Bruschi cali per oro e petrolio, ma Piazza Affari non batte ciglio e tocca nuove vette
Bruschi cali per oro e petrolio, ma Piazza Affari non batte ciglio e tocca nuove vette: il Ftse Mib aggiorna i massimi dal 2008 mentre le commodity cedono sul rischio tapering Fed. Analisi completa.
Bruschi cali per oro e petrolio, ma Piazza Affari non batte ciglio e tocca nuove vette: è questo il quadro che emerge in avvio di ottava, con i mercati azionari che mostrano una sorprendente resilienza mentre le commodity cedono terreno sotto la pressione del rischio tapering e del rafforzamento del dollaro. Il Ftse Mib aggiorna i massimi pluriennali, ignorando la debolezza delle materie prime e confermando la forza del sentiment rialzista degli investitori.
Piazza Affari tocca nuove vette: il Ftse Mib ai massimi dal 2008
Piazza Affari veleggia ai nuovi top annui nonostante la debolezza stamane di banche e oil. Il Ftse Mib, reduce dal +1,3% di venerdì che ha spinto l’indice in area 26 mila, allunga ancora fino a 26.088 (+0,34%) aggiornando i massimi pluriennali dal lontano 2008. Gli investitori continuano a cavalcare l’onda lunga dei forti dati arrivati dal mercato del lavoro statunitense.
A luglio gli Stati Uniti hanno evidenziato una crescita dei posti di lavoro ai top in quasi un anno (+943mila unità) e il tasso di disoccupazione è diminuito più rapidamente del previsto. Il presidente della Fed di Dallas, Robert Kaplan, ritiene che la banca centrale dovrebbe iniziare a ridurre al più presto i suoi acquisti di asset. Il positivo report occupazionale conferma che il mercato del lavoro statunitense è sul sentiero giusto per tornare ai livelli pre-pandemici e c’è chi vede la Fed annunciare già nel prossimo meeting la riduzione degli acquisti, con il tapering che potrebbe prendere il via a dicembre o nei primi mesi del prossimo anno.
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I titoli migliori del Ftse Mib: Unipol e Stellantis in evidenza
Tra i singoli titoli del Ftse Mib si segnala stamattina il rally di Unipol (+1,96%). Bene anche Stellantis (+1,02%), che vola di slancio oltre i 18 euro: oggi AlphaValue ha alzato il rating sul titolo a buy. Promozione anche per Pirelli (+1,46%), su cui JPMorgan ha portato la raccomandazione a neutral.
I titoli in calo: banche e oil sotto pressione
Tra i segni meno si segnala invece Interpump (-0,95%) e i titoli bancari — Bper (-1,8%) e Banco BPM (-1,24%) — che ritracciamo dopo l’exploit di venerdì. Male anche il trio formato da Tenaris (-0,9%), Saipem (-0,31%) ed ENI (-0,42%), con il calo del petrolio che si fa sentire su tutto il comparto oil europeo. La tenuta complessiva dell’indice, nonostante queste pressioni settoriali, conferma che Piazza Affari non batte ciglio di fronte ai bruschi cali di oro e petrolio.
Flash crash per oro e argento: cosa è successo
Forte volatilità nella notte per i metalli preziosi, tra rischio tapering e rialzo del dollaro Usa. C’è stato un tonfo di 60 dollari in pochi minuti per l’oro: gli investitori temono che la Federal Reserve inizi presto a ritirare i suoi massicci stimoli monetari. Il prezzo del lingotto spot è arrivato a perdere oltre il 4%, mentre l’argento è crollato fino al 7%. I dati sull’occupazione USA migliori del previsto hanno fatto scattare l’allarme tra gli operatori, innescando vendite rapide e disordinate sui metalli preziosi.
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I timori sul tapering si riflettono anche sul dollaro Usa: il biglietto verde si è spinto al massimo da quattro mesi sull’euro, proprio sulla prospettiva di una stretta monetaria della Federal Reserve. Un dollaro più forte penalizza strutturalmente le commodity quotate in valuta americana, amplificando i ribassi di oro e argento.
Soffre anche il petrolio: Brent e WTI in calo del 3%
Tra le commodity si segnala stamani anche la debolezza pronunciata del petrolio, con Brent e WTI entrambi in calo di circa il 3%, con quotazioni scese rispettivamente in area 68,6 e 66,2 dollari al barile. Sullo sfondo rimane la questione relativa al diffondersi della variante Delta e ai possibili contraccolpi sulla ripresa economica, con nuove restrizioni decise da Cina e Australia che alimentano i timori sulla domanda globale di energia.
Il quadro complessivo è quindi quello di un mercato azionario europeo — e italiano in particolare — capace di reggere l’urto dei bruschi cali di oro e petrolio, aggiornando nuove vette mentre le commodity cedono terreno. Un segnale di forza relativa che gli investitori stanno interpretando positivamente, almeno nel breve periodo.
Perché Piazza Affari non batte ciglio nonostante i cali delle commodity
La domanda che molti si pongono è semplice: come può il Ftse Mib toccare nuove vette mentre oro e petrolio crollano? La risposta sta in una combinazione di fattori:
- Rotazione settoriale: i capitali escono dalle commodity e dai titoli oil per confluire su settori ciclici e industriali, sostenendo l’indice nel complesso.
- Dati macro USA positivi: il boom dell’occupazione statunitense rafforza le aspettative di crescita globale, favorendo gli asset rischiosi come le azioni.
- Valutazioni ancora attraenti: rispetto ad altri listini europei, il Ftse Mib tratta ancora a multipli competitivi, attirando flussi di acquisto.
- Stagione degli utili solida: i risultati societari superiori alle attese continuano a sostenere il sentiment positivo su Piazza Affari.
FAQ: oro, petrolio e mercati azionari
- Perché l’oro crolla quando si parla di tapering?
- L’oro non rende interessi: quando la Fed riduce gli stimoli, i tassi reali tendono a salire e il dollaro si rafforza, rendendo il lingotto meno attraente rispetto ad altri asset. Gli investitori vendono oro anticipando questo scenario.
- Il calo del petrolio è un segnale negativo per l’economia?
- Non necessariamente. In questo caso il ribasso riflette timori sulla domanda legati alla variante Delta e a nuove restrizioni in Asia, più che un deterioramento strutturale. Un petrolio più basso può anche alleggerire la pressione inflazionistica.
- Piazza Affari può continuare a salire anche con commodity deboli?
- Sì, a patto che la rotazione settoriale compensi le perdite dei titoli oil e che i dati macro globali restino solidi. Il Ftse Mib ha dimostrato oggi di saper reggere questa dinamica, toccando nuove vette nonostante i bruschi cali di oro e petrolio.
- Cosa significa tapering per i mercati azionari?
- Il tapering — cioè la riduzione degli acquisti di asset da parte della Fed — può generare volatilità nel breve termine, ma storicamente i mercati azionari hanno continuato a salire anche nelle fasi di normalizzazione monetaria, purché la crescita economica resti robusta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.