Auto elettriche: BYD, Stellantis, Tesla e Volkswagen nel mirino dell’Antitrust. Perché sono partite le istruttorie

L'Antitrust ha avviato quattro istruttorie contro BYD, Stellantis, Tesla e Volkswagen per informazioni scorrette su autonomia e batterie delle auto elettriche. Ecco cosa contestano e cosa devono sapere i consumatori.

Pubblicato 21 Febbraio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:03

Nuova tegola sul comparto automobilistico. L’Antitrust ha reso noto di aver avviato quattro istruttorie nei confronti di BYD Industria Italia, Stellantis Europe, Tesla Italy e Volkswagen Group Italia per possibili pratiche commerciali scorrette circa le informazioni sulle batterie elettriche rese agli utenti. Un’indagine che tocca direttamente centinaia di migliaia di automobilisti italiani che hanno acquistato — o stanno valutando di acquistare — un veicolo elettrico, e che si trovano di fronte a dati di autonomia spesso difficili da interpretare.

Auto elettriche nel mirino dell’Antitrust: cosa è successo

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato procedimenti istruttori formali contro quattro dei principali operatori del mercato delle auto elettriche in Italia: BYD Industria Italia, Stellantis Europe, Tesla Italy e Volkswagen Group Italia. Le istruttorie sono state accompagnate da ispezioni fisiche presso le sedi delle società, condotte dai funzionari dell’Autorità con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Si tratta di un’azione coordinata e simultanea che segnala come l’Antitrust consideri il problema sistemico, non limitato a un singolo operatore.

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Perché sono partite le istruttorie: i tre nodi centrali

Le istruttorie, precisa l’AGCM, riguardano tre aree specifiche di possibile violazione del Codice del consumo:

  1. Autonomia di percorrenza chilometrica: i siti internet dei produttori avrebbero fornito informazioni generiche e talvolta contraddittorie sull’autonomia dei veicoli elettrici commercializzati, senza chiarire quali fattori incidano sul chilometraggio massimo pubblicizzato né di quanto si riduca il chilometraggio effettivo nella guida reale.
  2. Perdita di capacità della batteria: i costruttori non avrebbero indicato in maniera chiara e completa come l’uso normale del veicolo degradi progressivamente la capacità della batteria, con conseguente riduzione dell’autonomia nel tempo.
  3. Limitazioni della garanzia convenzionale sulle batterie: le condizioni e le restrizioni applicate alla garanzia sulla batteria non sarebbero state comunicate in modo trasparente, lasciando i consumatori all’oscuro di possibili esclusioni o limitazioni rilevanti.

Cosa rischiano BYD, Stellantis, Tesla e Volkswagen

Un’istruttoria dell’Antitrust per pratiche commerciali scorrette può concludersi con sanzioni pecuniarie significative e con l’obbligo di modificare le comunicazioni rivolte ai consumatori. In caso di accertamento della violazione, l’AGCM può comminare multe fino a 5 milioni di euro per ciascuna pratica scorretta. Le società coinvolte avranno la possibilità di presentare memorie difensive e proporre impegni nel corso del procedimento.

È importante sottolineare che l’avvio di un’istruttoria non equivale a una condanna: si tratta di un’indagine formale che dovrà concludersi con un provvedimento motivato.

Il problema dell’autonomia reale delle auto elettriche

Al centro delle contestazioni c’è un tema che riguarda milioni di potenziali acquirenti: il divario tra l’autonomia dichiarata dai produttori — spesso basata sul ciclo di omologazione WLTP — e quella effettivamente percorribile nella guida quotidiana. Diversi fattori riducono concretamente i chilometri percorribili:

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  • Temperature rigide o molto elevate
  • Uso intensivo del climatizzatore o del riscaldamento
  • Guida autostradale ad alta velocità
  • Degrado progressivo della batteria con i cicli di ricarica
  • Peso del carico e stile di guida

Secondo l’Antitrust, queste informazioni non sarebbero state comunicate in modo sufficientemente chiaro sui siti web dei produttori, condizionando le decisioni di acquisto dei consumatori.

Le reazioni delle associazioni dei consumatori

“Bene l’indagine dell’Antitrust nei confronti di BYD Industria Italia, Stellantis Europe, Tesla Italy e Volkswagen Group Italia per possibili pratiche commerciali scorrette circa le informazioni sulle batterie elettriche rese agli utenti”, sottolinea il Codacons. L’associazione rimarca come in “tema di auto elettriche, ricariche, autonomia delle batterie e chilometri percorribili le informazioni rilasciate ai consumatori sono troppo spesso poco trasparenti se non addirittura ingannevoli. Indicazioni errate o poco chiare su aspetti che sono alla base delle scelte d’acquisto dei consumatori alterano le decisioni dei consumatori creando un danno economico evidente”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Unione Nazionale Consumatori. “Bene, si faccia subito chiarezza. L’autonomia di percorrenza chilometrica che viene indicata ai consumatori deve essere reale, così come i tempi di ricarica, che variano moltissimo a seconda della potenza dell’infrastruttura di ricarica”, afferma il presidente Massimiliano Dona. “Inoltre, anche se ci sono stati molti miglioramenti in questi ultimi anni, la batteria dopo un certo numero di cicli di ricarica ha una perdita di capacità che incide sull’autonomia. Di tutto questo il consumatore va correttamente informato prima dell’acquisto, altrimenti si condiziona indebitamente il suo comportamento economico”, conclude Dona.

Cosa devono sapere i consumatori che vogliono acquistare un’auto elettrica

In attesa delle conclusioni dei procedimenti, chi sta valutando l’acquisto di un veicolo elettrico dovrebbe tenere a mente alcune indicazioni pratiche:

  • L’autonomia WLTP è un valore di laboratorio: nella guida reale, specialmente in inverno o in autostrada, aspettarsi una riduzione del 20-30% rispetto al dato dichiarato.
  • La batteria si degrada nel tempo: chiedere al concessionario informazioni precise sulla garanzia della batteria, incluse le soglie minime di capacità garantite e le eventuali esclusioni.
  • Leggere le condizioni di garanzia: verificare se la garanzia sulla batteria copre anche il degrado ordinario o solo i guasti improvvisi.
  • Confrontare più fonti: non affidarsi solo al sito del produttore, ma consultare test indipendenti sull’autonomia reale del modello scelto.

FAQ: le domande più frequenti sull’indagine Antitrust sulle auto elettriche

Quali aziende sono coinvolte nell’indagine Antitrust sulle auto elettriche?
Le quattro società sotto istruttoria sono BYD Industria Italia, Stellantis Europe, Tesla Italy e Volkswagen Group Italia.
Cosa contesta l’Antitrust ai produttori di auto elettriche?
L’AGCM contesta informazioni poco chiare o contraddittorie sull’autonomia reale dei veicoli, sulla perdita di capacità delle batterie nel tempo e sulle limitazioni della garanzia convenzionale sulle batterie.
L’istruttoria significa che le aziende sono già colpevoli?
No. L’avvio di un’istruttoria è l’inizio di un’indagine formale. Le aziende potranno difendersi e presentare impegni. Solo al termine del procedimento l’Antitrust potrà accertare eventuali violazioni e irrogare sanzioni.
Cosa rischia chi ha già acquistato un’auto elettrica?
I consumatori che ritengono di aver ricevuto informazioni ingannevoli possono presentare un esposto all’AGCM o rivolgersi alle associazioni dei consumatori per valutare eventuali azioni di tutela.
L’autonomia dichiarata dai produttori è sempre inattendibile?
Non necessariamente inattendibile, ma spesso ottimistica: il ciclo WLTP è condotto in condizioni standardizzate che raramente corrispondono all’uso quotidiano. Il divario tra autonomia dichiarata e autonomia reale dipende molto dalle condizioni di utilizzo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.