Fondi: si riduce il gap di genere, ora il 47% di chi investe è donna
Il 47% di chi investe in fondi comuni è donna: il gap di genere si riduce da 16 a 6 punti percentuali. Tutti i dati dell'Osservatorio Assogestioni su sottoscrittori, importi medi e tipologie di fondi preferite.
Sempre più donne si avvicinano ai fondi comuni di investimento, riducendo il gap di genere che storicamente caratterizza il mondo della finanza. È quanto emerge dall’Osservatorio presentato al Salone del Risparmio, nella conferenza aperta dall’intervento di Riccardo Morassut, Senior Research Analyst dell’Ufficio Studi di Assogestioni. La differenza uomo-donna nell’universo dei sottoscrittori si sta progressivamente annullando, in favore di un sostanziale equilibrio tra i generi: le donne rappresentano oggi il 47% degli investitori in fondi, contro il 53% degli uomini. Un risultato significativo se si considera che negli ultimi 20 anni questo gap è sceso da 16 a 6 punti percentuali (nel passato il rapporto uomini-donne era del 58%-42%).
Si riduce il gap di genere nei fondi: il 47% di chi investe è donna
Il dato più rilevante dell’Osservatorio è proprio questo: fondi comuni e gap di genere sono sempre meno sinonimi. Se per decenni il mondo degli investimenti è stato a netta prevalenza maschile, oggi il 47% di chi investe in fondi è donna. Un avanzamento costante e strutturale, non episodico, che riflette una maggiore consapevolezza finanziaria femminile e una crescente autonomia nelle scelte di risparmio.
Il valore medio dell’investimento in fondi si attesta intorno ai 53.000 euro, con una differenza di genere ancora presente ma in riduzione: l’investimento medio degli uomini è di circa 55.000 euro, quello delle donne di 50.000 euro. Un divario che, come quello nella partecipazione, tende a restringersi nel tempo.
L’identikit del sottoscrittore di fondi comuni
Dall’analisi emerge un profilo preciso del risparmiatore italiano che sceglie i fondi comuni:
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- Età media: 61 anni. Il 41% dei sottoscrittori ha meno di 56 anni.
- Importo medio: superiore alla media nelle fasce over 56, più contenuto tra i giovani.
- Tipologia di fondo: l’importo varia — più basso per i fondi italiani (31.000 euro), più alto per i fondi esteri.
A livello geografico, circa due terzi degli investitori risiedono nel Nord Italia: il 38% nel Nord-Ovest, il 26% nel Nord-Est. Il Centro raccoglie il 19% dei sottoscrittori, il Sud il 12% e le Isole il 5%. Nel Nord si registrano importi medi investiti pari o superiori alla media nazionale.
Come si investe: PIC, PAC e forme miste
Lo studio analizza anche la distribuzione della partecipazione al mercato dei fondi per modalità di sottoscrizione. In media, il versamento unico (PIC) rimane la forma prevalente, scelto dal 63% dei risparmiatori, mentre PAC e forma mista si fermano rispettivamente al 22% e al 15%.
Il quadro cambia guardando alle generazioni più giovani: tra Millennials e Generazione Z (fino ai 40 anni), il 65% predilige modalità alternative al PIC — quindi PAC o forme miste — mentre solo il 35% opta per il versamento unico. Un segnale chiaro di come le nuove generazioni si avvicinino agli investimenti in modo più graduale e programmato.
Quali tipologie di fondi vanno di più
I dati sulle tipologie di fondi più presenti nei portafogli mostrano che:
- I fondi flessibili rappresentano il 29% del totale delle masse investite.
- Tra i fondi italiani prevalgono i flessibili (43%) e gli obbligazionari (27%).
- Tra i prodotti esteri cresce la componente azionaria: per i fondi cross border il valore azionario si attesta al 47%.
L’Osservatorio analizza anche il grado di rischio degli investimenti, strutturato su 7 livelli (da 1, rischio minimo, a 7, rischio massimo): per due terzi dei sottoscrittori è compreso tra 1 e 4. Il 73% dei fondi italiani ha un profilo di rischio tra 1 e 4, mentre per il 51% dei fondi cross border il livello è superiore a 4, a conferma di una maggiore propensione al rischio nei prodotti internazionali.
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Il canale di distribuzione: banca o consulente?
Infine, l’Osservatorio evidenzia che la maggior parte dei fondi italiani viene acquistata attraverso il canale bancario (95%). Il peso delle reti di consulenti finanziari cresce invece per i prodotti esteri: per i fondi cross border sale al 44%, a indicare un ruolo crescente della consulenza indipendente nella distribuzione di strumenti più complessi e internazionali.
FAQ: donne e investimenti in fondi comuni
Quante donne investono oggi in fondi comuni?
Secondo l’Osservatorio di Assogestioni, le donne rappresentano il 47% degli investitori in fondi comuni, contro il 53% degli uomini. Il gap di genere si è ridotto da 16 a 6 punti percentuali negli ultimi vent’anni.
Quanto investono in media le donne rispetto agli uomini?
L’investimento medio femminile in fondi è di circa 50.000 euro, quello maschile di circa 55.000 euro. La media complessiva si attesta sui 53.000 euro.
Quali fondi preferiscono gli investitori italiani?
I fondi flessibili sono i più diffusi (29% delle masse totali). Tra i fondi italiani prevalgono flessibili e obbligazionari; tra i fondi esteri domina la componente azionaria.
Come si distribuiscono geograficamente gli investitori in fondi?
Circa due terzi risiedono nel Nord Italia (38% Nord-Ovest, 26% Nord-Est). Il Centro raccoglie il 19%, il Sud il 12% e le Isole il 5%.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.