Termina il mercato tutelato dell’elettricità: 1 consumatore su 4 non lo sa

Termina il mercato tutelato dell'elettricità e 1 consumatore su 4 non lo sa: 11 milioni di italiani ignari del cambiamento. Cosa fare, chi sono i clienti vulnerabili e come scegliere l'offerta giusta.

Pubblicato 27 Giugno 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:13

Termina il mercato tutelato dell’elettricità e, sorprendentemente, 1 consumatore su 4 non lo sa. La fine del mercato tutelato dell’energia elettrica per i clienti non vulnerabili è ormai realtà, eppure qualcosa come 11 milioni di italiani non è ancora a conoscenza del fatto che le regole sulle bollette della luce sono cambiate. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, che fotografa un livello di consapevolezza preoccupantemente basso tra i consumatori italiani.

Il dato più allarmante, però, è un altro: sono almeno 4,5 milioni le persone che dichiarano di non sapere nemmeno se il contratto sottoscritto rientri nel regime di maggior tutela o nel mercato libero. Una lacuna informativa che può avere conseguenze concrete sulla bolletta di ogni famiglia.

Entriamo nel dettaglio e scopriamo cosa sta accadendo, cosa cambia e come muoversi.

Fine del mercato tutelato dell’elettricità: cosa è successo

Il mercato tutelato dell’energia elettrica per i clienti domestici non vulnerabili si è concluso. Con questa transizione, i consumatori che non hanno scelto autonomamente un’offerta nel mercato libero sono stati automaticamente assegnati a un nuovo fornitore tramite il Servizio a Tutele Graduali (STG), attivato attraverso aste gestite da ARERA.

Il STG ha una durata temporanea di circa tre anni e garantisce una tariffa indicizzata, cioè legata all’andamento del prezzo delle materie prime sul mercato. Non si tratta di un prezzo fisso, ma di una soluzione ponte pensata per chi non ha ancora scelto un’offerta nel mercato libero.

Chi invece rientra nella categoria dei clienti vulnerabili continua a essere protetto dal regime di maggior tutela, senza alcuna interruzione del servizio.

1 consumatore su 4 non sa che il mercato tutelato è finito

Stando ai dati dell’indagine Facile.it/mUp Research e Bilendi, un consumatore su quattro non era a conoscenza della fine del regime a maggior tutela: stiamo parlando di circa 11 milioni di persone. Un numero che evidenzia quanto la comunicazione istituzionale e commerciale su questo cambiamento epocale sia stata insufficiente.

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I soggetti meno informati risultano essere:

  • i giovani under 34, con una percentuale di inconsapevolezza superiore al 36%;
  • i residenti del Centro Italia (33%);
  • gli abitanti dei comuni di medie dimensioni (tra 30.000 e 100.000 residenti), dove la quota di ignari raggiunge il 29%, contro il 26% delle grandi città.

Paradossalmente, i più informati risultano essere i residenti nei piccoli comuni, dove solo il 23% ha dichiarato di non sapere nulla sulla fine del mercato a maggior tutela.

4,5 milioni di italiani non sanno che tipo di contratto hanno

Il dato che preoccupa di più gli esperti è quello relativo ai 4,5 milioni di consumatori che hanno dichiarato di non sapere se il proprio contratto appartenga al mercato libero o al regime tutelato. Questo significa che una fetta consistente della popolazione italiana non è in grado di valutare se e come la transizione la riguardi direttamente.

Conoscere il proprio contratto è il primo passo per prendere una decisione consapevole: è possibile verificarlo direttamente sulla bolletta, nella sezione dedicata alle condizioni contrattuali, oppure contattando il proprio fornitore.

Come si stanno muovendo i consumatori

Nonostante la scarsa consapevolezza generale, chi è informato si sta orientando in modi diversi. Ecco il quadro che emerge dalla ricerca:

  • Il 23% dei consumatori nel mercato tutelato ha dichiarato di voler passare al mercato libero, scegliendo autonomamente un’offerta.
  • Più della metà del campione ha scelto di restare nel regime di maggior tutela fino alla scadenza, entrando automaticamente nel Servizio a Tutele Graduali.
  • Quasi 3 milioni di consumatori hanno dichiarato di non sapere ancora come comportarsi. I più confusi sono i 55-64enni, con una percentuale del 16% rispetto alla media nazionale del 10%.
  • Più di 2 milioni di consumatori hanno dichiarato di voler tornare al mercato tutelato prima della sua chiusura definitiva, per accedere al servizio a tutele graduali.

«Questo regime avrà una durata temporanea, poco meno di 3 anni, e garantirà ai clienti una tariffa indicizzata, quindi legata all’andamento del prezzo delle materie prime» — spiega Silvia Rossi, Direttore Commerciale Utilities di Facile.it —. «La tariffa prevede uno sconto di circa 100 euro rispetto all’attuale prezzo del mercato tutelato. Il consiglio per tutti i clienti è di scegliere l’offerta sulla base delle proprie esigenze: chi volesse una tariffa a prezzo bloccato, o una fornitura di energia proveniente da fonti rinnovabili, dovrà guardare al mercato libero.»

Chi sono i clienti vulnerabili: le eccezioni al cambiamento

Non tutti i consumatori sono stati coinvolti dalla fine del mercato tutelato. I clienti vulnerabili continuano a essere protetti dal regime di maggior tutela. Rientrano in questa categoria:

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  • gli over 75;
  • i percettori di bonus elettrico o titolari di legge 104;
  • chi utilizza un’apparecchiatura medicale salvavita alimentata a energia elettrica;
  • chi abita in una zona colpita da eventi calamitosi o in un’isola minore non interconnessa alla rete nazionale.

Se si rientra in una di queste categorie, non è necessario fare nulla: il contratto rimane invariato e la fornitura continua senza interruzioni.

Cosa fare adesso: la guida pratica per i consumatori

Se non si è ancora scelto un’offerta nel mercato libero e non si rientra tra i clienti vulnerabili, ecco i passi concreti da seguire:

  1. Verificare il proprio contratto: controllare sulla bolletta se si è nel mercato tutelato o nel mercato libero.
  2. Valutare le offerte disponibili: confrontare le proposte dei fornitori sul Portale Offerte di ARERA (il comparatore ufficiale e gratuito del Governo).
  3. Scegliere in base alle proprie esigenze: prezzo fisso o variabile, energia verde, servizi aggiuntivi — ogni famiglia ha esigenze diverse.
  4. Non aspettare passivamente: chi non ha scelto è già stato assegnato al Servizio a Tutele Graduali, ma può comunque passare al mercato libero in qualsiasi momento, senza penali.

FAQ: le domande più frequenti sulla fine del mercato tutelato

Il mercato tutelato dell’elettricità è già finito?

Sì. Il mercato tutelato dell’energia elettrica per i clienti domestici non vulnerabili si è concluso. Chi non ha scelto un’offerta nel mercato libero è stato automaticamente assegnato al Servizio a Tutele Graduali (STG).

Cosa succede se non si fa nulla?

I consumatori non vulnerabili che non hanno scelto un fornitore nel mercato libero sono stati assegnati automaticamente a un nuovo fornitore tramite le aste ARERA. Riceveranno comunicazione del nuovo contratto STG. È comunque possibile cambiare fornitore in qualsiasi momento.

Il Servizio a Tutele Graduali è conveniente?

Il STG prevede una tariffa indicizzata con uno sconto stimato di circa 100 euro rispetto al precedente prezzo del mercato tutelato. È una soluzione temporanea (circa 3 anni), ma non necessariamente la più conveniente rispetto alle migliori offerte del mercato libero.

Come si verifica se si è clienti vulnerabili?

Le categorie vulnerabili includono over 75, percettori di bonus elettrico o legge 104, chi usa apparecchiature medicali salvavita e chi risiede in zone calamitate o isole minori. In caso di dubbio, è possibile contattare il proprio fornitore o verificare sul sito ARERA.

Si può tornare al mercato libero dopo essere stati assegnati al STG?

Sì. Il passaggio al mercato libero è sempre possibile, in qualsiasi momento, senza penali. È sufficiente scegliere un’offerta e sottoscrivere un nuovo contratto con il fornitore prescelto.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.