Inflazione, l’Italia sorprende a marzo: è la più bassa nell’Eurozona mentre gli altri Paesi corrono
L'inflazione italiana sorprende a marzo con l'1,7% annuo, la più bassa nell'Eurozona. Germania, Spagna e Francia registrano pressioni maggiori sui prezzi.
L’inflazione italiana sorprende ancora: a marzo l’Italia registra il dato più basso nell’Eurozona, confermandosi un’eccezione virtuosa in un contesto europeo segnato da rincari diffusi, tensioni energetiche e pressioni sui prezzi che non accennano a placarsi negli altri grandi Paesi del blocco.
Mentre Germania, Spagna e Francia corrono, l’Italia frena. Il confronto tra i dati di marzo racconta un quadro che, almeno per ora, appare meno critico per le famiglie italiane — anche se non privo di incognite per i mesi a venire.
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Italia, inflazione a marzo: il dato che sorprende l’Eurozona
A marzo l’inflazione in Italia è salita all’1,7% su base annua, in leggero aumento rispetto all’1,5% di febbraio. Su base mensile, l’incremento è stato dello 0,5%, segnale di una pressione sui prezzi che resta presente ma contenuta.
Il dato più rilevante riguarda il confronto europeo. L’indice armonizzato si ferma all’1,5% annuale, ben al di sotto della media dell’Eurozona, che si attesta intorno al 2,5%. Un divario significativo che posiziona l’Italia come il Paese con l’inflazione più bassa tra le principali economie dell’area euro.
Il confronto con gli altri Paesi: Germania, Spagna e Francia corrono
Il quadro europeo è netto:
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- Germania: inflazione al 2,7%
- Spagna: oltre il 3%
- Francia: all’1,9%, sopra l’Italia nonostante una dinamica fino a poco fa simile alla nostra
Solo tre Paesi nell’Eurozona restano sotto la soglia del 2%, e l’Italia è tra questi. La maggioranza si colloca ben oltre, con diversi Stati che superano il 3%. Un equilibrio che potrebbe spostarsi ulteriormente nei prossimi mesi, soprattutto se le tensioni internazionali sui mercati energetici dovessero intensificarsi.
Energia e alimentari muovono gli equilibri
Secondo l’Istat, il leggero aumento dell’inflazione italiana a marzo è legato soprattutto al rallentamento del calo dei prezzi energetici. Le tariffe regolamentate sono passate da -11,6% a -1,3%, mentre quelle non regolamentate da -6,2% a -2,4%.
Allo stesso tempo si osserva una frenata in diversi comparti dei servizi, dai trasporti ai servizi per la persona, mentre gli alimentari non lavorati tornano a crescere, passando dal 3,7% al 4,4%.
Un dato interessante arriva dall’inflazione
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.