Tensione nel cda Pirelli: utili in crescita ma Sinochem blocca le negoziazioni

Tensione nel cda Pirelli: utili in crescita del 26,7% ma Sinochem blocca le negoziazioni. Ecco cosa sta succedendo nella governance del gruppo e quali sono le sfide sui dazi USA.

Pubblicato 16 Maggio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 11:26

La tensione nel cda Pirelli è diventata uno degli elementi più discussi attorno ai conti del gruppo milanese: da un lato utili in netta crescita, dall’altro il blocco delle negoziazioni imposto da Sinochem, il primo azionista cinese. Un contrasto che fotografa con precisione la complessità della governance di uno dei marchi industriali più iconici d’Italia.

Utili in crescita: i numeri del trimestre

La performance finanziaria di Pirelli segna un traguardo significativo, con un utile netto di 127,2 milioni di euro, in crescita del 26,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato è stato raggiunto grazie alla guida del vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera e dell’amministratore delegato Andrea Casaluci. I principali indicatori:

  • Ricavi: 1,76 miliardi di euro (+3,7%)
  • Ebit adjusted: 279,8 milioni di euro (+6,5%), con margine al 15,9%
  • Ebitda adjusted: 399 milioni di euro (+6%)
  • Posizione finanziaria netta: migliorata da -2,9 a -2,6 miliardi di euro su base annua

Questi risultati certificano il successo della strategia aziendale e consolidano il posizionamento di Pirelli come leader nel mercato dei pneumatici premium.

Tensione nel cda Pirelli: Sinochem blocca le negoziazioni

Nonostante i successi finanziari, il clima in consiglio di amministrazione è segnato da una frattura profonda. I risultati sono stati approvati da soli 9 dei 15 consiglieri: il presidente Jiao Jian e gli altri membri legati a Sinochem hanno espresso voto contrario, rendendo evidente la tensione nel cda Pirelli.

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Il disaccordo affonda le radici in una decisione cruciale: il CdA ha stabilito che Sinochem, pur essendo il primo azionista, non esercita più il controllo di Pirelli secondo i principi IFRS 10. Una qualificazione che ha conseguenze dirette sulla governance e che Sinochem non ha accettato.

Perché Sinochem blocca le trattative

Le trattative con i principali azionisti per risolvere le questioni legate al mercato americano non hanno avuto esito positivo, complicando ulteriormente il quadro. Sinochem si oppone all’orientamento del management su diversi fronti:

  • La riclassificazione del proprio ruolo secondo gli IFRS 10, che riduce il suo peso decisionale formale
  • Le scelte strategiche relative all’esposizione al mercato USA e alla gestione dei dazi
  • La direzione impressa da Tronchetti Provera nella ridefinizione dei flussi produttivi

Il blocco delle negoziazioni da parte di Sinochem non è quindi solo un voto contrario in assemblea: è il segnale di una contrapposizione strutturale sulla visione del gruppo.

La strategia High Value e il mercato premium

Sul piano industriale, un elemento di forza per Pirelli è la focalizzazione sul mercato High Value, che ormai costituisce l’81% del fatturato complessivo. Questo approccio ha permesso di ottenere:

  • Un miglioramento del price/mix del 3,9%
  • Una crescita dei volumi dello 0,8%

Il posizionamento premium si conferma la leva principale in un mercato globale sempre più competitivo, e rappresenta il terreno su cui il management intende continuare a costruire valore per gli azionisti.

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La sfida dei dazi USA: un’esposizione da gestire

Il gruppo si trova ad affrontare la pressione rappresentata dai dazi USA. Gli Stati Uniti generano oltre il 20% dei ricavi di Pirelli, ma solo il 5% della domanda americana viene soddisfatta dalla produzione locale in Georgia. Il restante 95% proviene da Messico, Brasile ed Europa, rendendo l’azienda vulnerabile ai dazi del 25% imposti sulle importazioni europee e brasiliane.

Per mitigare l’impatto, Pirelli ha messo a punto un piano articolato su tre assi:

  1. Riorganizzazione dei flussi commerciali, con priorità all’impianto messicano
  2. Aumento temporaneo delle scorte per ammortizzare le oscillazioni tariffarie
  3. Programma di riduzione dei costi per proteggere i margini

L’obiettivo strategico è massimizzare l’utilizzo dell’impianto in Messico per ridurre la dipendenza dalle forniture europee e brasiliane, le più esposte ai nuovi regimi tariffari.

Le prospettive: ottimismo del management, incognita governance

Nonostante le difficoltà, il management di Pirelli si mostra ottimista. La società punta sul supporto degli azionisti storici e del mercato per continuare a ricercare soluzioni che garantiscano la piena conformità alle normative americane. Il focus sul segmento premium e l’adattamento alle nuove sfide del mercato si confermano elementi chiave per il futuro del gruppo.

Resta però aperta la questione più delicata: come si risolverà la tensione nel cda Pirelli tra la visione del management italiano e le posizioni di Sinochem? Finché il blocco delle negoziazioni persiste, anche i migliori risultati finanziari rischiano di essere oscurati dall’incertezza sulla governance.

FAQ: le domande più frequenti sulla vicenda Pirelli-Sinochem

Perché Sinochem si oppone alle decisioni del cda Pirelli?
Sinochem contesta la riclassificazione del proprio ruolo secondo gli IFRS 10, che formalmente esclude il suo controllo su Pirelli, e non condivide le scelte strategiche del management sulla gestione del mercato USA e dei dazi.
Cosa significa che Sinochem blocca le negoziazioni?
Significa che il primo azionista di Pirelli si rifiuta di partecipare costruttivamente alle trattative per risolvere le questioni legate all’esposizione al mercato americano, creando un impasse nella governance del gruppo.
I risultati finanziari di Pirelli sono positivi nonostante le tensioni?
Sì: l’utile netto è cresciuto del 26,7% e i ricavi hanno superato 1,76 miliardi di euro. Le tensioni interne riguardano la governance, non la performance operativa, che resta solida.
Quali sono i rischi principali per Pirelli nel breve termine?
I due rischi principali sono l’impatto dei dazi USA sui margini (data l’elevata dipendenza da forniture non americane) e il protrarsi dell’instabilità nel cda, che potrebbe rallentare le decisioni strategiche.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.