Tre studenti italiani su cinque cauti nei confronti dell’amministrazione del denaro

Tre studenti italiani su cinque si dichiarano cauti nei confronti dell'amministrazione del denaro: i dati dell'indagine N26 su finanze, spese condivise e ansia economica tra i giovani.

Pubblicato 5 Ottobre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:18

Tre studenti italiani su cinque si definiscono cauti nei confronti dell’amministrazione del denaro: è uno dei dati più significativi emersi dall’indagine condotta dalla mobile bank N26 a livello europeo, che ha coinvolto 1.000 studenti italiani e ha fotografato un cambiamento profondo nel rapporto dei giovani con le finanze personali. Un cambiamento accelerato dalla pandemia, ma destinato a durare ben oltre l’emergenza sanitaria.

La crisi degli ultimi anni ha trasformato in modo significativo il modo in cui gli studenti affrontano i piccoli e grandi problemi finanziari di ogni giorno. Per far fronte a un panorama economico sempre più complesso, i giovani dimostrano lungimiranza e hanno cominciato a unire le forze per rendere più efficiente la gestione delle proprie spese. Come emerge dall’indagine N26, un terzo del campione europeo (74%) dichiara di condividere i pagamenti ricorrenti come le bollette, il 70% il costo dell’abbonamento a Internet e il 61% la spesa al supermercato.

Dall’indagine emerge inoltre che sono in molti a ricorrere al supporto della tecnologia per avere un maggior controllo sui conti in sospeso per le spese collettive, evitando così imbarazzanti conversazioni del genere: “chi deve cosa.” In particolare, più della metà (55%) utilizza un’app per dividere le bollette con gli amici; tra le più popolari figurano quelle di N26, PayPal e Bizum.

Tre studenti italiani su cinque cauti nella gestione del denaro: i dati chiave

Il dato più rilevante per il campione italiano è chiaro: 3 studenti su 5 si definiscono “cauti” nel proprio atteggiamento generale nei confronti dell’amministrazione del budget personale. Non si tratta di semplice parsimonia: dietro questa cautela c’è una pressione economica reale e misurabile.

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  • Il 26% degli studenti italiani vive con una certa ansia la propria situazione finanziaria.
  • Quasi un terzo è preoccupato perché non dispone di risparmi adeguati per far fronte alle spese quotidiane.
  • Un quarto del campione (27%) ha continuato a pagare l’affitto nella città universitaria anche durante i periodi più critici, nonostante quasi la metà avesse scelto di tornare a vivere nella casa di famiglia.

Gli studenti italiani sotto pressione: affitti, spese e ansia finanziaria

Per quanto riguarda il campione italiano, gli studenti hanno vissuto pressioni significative nell’ultimo periodo a causa dell’emergenza sanitaria e delle sue conseguenze economiche. In primo piano c’è il tema dell’affitto: per chi studia lontano da casa, questa voce di spesa pesa in modo considerevole sul bilancio mensile. Seppur quasi la metà abbia scelto di trasferirsi o tornare a vivere nella casa di famiglia, un quarto (27%) si è trovato a dover continuare a pagare l’affitto, affrontando un onere non trascurabile.

Il risultato è un atteggiamento generale di maggiore prudenza: tre studenti italiani su cinque dichiarano oggi di essere cauti nei confronti dell’amministrazione del denaro, un segnale che il rapporto dei giovani con le finanze personali sta diventando più consapevole e strutturato.

Cosa pagano da soli e dove chiedono aiuto alla famiglia

L’indagine N26 permette di tracciare un quadro preciso di quali spese gli studenti italiani riescono a sostenere autonomamente e quali invece richiedono ancora il supporto del nucleo familiare.

Spese gestite in autonomia

  • Abbonamenti TV: 38%
  • Spese telefoniche personali: 37%
  • Iscrizioni in palestra: 34%
  • Internet: 29%
  • Serate con gli amici: 48%
  • Viaggi: 46%

Spese sostenute con il contributo della famiglia

  • Tasse universitarie: 33%
  • Spesa di generi alimentari: 27%
  • Reti fisse: 24%

Il quadro che emerge è quello di una generazione che sta imparando a gestire il denaro con crescente responsabilità, pur mantenendo un cordone di sicurezza familiare per le spese più rilevanti.

La tecnologia come alleata nella gestione delle spese condivise

Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda il ruolo della tecnologia nella gestione finanziaria quotidiana degli studenti. Più della metà del campione europeo (55%) utilizza già un’app dedicata per dividere le spese con coinquilini o amici, semplificando la gestione delle uscite collettive e riducendo i potenziali attriti legati al denaro.

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Questo approccio digitale alla finanza personale è coerente con l’atteggiamento di cautela rilevato: tre studenti italiani su cinque cauti nei confronti dell’amministrazione del denaro non rinunciano agli strumenti tecnologici per tenere sotto controllo entrate e uscite, anzi li utilizzano come leva per una gestione più efficiente e trasparente.

FAQ: studenti e gestione del denaro

Quanti studenti italiani si definiscono cauti nella gestione del denaro?

Secondo l’indagine N26, tre studenti italiani su cinque (il 60% del campione) si definiscono “cauti” nel proprio approccio all’amministrazione del budget personale.

Qual è la principale fonte di ansia finanziaria per gli studenti italiani?

Il 26% degli studenti italiani vive con ansia la propria situazione finanziaria. La preoccupazione principale riguarda la mancanza di risparmi sufficienti per coprire le spese quotidiane, seguita dal peso dell’affitto per chi studia fuori sede.

Gli studenti italiani usano app per gestire le spese?

Sì. Più della metà degli studenti europei (55%) utilizza un’app per dividere le spese con amici o coinquilini. Tra le più diffuse figurano le applicazioni di N26, PayPal e Bizum.

Per quali spese gli studenti italiani dipendono ancora dalla famiglia?

Le voci di spesa per cui gli studenti ricorrono maggiormente al supporto familiare sono le tasse universitarie (33%), la spesa alimentare (27%) e le utenze fisse (24%).

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.