Investimenti: solo il 6% degli italiani sceglie il crowdfunding
Solo il 6% degli italiani sceglie il crowdfunding come forma di investimento, nonostante il 44% lo conosca. Ecco i dati, i profili degli investitori e i settori più gettonati.
Oltre la metà degli italiani investe, affidandosi ai consigli della propria banca o del proprio consulente finanziario. Tra chi investe, il 51% predilige un approccio prudente con esclusivamente prodotti a basso rischio, nel 46% dei casi si adottano strategie diversificate, includendo prodotti ad alto rischio e maggior rendimento, mentre il 3% opta per un piano ad alto rischio. Eppure il crowdfunding, nonostante sia conosciuto dal 44% degli intervistati, viene scelto ancora solo nel 6% dei casi: un dato che racconta quanto questo strumento fatichi ancora a imporsi nella cultura finanziaria del Paese.
È la fotografia scattata dallo studio condotto da Opstart, fintech hub italiano specializzato nel crowdfunding, che ha analizzato il comportamento degli investitori italiani sottolineando la necessità di una maggiore educazione finanziaria in Italia.
Investimenti: solo il 6% degli italiani sceglie il crowdfunding
Il dato è netto: su cento italiani che investono, appena sei scelgono il crowdfunding. Eppure quasi uno su due conosce lo strumento. Il divario tra consapevolezza e utilizzo effettivo è il cuore del problema evidenziato dalla ricerca Opstart. Le ragioni di questa distanza sono molteplici: diffidenza culturale, scarsa educazione finanziaria e una percezione ancora distorta del rischio associato a queste piattaforme.
Comprendere perché gli italiani non investono in crowdfunding — nonostante la sua diffusione a livello europeo — è fondamentale per capire come potrebbe evolversi il mercato nei prossimi anni.
Italiani diffidenti verso il crowdfunding: le ragioni
Nonostante l’Italia sia stata tra i primi Paesi in Europa a regolamentare il crowdfunding fin dal 2013, molti investitori continuano a mostrare diffidenza verso questo strumento d’investimento:
- Il 18% lo considera rischioso
- Il 16% lo ritiene poco affidabile
Al contempo, però, il crowdfunding è apprezzato per il suo ruolo di finanziamento dal basso (40%) e la diversificazione dei progetti (36%), con il 27% che valuta positivamente le ricompense legate all’investimento.
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Percezioni che potrebbero essere confermate, e condivise ulteriormente, attraverso la conoscenza di base di nozioni finanziarie: più del 90% degli italiani vorrebbe introdurre l’educazione finanziaria nelle scuole e il 79,7% nei luoghi di lavoro, sottolinea l’indagine.
L’identikit di chi investe in crowdfunding
L’indagine di Opstart traccia una panoramica dettagliata del profilo tipico dell’investitore in crowdfunding. Tra coloro che scelgono questo strumento, i dati rivelano:
- Maggioranza maschile (85%)
- Laureati nel 54,9% dei casi
- Residenti al Nord Italia nel 47% dei casi
- Età compresa tra i 30 e i 50 anni (48%) o over 50 (41%)
Nonostante il 62,7% non disponga di conoscenze specifiche in ambito finanziario, il 77,9% degli investitori è ottimista riguardo al miglioramento della propria situazione finanziaria. Il 53,6% degli investitori ha concluso fino a 10 operazioni negli ultimi due anni, con somme variabili tra i 10.000 e i 50.000 euro.
I settori preferiti da chi investe in crowdfunding
Chi sceglie di investire in crowdfunding tende a diversificare gli interessi verso settori innovativi e ad alto potenziale di crescita. Ecco la classifica dei comparti più gettonati:
- Green Economy (51%): progetti sostenibili e a basso impatto ambientale. L’89,2% degli investitori attribuisce grande importanza al sostegno di aziende sostenibili.
- Real Estate (39%)
- Fintech (21%)
- Big Data (19%)
- Food & Beverage (16%)
- Fitness (15%)
- Health Care (15%)
- ICT (14%)
Milano è il primo polo di investimento per il crowdfunding in Italia
In merito alla provenienza degli investitori, il Nord Italia emerge come la zona predominante, con la Lombardia che da sola raccoglie il 42% delle adesioni, seguita da Emilia-Romagna (11%), Piemonte (10%) e Veneto (10%).
A livello provinciale, Milano si conferma hub finanziario ed economico, spiccando come il principale polo di investimento con oltre il 15% del totale. Mantova segue con il 7%, e Torino si colloca al terzo posto con il 6%, grazie al suo dinamico tessuto imprenditoriale e all’attenzione verso i settori tecnologici e industriali. Bergamo e Brescia, entrambe con il 5%, confermano la forza economica delle province lombarde, con una crescente apertura verso il real estate e il food & beverage.
Nel Centro Italia spicca il Lazio (6%) in prima linea: in particolare Roma, con il 5%, ricopre una posizione di rilievo per il suo patrimonio culturale e il settore immobiliare. Nel Sud e nelle Isole guida invece la Campania (3%).
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Crowdfunding in Italia: cosa frena la crescita?
Il gap tra conoscenza e utilizzo del crowdfunding — noto al 44% degli italiani ma scelto solo dal 6% — suggerisce che le barriere non sono tanto informative quanto culturali e strutturali. Tre i principali ostacoli identificati dalla ricerca:
- Percezione del rischio: il crowdfunding viene ancora associato a investimenti speculativi, nonostante la regolamentazione europea garantisca oggi standard elevati di trasparenza.
- Scarsa educazione finanziaria: senza basi solide, molti investitori preferiscono affidarsi a strumenti tradizionali e più familiari.
- Concentrazione geografica: il mercato è ancora fortemente concentrato al Nord, lasciando ampi margini di crescita nel Centro-Sud.
Colmare questi gap potrebbe trasformare il crowdfunding da strumento di nicchia a opzione mainstream per gli investitori italiani nei prossimi anni.
FAQ sul crowdfunding in Italia
Quanti italiani investono in crowdfunding?
Secondo la ricerca Opstart, solo il 6% degli italiani che investono sceglie il crowdfunding, nonostante il 44% degli intervistati conosca questo strumento.
Il crowdfunding è sicuro in Italia?
L’Italia è stata tra i primi Paesi europei a regolamentare il crowdfunding, già dal 2013. Oggi le piattaforme operano sotto la supervisione della Consob e nel rispetto della normativa europea, che impone standard precisi di trasparenza e tutela degli investitori.
Chi investe in crowdfunding in Italia?
Il profilo prevalente è quello di un uomo laureato, di età compresa tra i 30 e i 50 anni, residente al Nord Italia — in particolare in Lombardia — con un orientamento ottimistico verso il proprio futuro finanziario.
In quali settori si investe di più tramite crowdfunding?
Il settore più popolare è la Green Economy (51%), seguito da Real Estate (39%), Fintech (21%) e Big Data (19%). La sostenibilità ambientale è il driver principale nelle scelte degli investitori in crowdfunding.
Perché il crowdfunding non decolla in Italia?
Le principali barriere sono la percezione del rischio, la scarsa educazione finanziaria e la concentrazione geografica degli investitori. Oltre il 90% degli italiani ritiene che l’educazione finanziaria dovrebbe essere introdotta nelle scuole per colmare questo divario.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.