Cybersecurity, 10 milioni di italiani vittime di violazioni: timori per la privacy, fiducia sull’e-commerce
Cybersecurity: 10 milioni di italiani vittime di violazioni digitali tra furto d'identità e clonazione carte. Timori per la privacy, ma il 77% si fida dell'e-commerce. Tutti i dati della ricerca Changes Unipol.
Sono 10 milioni gli italiani che hanno subito violazioni in ambito digitale: furto d’identità, clonazione della carta di credito, violazione della privacy e molto altro. Il dato emerge da una ricerca di Changes Unipol elaborata da Ipsos e fotografa un Paese sempre più esposto ai rischi della cybersecurity, ma al tempo stesso ancora fiducioso nell’e-commerce e nei pagamenti online.
Cybersecurity in Italia: 10 milioni di vittime di violazioni digitali
In occasione della 19esima edizione del Safer Internet Day – la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea – la ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, evidenzia che circa 10 milioni di italiani hanno subito violazioni digitali, personalmente o ai danni di un membro della propria famiglia. Le tipologie di attacco sono molteplici: dal furto d’identità alla clonazione della carta di credito, dalla violazione della privacy al cyberbullismo.
L’indagine ha analizzato percezione, rischi, esperienze personali e misure adottate dagli italiani sul tema Cyber Risk. È stata realizzata su un campione nazionale rappresentativo della popolazione di età 16-74 anni (rappresentativi di oltre 44 milioni di individui) e residenti nelle principali Aree Metropolitane (rappresentativi di oltre 13 milioni di individui), secondo genere, età, area geografica, ampiezza centro, titolo di studio, tenore di vita, professione e nucleo familiare. Sono state realizzate 1.720 interviste, condotte mediante metodo CAWI.
I rischi più temuti dagli italiani: la classifica
La classifica dei rischi considerati più gravi nella navigazione web vede al vertice il furto di identità (58%), seguito dalla clonazione della carta di credito (53%), dall’utilizzo dei dati personali per altri scopi (40%) e dalla violazione della privacy (39%). All’ultimo posto si colloca l’impiego e la diffusione non autorizzati di fotografie personali (25%).
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- Furto di identità – 58% degli intervistati lo considera il rischio più grave
- Clonazione della carta di credito – 53%
- Utilizzo dei dati personali per altri scopi – 40%
- Violazione della privacy – 39%
- Diffusione non autorizzata di fotografie personali – 25%
Nel dettaglio, il pericolo legato al furto di identità e la minaccia della clonazione della carta di credito sono particolarmente avvertiti dai Baby Boomers, che registrano rispettivamente percentuali del 73% e del 64%, ben al di sopra della media nazionale.
Timori per la privacy: chi è più preoccupato?
I timori per la privacy online non sono distribuiti in modo uniforme nella popolazione italiana. Le fasce più anziane mostrano una sensibilità maggiore ai rischi legati alla gestione dei dati personali, probabilmente anche a causa di una minore familiarità con gli strumenti digitali e di una percezione più acuta delle conseguenze di una violazione. Chi ha già subito un attacco informatico o una violazione dei propri dati tende, comprensibilmente, a essere più cauto e diffidente nei confronti degli strumenti digitali in generale.
E-commerce e pagamenti online: la fiducia degli italiani regge
In tale difficile contesto, fatto di rischi digitali reali e percepiti, si distinguono l’e-commerce e i pagamenti online: il 77% degli italiani li ritiene sicuri, e l’11% addirittura «molto sicuri». Un dato che conferma come la digitalizzazione degli acquisti abbia ormai conquistato la fiducia della maggioranza dei consumatori italiani, nonostante la crescente consapevolezza dei rischi cyber.
Nella minoranza degli scettici emergono però alcune categorie specifiche:
- I Baby Boomers: il 18% di loro non si fida, contro il 15% della media nazionale
- Le aree metropolitane del Sud: il 21% esprime sfiducia verso e-commerce e pagamenti digitali
- Chi ha già subito violazioni digitali: la percentuale di scettici sale al 24%
Il dato è significativo: l’esperienza diretta di una violazione incide in modo rilevante sulla fiducia futura nei confronti degli strumenti di pagamento digitale e dello shopping online. Un elemento che le aziende del settore dovrebbero tenere in considerazione per rafforzare le proprie politiche di sicurezza e comunicazione verso i consumatori.
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Come proteggersi: le buone pratiche di cybersecurity
Di fronte a un panorama in cui 10 milioni di italiani sono già stati vittime di violazioni, adottare comportamenti consapevoli online non è più un’opzione ma una necessità. Ecco alcune misure fondamentali:
- Utilizzare password complesse e uniche per ogni account, preferibilmente gestite tramite un password manager.
- Attivare l’autenticazione a due fattori (2FA) su tutti i servizi che la supportano.
- Verificare l’affidabilità dei siti prima di inserire dati personali o bancari (presenza del lucchetto HTTPS, recensioni, partita IVA visibile).
- Monitorare i movimenti del conto corrente e della carta di credito con regolarità.
- Non cliccare su link sospetti ricevuti via email, SMS o messaggistica istantanea (phishing e smishing).
- Aggiornare regolarmente sistemi operativi, app e software di sicurezza.
FAQ – Domande frequenti sulla cybersecurity e le violazioni digitali in Italia
Quanti italiani hanno subito violazioni digitali?
Secondo la ricerca Changes Unipol elaborata da Ipsos, circa 10 milioni di italiani hanno subito violazioni digitali, direttamente o tramite un familiare. Le tipologie più comuni includono furto d’identità, clonazione della carta di credito e violazione della privacy.
Qual è il rischio cyber più temuto dagli italiani?
Il furto di identità è il rischio più temuto, indicato dal 58% degli intervistati. Seguono la clonazione della carta di credito (53%) e l’utilizzo non autorizzato dei dati personali (40%).
Gli italiani si fidano dell’e-commerce?
Sì, la maggioranza degli italiani considera l’e-commerce e i pagamenti online sicuri: il 77% li ritiene affidabili, con l’11% che li giudica «molto sicuri». La sfiducia è più diffusa tra i Baby Boomers, nelle aree metropolitane del Sud e tra chi ha già subito una violazione digitale.
Cosa si intende per violazione della privacy online?
Per violazione della privacy online si intende qualsiasi accesso non autorizzato, raccolta, utilizzo o diffusione di dati personali senza il consenso dell’interessato. Può riguardare dati anagrafici, informazioni bancarie, foto personali o abitudini di navigazione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.