Studi e formazione primo motivo per cui investire per i figli
Studi e formazione sono il primo motivo per cui investire per i figli secondo il 44% degli italiani. Scopri quando iniziare, quali strumenti scegliere e come pianificare il futuro dei tuoi figli.
Studi e formazione sono il primo motivo per cui investire per i figli: lo afferma il 44% degli italiani secondo l’Osservatorio Sara Assicurazioni. Un dato che non sorprende, considerando i costi crescenti dell’istruzione universitaria, dei master e dei percorsi di specializzazione. Ma come si traduce questa intenzione in pratica? E quando è il momento giusto per cominciare? Ecco una guida chiara alle scelte più diffuse tra le famiglie italiane.
Perché investire per i figli: studi e formazione al primo posto
Quando si parla di risparmio dedicato ai figli, l’obiettivo più citato dagli italiani è inequivocabile: garantire loro un percorso formativo solido. Studi e formazione rappresentano la prima ragione per cui investire per i figli per il 44% degli intervistati. A seguire troviamo:
- Acquisto della casa: 16%
- Incrementare la futura capacità di spesa: 13%
- Creare un tesoretto per spese impreviste: 25%
Il messaggio è chiaro: le famiglie italiane vedono nell’istruzione — università, master, corsi di specializzazione, esperienze all’estero — la priorità assoluta quando pianificano il futuro economico dei propri figli. Un investimento in formazione, del resto, è quello con il rendimento più difficile da quantificare ma spesso più duraturo nel tempo.
Quando iniziare a risparmiare per i figli
C’è un momento ideale per cominciare? La maggioranza degli italiani ha le idee chiare:
- 59%: fin dalla nascita o dalla tenera età
- 23%: dall’adolescenza
- 9%: da quando i figli sono maggiorenni
Prima si inizia, maggiore è il tempo a disposizione per far lavorare la capitalizzazione composta. Anche piccoli accantonamenti mensili, avviati nei primi anni di vita del bambino, possono trasformarsi in un capitale significativo al momento dell’iscrizione all’università o di un master all’estero.
Come investire per i figli: le soluzioni più in voga
Secondo l’Osservatorio Sara Assicurazioni, il risparmio per i figli prende sempre più la via dell’innovazione: il 52% degli italiani prevede di ricorrere in misura crescente all’online e alle app per informarsi e sottoscrivere soluzioni dedicate. Le scelte più diffuse sono:
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- Polizze per il risparmio e piani di accumulo (anche previdenziali): 31% — strumenti flessibili che consentono versamenti periodici e una crescita graduale del capitale nel tempo
- Libretto di risparmio: 26% — la soluzione più tradizionale, apprezzata per semplicità e accessibilità
- Investimento immobiliare: 14% — il classico “mattone” come riserva di valore a lungo termine
- Polizza vita: 30% — per proteggere i propri cari dagli effetti economici di eventi avversi come la non autosufficienza, preservando il patrimonio di famiglia
Piani di accumulo: perché sono adatti all’obiettivo formazione
I piani di accumulo (PAC) sono particolarmente indicati quando l’obiettivo è finanziare studi e formazione. Permettono di versare importi anche modesti con cadenza mensile, riducono il rischio legato alla volatilità dei mercati grazie al meccanismo del dollar cost averaging e si adattano facilmente all’orizzonte temporale — che sia 10, 15 o 18 anni. Molte piattaforme online e app consentono oggi di attivarne uno in pochi minuti.
Polizze vita e risparmio: protezione e accumulo insieme
Le polizze miste o le polizze vita rivalutabili combinano due funzioni: accumulare un capitale da destinare ai figli (ad esempio per l’università) e garantire una copertura assicurativa in caso di eventi imprevisti per il genitore. Sono uno strumento apprezzato da chi vuole pianificare con certezza, indipendentemente da ciò che potrebbe accadere.
La paghetta: primo passo verso la consapevolezza finanziaria
Investire per i figli non significa solo accantonare denaro per il futuro: significa anche educarli a gestirlo. Sette italiani su dieci vedono nella paghetta uno strumento utile — non solo per permettere ai ragazzi di fare qualche spesa in autonomia, ma soprattutto per responsabilizzarli sul valore del denaro e avvicinarli a una gestione consapevole delle risorse. Un’abitudine che, se avviata presto e mantenuta con regolarità, costruisce le basi per scelte finanziarie più mature in età adulta.

FAQ: investire per i figli, le domande più comuni
Qual è il primo motivo per cui gli italiani investono per i figli?
Studi e formazione: il 44% degli italiani indica questo come l’obiettivo principale del risparmio dedicato ai figli, davanti all’acquisto della casa e alla creazione di un fondo per imprevisti.
Quando conviene iniziare a risparmiare per i figli?
Prima possibile: il 59% degli italiani ritiene che si debba iniziare fin dalla nascita o dalla tenera età. Prima si comincia, più tempo ha il capitale per crescere grazie agli interessi composti.
Quali strumenti si possono usare per investire per i figli?
I più diffusi sono i piani di accumulo (PAC), le polizze vita e risparmio, i libretti di risparmio e, in misura minore, gli investimenti immobiliari. La scelta dipende dall’orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dall’obiettivo finale — che sia l’università, un master o un fondo di emergenza.
Quanto bisogna mettere da parte ogni mese per finanziare gli studi universitari di un figlio?
Dipende dall’ateneo, dal tipo di corso e da eventuali spese di vitto e alloggio. In linea generale, accantonare tra 100 e 200 euro al mese fin dalla nascita del bambino, in un piano di accumulo con un rendimento medio annuo del 4-5%, può generare un capitale tra 25.000 e 50.000 euro entro i 18 anni — sufficiente a coprire buona parte di un percorso universitario o di un master.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.