riflettono sul prezzo del biglietto.

Cosa chiede Greenpeace per ridurre i prezzi dei treni?

Greenpeace chiede l’eliminazione delle esenzioni fiscali per il trasporto aereo, maggiori investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, l’introduzione di climate ticket europei e il divieto di voli a corto raggio dove esiste un’alternativa ferroviaria valida.

Il treno è davvero più ecologico dell’aereo?

Sì: un treno ad alta velocità produce in media 5-10 volte meno CO2 per passeggero-chilometro rispetto a un volo. La differenza è ancora più marcata se il treno è alimentato da energia rinnovabile.

Esistono già esempi di politiche che favoriscono il treno sull’aereo?

Sì. La Francia ha introdotto il divieto di voli a corto raggio su tratte coperte dal treno in meno di 2,5 ore. La Germania ha sperimentato il biglietto da 49 euro per i trasporti pubblici. Sono segnali positivi, ma ancora insufficienti a livello europeo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.