Truffe al volante, oltre 2 milioni di italiani ci cascano (e la maggior parte sono giovani under 35)

Truffe al volante: oltre 2 milioni di italiani ci cascano ogni anno e la maggior parte sono giovani under 35. Ecco le truffe più diffuse, i dati e come difendersi.

Pubblicato 12 Luglio 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:13

Le truffe al volante sono un fenomeno che colpisce ogni anno milioni di automobilisti italiani: dallo specchietto rotto al finto tamponamento, fino al pedone che finge di essere stato investito. Schemi ormai noti, eppure ancora efficaci. Secondo i dati più recenti, oltre 2 milioni di italiani ci cascano ogni anno — e la quota più alta di vittime riguarda i giovani under 35, che risultano significativamente più vulnerabili rispetto alla media nazionale.

Un’indagine condotta da Facile.it in collaborazione con Consumerismo No Profit, mUp Research e Bilendi ha rivelato che nell’ultimo anno circa 2 milioni di italiani sono stati vittime di queste truffe mentre guidavano o parcheggiavano. E nonostante gli schemi dei malfattori siano ormai noti, circa 880mila automobilisti hanno comunque pagato in contanti il danno fittizio reclamato dal truffatore.

Truffe al volante: le più diffuse in Italia

Analizzando le risposte di coloro che, nell’ultimo anno, hanno affrontato un tentativo di truffa, emerge che il metodo più utilizzato dai malviventi è il finto tamponamento (44%). La dinamica è sempre la stessa: l’automobilista ignaro, durante una manovra in un parcheggio, sente un colpo all’auto, abilmente causato dal truffatore, che subito dopo si avvicina al guidatore accusandolo di aver tamponato la sua auto e danneggiato la carrozzeria. Per evitare di coinvolgere l’assicurazione, il truffatore propone di risarcire in contanti il presunto danno. Questo tipo di truffa colpisce particolarmente le donne, con una percentuale del 47%, rispetto al 41% tra gli uomini.

È invece la truffa dello specchietto rotto che ha particolarmente successo tra gli uomini, con la percentuale che arriva al 48% rispetto al 35% del campione femminile. In questo caso, l’automobilista-vittima, mentre è alla guida, sente un forte rumore, solitamente provocato dal lancio di una lattina vuota da parte di un complice del truffatore. Pochi secondi dopo, viene affiancato da un’altra vettura il cui conducente gli intima di accostare. Una volta scesi dal veicolo, il truffatore accusa l’automobilista di aver urtato e rotto il suo specchietto. Anche in questo caso, la proposta del malvivente è di risarcire il danno in contanti, senza coinvolgere la compagnia assicurativa, per evitare aumenti sul premio RC auto. In questo caso, a cascarci sono il 42% delle persone.

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Ma l’ultima novità in tema di tentativi di truffa ai danni degli automobilisti è quella del pedone investito. Secondo l’indagine, questo tipo di truffa ha riguardato il 13% degli intervistati. Anche in questo caso, la dinamica è semplice: il truffatore-pedone si getta a terra non appena passa un’automobile, fingendo di essere stato investito. Spesso interviene anche un complice che afferma di aver assistito all’incidente. Sfruttando il senso di colpa dell’automobilista e la paura di possibili conseguenze legali, i truffatori propongono di risolvere la situazione con un piccolo risarcimento in contanti. Le vittime preferite sono i giovani tra i 18 e i 25 anni (15%), che, forse per inesperienza, risultano più vulnerabili a queste situazioni.

Perché gli under 35 sono le vittime preferite

Il dato più sorprendente dell’indagine riguarda proprio i giovani automobilisti. A cadere di più in questi tranelli sono gli under 35, con una percentuale di vittime superiore all’8% rispetto alla media nazionale del 5%. Diversi fattori spiegano questa vulnerabilità:

  • Inesperienza alla guida: meno anni di pratica significano meno familiarità con situazioni anomale o sospette.
  • Timore delle conseguenze legali: i giovani tendono a preoccuparsi di più per possibili sanzioni o aumenti del premio assicurativo, e i truffatori lo sanno.
  • Minore conoscenza degli schemi: chi guida da poco ha avuto meno occasioni di sentire parlare di queste truffe in prima persona.

Il fenomeno è più diffuso nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, dove la percentuale di vittime raggiunge il 7%, contro una media nazionale del 5%.

Quanti pagano — e quanto

Gli automobilisti più esperti, una volta riconosciuto il tentativo di truffa, hanno reagito in due modi principali: il 24% ha proseguito senza fermarsi, negando al truffatore l’opportunità di portare a termine il suo piano, mentre il 54% si è fermato e ha insistito per chiamare le forze dell’ordine. È superfluo dire che, alla sola menzione della Polizia, i truffatori hanno spesso rinunciato immediatamente alla loro richiesta di risarcimento.

La strategia dei truffatori consiste nel chiedere un rimborso in contanti senza fare denuncia né alle autorità né alla compagnia assicurativa, evitando così un peggioramento della classe di merito dell’automobilista e il conseguente aumento del premio RC auto. Nonostante questi trucchi siano ormai abbastanza noti, nell’ultimo anno circa 880mila italiani presi di mira dai truffatori hanno ammesso di essere caduti nel tranello e di aver pagato in contanti il presunto danno.

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Almeno nella maggior parte dei casi le somme versate sono state contenute:

  • Il 29% ha pagato 50 euro o meno
  • Il 31% ha pagato tra 50 e 100 euro
  • Solo l’8% dei truffati ha perso più di 300 euro

Come difendersi dalle truffe al volante

Conoscere gli schemi è il primo passo. Ecco le regole pratiche da tenere a mente per non cadere nella trappola:

  1. Non pagare mai in contanti sul posto. Qualsiasi richiesta di risarcimento immediato in contanti è un segnale d’allarme.
  2. Chiamare subito le forze dell’ordine. Basta menzionare la Polizia per far desistere la maggior parte dei truffatori.
  3. Fotografare tutto. Scattare foto all’auto, ai presunti danni, alle targhe e alle persone coinvolte.
  4. Non scendere dall’auto se la situazione sembra sospetta. In caso di dubbio, restare in vettura e chiamare il 112.
  5. Coinvolgere sempre l’assicurazione. Un eventuale aumento del premio è un costo molto inferiore rispetto a quello di cadere in una truffa.

Domande frequenti sulle truffe agli automobilisti

Quanti italiani cadono nelle truffe al volante ogni anno?

Secondo l’indagine di Facile.it, oltre 2 milioni di italiani sono stati vittime di truffe mentre guidavano o parcheggiavano nell’arco di un anno. Di questi, circa 880mila hanno effettivamente pagato in contanti il presunto danno.

Qual è la truffa automobilistica più comune?

Il finto tamponamento è la truffa più diffusa, coinvolgendo il 44% delle vittime. Seguono la truffa dello specchietto rotto (42%) e quella del pedone investito (13%).

Perché i giovani under 35 sono più a rischio?

Gli under 35 risultano vittime in una percentuale superiore all’8%, contro una media nazionale del 5%. L’inesperienza alla guida, il timore delle conseguenze legali e la minore familiarità con questi schemi li rendono bersagli privilegiati dei truffatori.

Cosa fare se si è vittima di una truffa al volante?

Non pagare in contanti, chiamare le forze dell’ordine, fotografare la scena e coinvolgere la propria compagnia assicurativa. Presentare denuncia è sempre consigliato, anche per tutelare altri automobilisti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.