Mercati, investitori preoccupati dalla guerra ma non modificano ancora i portafogli

Mercati preoccupati dalla guerra, ma gli investitori non modificano ancora i portafogli. I dati della ricerca UBS su inflazione, volatilità e strategie di investimento in tempi di instabilità geopolitica.

Pubblicato 5 Maggio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:49

Quando i mercati globali entrano in fibrillazione per tensioni geopolitiche, la domanda che si pone ogni investitore è sempre la stessa: è il momento di rivedere il portafoglio oppure conviene attendere? La risposta che emerge dall’ultima ricerca trimestrale sulla fiducia degli investitori condotta da UBS è chiara: i mercati preoccupano, gli investitori sono in allerta, ma per ora nessuno modifica ancora i portafogli in modo sostanziale.

Investitori preoccupati dalla guerra: cosa dice la ricerca UBS

La ricerca, per la quale sono stati intervistati oltre 2.500 investitori e 1.000 imprenditori su 14 mercati in tutto il mondo, fotografa un sentiment diffuso di preoccupazione. Le preoccupazioni per la guerra e la conseguente inflazione, finora, non hanno indotto gli investitori a rivedere i loro portafogli in modo significativo, ma la soglia di attenzione è altissima.

In particolare, gli investitori mostrano ancora una forte preoccupazione per l’impatto dei conflitti geopolitici sull’economia mondiale, oltre che per l’aumento generalizzato dei prezzi. I numeri parlano chiaro:

  • Il 92% degli investitori si aspetta che la guerra favorisca un aumento dell’inflazione.
  • Più della metà degli intervistati ritiene che l’inflazione sia destinata a perdurare per oltre 12 mesi.
  • Il 66% si aspetta un aumento dei prezzi dell’energia.
  • Il 64% teme una maggiore instabilità su scala mondiale.
  • Il 60% è preoccupato per un aumento degli attacchi informatici.

Volatilità elevata, ma i portafogli restano invariati

Secondo la metà degli investitori intervistati, la volatilità del mercato è più elevata del solito. Eppure, nonostante questo clima di incertezza, gli investitori non stanno ancora rivedendo i portafogli. La strategia prevalente è quella dell’attesa vigile: molti si dichiarano pronti ad agire qualora il mercato dovesse risentirne ulteriormente.

Sul fronte delle preferenze di investimento, emergono alcune tendenze precise. In uno scenario di mercati preoccupati dalla guerra, gli asset considerati più appetibili sono:

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  • Oro: considerato un rifugio sicuro in periodi di instabilità geopolitica.
  • Titoli nazionali: preferiti per la loro maggiore prevedibilità in contesti di crisi internazionale.
  • Petrolio: attrattivo per via delle aspettative di rialzo dei prezzi energetici.
  • Tecnologia ed energia: rimangono i settori più appetibili nelle condizioni di mercato attuali.

Il commento di UBS: diversificazione e ottimismo cauto

“Gli investitori di tutto il mondo sono indubbiamente preoccupati per le ripercussioni personali ed economiche di una delle più grandi crisi umanitarie degli ultimi decenni”, ha dichiarato Iqbal Khan, Presidente di UBS Europa, Medio Oriente e Africa e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “È difficile valutare le implicazioni economiche a lungo termine della guerra, ma una gran parte degli investitori rimane ottimista sulle prospettive per il mercato azionario e ha fiducia nel proprio portafoglio ben diversificato”.

L’impatto sugli imprenditori: fiducia in calo di 11 punti

Nel trimestre sono aumentate le fonti di preoccupazione per gli imprenditori, con l’instabilità geopolitica che si somma all’aumento dei costi dei materiali, ai rialzi delle imposte, al rafforzamento delle normative e ai problemi relativi alla catena di approvvigionamento. Di conseguenza, la fiducia nelle proprie attività d’investimento ha evidenziato un calo di 11 punti percentuali per i prossimi 12 mesi.

La ricerca ha rilevato che gli imprenditori stanno ridimensionando i loro piani per quanto riguarda assunzioni e investimenti, concentrandosi invece su:

  • Incremento dei vantaggi per i collaboratori.
  • Spesa informatica e cybersicurezza.
  • Valorizzazione e retention dei talenti.

“L’impatto dei conflitti geopolitici e l’inflazione in aumento hanno costretto gli imprenditori ad adattarsi nuovamente a una situazione imprevedibile e senza precedenti, dopo aver già gestito gli effetti della pandemia sul proprio business”, ha affermato Tom Naratil, Presidente di UBS Americas e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “In un mercato del lavoro in contrazione, gli imprenditori si stanno adoperando insieme ai propri consulenti finanziari per offrire delle soluzioni in grado di portare benefici ai propri collaboratori, come le Workplace Wealth Solutions di UBS, al fine di creare sempre più valore per i propri dipendenti”.

La prospettiva italiana: portafogli posizionati per la volatilità

Paolo Federici, Market Head di UBS Global Wealth Management in Italia, ha commentato: “Senza dubbio la difficile situazione che stiamo vivendo a livello geopolitico, oltre ad avere un forte impatto emotivo nelle nostre vite, sta avendo delle notevoli ripercussioni sui mercati. Oggi più che mai, quindi, la costruzione di un portafoglio ben diversificato e posizionato per la volatilità è una priorità per gli investitori. E in questo contesto, investimenti sostenibili, tech e transizione energetica — temi in cui UBS GWM già da molto tempo vede valore — rappresentano un modo vincente per costruire un portafoglio che non solo resista al cambiamento, ma che se ne avvantaggi”.

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Cosa possono fare gli investitori ora: le indicazioni pratiche

In un contesto in cui i mercati sono preoccupati dalla guerra ma gli investitori non modificano ancora i portafogli, la strategia più razionale suggerita dagli esperti si articola in alcuni punti chiave:

  1. Mantenere la diversificazione: un portafoglio bilanciato tra asset class diverse riduce l’esposizione ai rischi geopolitici.
  2. Monitorare l’inflazione: valutare strumenti che storicamente proteggono dall’erosione del potere d’acquisto, come oro e materie prime.
  3. Non agire d’impulso: la volatilità di breve periodo non giustifica necessariamente un ribilanciamento immediato.
  4. Puntare sui megatrend: tecnologia, transizione energetica e sostenibilità restano temi strutturali di lungo periodo.
  5. Consultare un consulente finanziario: in fasi di incertezza, il supporto professionale aiuta a distinguere il rumore di fondo dalle opportunità reali.

FAQ: Mercati, guerra e portafogli degli investitori

Gli investitori stanno vendendo i loro asset a causa della guerra?

No. Secondo la ricerca UBS, la maggioranza degli investitori non sta ancora modificando i propri portafogli nonostante le preoccupazioni geopolitiche. La tendenza prevalente è quella di attendere ulteriori segnali dal mercato prima di intervenire.

Quali asset sono considerati rifugio in periodi di instabilità geopolitica?

In scenari di tensione internazionale, gli investitori guardano con maggiore interesse all’oro, ai titoli di Stato nazionali e al petrolio. Tecnologia ed energia rimangono comunque i settori preferiti nel medio periodo.

L’inflazione è destinata a durare?

Più della metà degli investitori intervistati da UBS ritiene che l’inflazione possa persistere per oltre 12 mesi. Questo scenario spinge a rivalutare la composizione del portafoglio in ottica di protezione del potere d’acquisto.

Come stanno reagendo gli imprenditori all’instabilità dei mercati?

Gli imprenditori stanno ridimensionando i piani di assunzione e investimento, concentrandosi su benefit per i dipendenti, spesa IT e valorizzazione dei talenti. La fiducia nelle proprie attività d’investimento è calata di 11 punti percentuali.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.