Resto al Sud: contributi a fondo perduto e finanziamenti per chi vuole restare

Resto al Sud: scopri come funzionano i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati per avviare un'impresa nel Mezzogiorno. Requisiti, importi, settori ammessi e procedura di domanda.

Pubblicato 26 Agosto 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 09:03

Vuoi avviare un’impresa al Sud ma non sai come finanziarla? Resto al Sud è il programma di agevolazioni gestito da Invitalia che mette a disposizione contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per chi vuole restare — o tornare — nel Mezzogiorno e costruire un’attività imprenditoriale. Ecco come funziona, chi può accedere e quanto si ottiene.

Che cos’è Resto al Sud

Resto al Sud è un’iniziativa strategica del Ministero per il Sud, operativa tramite Invitalia, pensata per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese nelle regioni meridionali e nelle aree svantaggiate del Centro-Nord incluse nel perimetro del programma. L’obiettivo è duplice: ridurre la fuga di talenti dal Mezzogiorno e creare un tessuto imprenditoriale capace di generare occupazione stabile sul territorio.

Chi può richiedere i contributi: i requisiti

Per accedere ai contributi a fondo perduto e ai finanziamenti agevolati di Resto al Sud è necessario soddisfare precisi requisiti soggettivi e oggettivi:

  • Età: dai 18 ai 55 anni (il limite superiore è stato innalzato rispetto alla versione originale del programma).
  • Residenza: occorre risiedere — o trasferirsi entro 60 giorni dalla presentazione della domanda — in una delle regioni ammissibili: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, e alcune aree del Centro-Nord colpite da eventi sismici.
  • Posizione lavorativa: non si deve essere titolari di un contratto a tempo indeterminato al momento della domanda.
  • Impresa: l’attività deve essere avviata dopo la presentazione della domanda oppure costituita da non più di 60 mesi prima.

Quanto si ottiene: contributi a fondo perduto e finanziamenti

Il meccanismo di sostegno di Resto al Sud combina due strumenti diversi, ma con un punto in comune: ridurre al minimo il rischio finanziario per il neo-imprenditore.

  • Contributo a fondo perduto: copre il 50% delle spese ammissibili — non va restituito.
  • Finanziamento agevolato: copre il restante 50% a tasso zero, con gli interessi interamente a carico di Invitalia tramite il Fondo di Garanzia per le PMI (garanzia sull’80% del prestito).

I massimali variano in base alla forma giuridica:

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  • Liberi professionisti e ditte individuali: fino a 60.000 euro complessivi.
  • Società con più soci: fino a 200.000 euro complessivi (50.000 euro per ciascun socio, fino a un massimo di quattro).

Spese ammissibili: a cosa servono i fondi

Le risorse erogate possono essere destinate a:

  • Acquisto di macchinari, attrezzature e impianti.
  • Ristrutturazione o adeguamento degli spazi produttivi.
  • Programmi informatici e licenze software.
  • Spese di marketing e comunicazione (entro i limiti previsti dal bando).
  • Formazione specialistica del personale.

Sono invece escluse le spese per terreni, immobili e attività di intermediazione commerciale. Vincoli specifici sugli acquisti garantiscono trasparenza e corretta destinazione dei fondi.

Settori ammessi

Resto al Sud finanzia progetti in quasi tutti i settori produttivi, con alcune eccezioni. Sono ammissibili:

  • Produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria e della pesca.
  • Fornitura di servizi alle imprese e alle persone.
  • Turismo e attività connesse alla valorizzazione del territorio.

Sono escluse le attività del commercio al dettaglio e all’ingrosso, nonché quelle legate alla libera professione regolamentata (salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa vigente).

Come fare domanda: la procedura passo per passo

La procedura è interamente digitale e si svolge sulla piattaforma di Invitalia. Ecco i passaggi principali:

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  1. Accesso con SPID: collegarsi al portale dedicato di Invitalia tramite identità digitale SPID.
  2. Compilazione del business plan: presentare un piano d’impresa dettagliato con proiezioni economico-finanziarie.
  3. Invio della domanda: caricare tutta la documentazione richiesta e inviare la richiesta online.
  4. Istruttoria: Invitalia valuta la domanda entro i termini previsti e comunica l’esito via PEC.
  5. Erogazione: in caso di approvazione, i fondi vengono erogati in più tranche, legate all’avanzamento del progetto.

Perché Resto al Sud è un’opportunità concreta per il Mezzogiorno

L’iniziativa punta a innescare un circolo virtuoso: nuovi imprenditori, supportati da risorse adeguate e procedure snelle, possono contribuire a frenare la migrazione di talenti e a rigenerare il tessuto economico locale. Per chi desidera coltivare il proprio progetto in una terra ricca di potenziale, Resto al Sud offre stimoli concreti — non solo capitali, ma anche un quadro istituzionale che riduce il rischio d’impresa e semplifica l’accesso al credito.

Domande frequenti su Resto al Sud

Resto al Sud è ancora attivo?

Sì, il programma è operativo. È sempre consigliabile verificare sul sito ufficiale di Invitalia la disponibilità delle risorse e gli eventuali aggiornamenti normativi, poiché le dotazioni finanziarie possono esaurirsi.

Posso accedere se ho già un’impresa avviata?

Sì, a condizione che l’impresa sia stata costituita da non più di 60 mesi prima della presentazione della domanda e che non abbia ancora avviato l’attività operativa al momento della richiesta.

Il contributo a fondo perduto va dichiarato fiscalmente?

I contributi a fondo perduto sono in linea generale soggetti a tassazione come componente positiva di reddito d’impresa. È consigliabile verificare la situazione specifica con un commercialista.

Cosa succede se non rispetto i vincoli di residenza?

Il mancato rispetto dei requisiti — incluso l’obbligo di residenza — può comportare la revoca del contributo e la restituzione delle somme percepite, maggiorate degli interessi.

Posso cumulare Resto al Sud con altri incentivi?

La cumulabilità dipende dalle specifiche normative di ciascun incentivo. In alcuni casi è possibile, ma occorre verificare i massimali de minimis e le condizioni previste dai singoli bandi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.