Mercato lavoro USA in salute chiama un altro rialzo pesante della Fed
Il mercato del lavoro USA in salute chiama un altro rialzo pesante della Fed da 75 punti base: 263mila nuovi posti, disoccupazione al 3,5% e salari in crescita. Ecco la reazione dei mercati e le attese per i prossimi mesi.
Il mercato del lavoro negli Stati Uniti continua a mostrare una solidità sorprendente, e i mercati finanziari hanno risposto con una lettura immediata e inequivocabile: via libera a un altro rialzo pesante da 75 punti base da parte della Fed. Il dato sull’occupazione di settembre ha riacceso le attese per una Federal Reserve ancora aggressiva, spingendo i rendimenti obbligazionari al rialzo e innescando forti vendite sull’azionario. A Wall Street il Nasdaq ha ceduto fino al 2,5%, mentre l’S&P 500 ha perso circa l’1,8%. Il Treasury decennale si è portato al 3,873%.
Il report occupazionale: 263mila nuovi posti, disoccupazione al 3,5%
Il report occupazionale di settembre ha evidenziato la creazione di 263mila nuovi posti di lavoro, un ritmo più basso rispetto ai mesi precedenti ma comunque ben al di sopra delle aspettative di un mercato in rallentamento. Il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa al 3,5% dal 3,7% precedente, grazie alla combinazione di un aumento dell’occupazione (+204mila unità) e di una riduzione delle persone attive nella forza lavoro (-57mila).
Rivisti al rialzo anche i dati dei mesi precedenti, con +11mila posti di lavoro in totale rispetto alle stime iniziali. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 62,3%, ancora lontano dai livelli pre-pandemia del 63,3%. I salari medi orari sono saliti dello 0,3% su base mensile (in linea con il consensus) e del 5% su base annua (consensus +5,1%).
Perché il mercato del lavoro USA chiama un altro rialzo pesante della Fed
La lettura dei dati è chiara: un mercato del lavoro in salute non lascia spazio alla Fed per allentare la presa. Come sottolinea James Knightley, Chief International Economist di ING:
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«La mancanza di lavoratori adeguati continua a vincolare l’economia, con offerte di lavoro che superano di oltre 4 milioni il numero di disoccupati americani. Ciò indica che la Fed ha più lavoro da fare per rallentare l’economia e tenere sotto controllo l’inflazione.»
Knightley ritiene che a questo punto un aumento di 75 punti base alla riunione del Federal Open Market Committee di novembre sia praticamente assodato, considerando anche che l’inflazione core è attesa in ulteriore accelerazione (il consensus indica +6,5% a settembre dal 6,3% precedente). I tassi salirebbero così dall’attuale range 3%-3,25% al nuovo range 3,75%-4%.
Reazione dei mercati: dollaro su, azionario giù
La reazione dei mercati ai dati sul lavoro USA è stata immediata e coerente con lo scenario di una Fed più hawkish del previsto:
- Dollaro in apprezzamento su tutte le principali valute
- Euro/dollaro sceso a nuovi minimi settimanali a 0,9740
- Nasdaq 100: i futures hanno perso oltre 150 punti dalla pubblicazione dei dati
- Titoli tecnologici sotto pressione, con vendite concentrate sui growth stock
- Treasury 10 anni in rialzo al 3,873%
«La possibilità che la Fed possa essere più hawkish ha comportato un immediato apprezzamento del dollaro sui mercati valutari e forti vendite sull’azionario, in particolar modo sui titoli tecnologici USA», sottolinea Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.
Cosa aspettarsi dalla Fed: lo scenario per i prossimi mesi
Con un mercato del lavoro USA ancora in salute e un’inflazione core che non accenna a scendere, la traiettoria della Fed appare segnata. I principali scenari sul tavolo sono:
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- Rialzo da 75 punti base a novembre: scenario base, ormai ampiamente prezzato dai mercati
- Ulteriore rialzo a dicembre: dipenderà dall’evoluzione dell’inflazione e dai prossimi dati occupazionali
- Tassi terminali oltre il 4,5%: ipotesi sempre più discussa tra gli analisti se i dati macro dovessero restare robusti
Il nodo centrale resta la resistenza del mercato del lavoro: finché le offerte di lavoro supereranno di milioni il numero di disoccupati, la Fed non avrà motivi per rallentare il ritmo dei rialzi. Il rischio di una recessione indotta dalla politica monetaria restrittiva rimane sullo sfondo, ma per ora i policymaker di Washington sembrano disposti ad accettarlo pur di riportare l’inflazione sotto controllo.
FAQ: mercato del lavoro USA e rialzi Fed
Perché un mercato del lavoro forte spinge la Fed ad alzare i tassi?
Un’occupazione elevata e salari in crescita alimentano i consumi e, di conseguenza, l’inflazione. La Fed alza i tassi per raffreddare la domanda e riportare i prezzi verso il target del 2%.
Cosa significa un rialzo da 75 punti base?
Un rialzo di 75 punti base (0,75%) è considerato un intervento aggressivo. Prima del ciclo restrittivo attuale, la Fed non operava aumenti di questa entità da decenni. Tre rialzi consecutivi di questa portata segnalano un’urgenza straordinaria nel combattere l’inflazione.
Come impatta il rialzo Fed sui mercati europei e sull’euro?
Un dollaro più forte penalizza l’euro e aumenta il costo delle importazioni denominate in dollari (energia, materie prime), aggravando l’inflazione in Europa. Le borse europee tendono a risentire negativamente del sell-off su Wall Street innescato dalle attese di politica monetaria più restrittiva.
Quando si riunisce la Fed a novembre?
Il Federal Open Market Committee (FOMC) si riunisce periodicamente nel corso dell’anno. Le date esatte variano, ma le decisioni sui tassi vengono comunicate al termine di ogni riunione e seguite da una conferenza stampa del presidente della Fed.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.