Animali domestici e smartphone tra i beni che assicurano i giovani italiani

Animali domestici e smartphone tra i beni che assicurano i giovani italiani: la ricerca Deloitte rivela abitudini, priorità e gap assicurativi della Gen Z italiana rispetto all'Europa.

Pubblicato 6 Gennaio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:04

Animali domestici, smartphone e beni digitali: sono alcune delle cose che i giovani italiani vogliono assicurare, accanto alle più tradizionali polizze su casa, salute e vita. È quanto emerge da una ricerca di Deloitte condotta in 9 paesi europei (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Germania, Francia, Paesi Bassi, Spagna e Italia), che indaga e compara il livello di consapevolezza, le necessità e le aspettative di 3 diverse generazioni: Gen Z, Millennials e Gen X. Il quadro che ne emerge racconta di una generazione più attenta al futuro di quanto si creda, ma ancora poco coperta dal punto di vista assicurativo.

Gen Z: più orientata al futuro delle generazioni precedenti

Dalla ricerca emerge come, al contrario di quanto si possa pensare, la Gen Z sia molto interessata al proprio futuro, più delle generazioni precedenti. Ben l’83% di tutti i Gen Z dichiara di avere piani per il futuro, rispetto all’81% dei Millennial e solo al 71% della Gen X. Essendo in una fase di vita più trasformativa — studi, primo impiego, nuove responsabilità — i giovani adulti sono in un periodo naturalmente più proiettato in avanti, e risultano anche più precisi nella loro pianificazione.

Deloitte: il 59% dei giovani italiani ha una polizza

Ma guardando all’Italia, si scopre che a confronto con quelli degli altri paesi, la Gen Z nostrana mostra la più bassa penetrazione assicurativa d’Europa. La conferma arriva dai numeri: solo il 59% dei Gen Z italiani dichiara di possedere almeno una polizza, contro il 73% della Gen Z europea.

👉 Leggi anche: Disoccupazione al 6,2% ad agosto 2026, giovani ancora in difficoltà: i dati Istat

La minor penetrazione assicurativa registrata dallo studio, se correlata al maggior tasso di proprietà di asset quali auto e casa dichiarata dagli intervistati rispetto ai coetanei di altri Paesi, evidenzia opportunità di sviluppo su questo specifico target, anche alla luce di un percepito complessivamente positivo della GenZ nei confronti delle assicurazioni — Marco Lancioni, Partner Deloitte Italia.

In realtà i giovani italiani hanno una buona considerazione delle assicurazioni: il 35% le ritiene necessarie, il 32% utili e il 28% efficaci. Eppure il nostro Paese registra il più basso tasso di penetrazione assicurativa tra quelli analizzati. I motivi principali sono tre:

  • Incertezze economico-finanziarie: il 22% dei Gen Z italiani definisce le assicurazioni “costose”, rispetto al 19% di media degli altri paesi.
  • Dipendenza dal nucleo familiare: il 43% in Italia dichiara di vivere con i genitori, rispetto al 26% di media europea.
  • Scarsa conoscenza del settore: il 70% in Italia dichiara una preparazione ritenuta non adeguata, rispetto al 55% medio europeo.

Animali domestici e smartphone tra i beni che assicurano i giovani italiani

Cosa vogliono proteggere i giovani italiani? La Gen Z menziona tra le priorità nei beni da assicurare:

  • Casa (41% del campione)
  • Salute (37%)
  • Vita dei familiari (36%)
  • Vita propria (31%)

Ma accanto a queste voci tradizionali, emergono categorie nuove e significative. Animali domestici, dispositivi elettronici come gli smartphone, beni digitali e hobby figurano tra gli asset che i giovani italiani considerano degni di copertura assicurativa. Si tratta di un segnale chiaro: la percezione del rischio si è evoluta, e con essa le aspettative verso il mercato assicurativo.

👉 Leggi anche: Povertà in Italia, 5,4 milioni di persone in difficoltà: i dati Istat

Il dato sugli animali domestici e sugli smartphone non è marginale: riflette uno stile di vita in cui la tecnologia e gli affetti — inclusi i pet — hanno un peso economico ed emotivo reale, e quindi meritano protezione.

La Gen Z e il digitale: apertura al monitoraggio dei rischi

Proprio in tema di digitale, la Gen Z si mostra più propensa di altre generazioni (31% vs. 22%) a consentire il monitoraggio individuale dei propri rischi da parte della compagnia tramite dispositivi connessi, a patto che vengano tutelati i propri dati personali. Un’apertura che apre scenari interessanti per le insurtech e per i player tradizionali che vogliono intercettare questo target.

Sostenibilità: una specificità tutta italiana

Un’altra caratteristica che distingue la Gen Z italiana — sia rispetto ai coetanei europei, sia rispetto alle altre generazioni italiane — è l’attenzione all’aderenza dei prodotti a criteri di sostenibilità. Questo aspetto emerge soprattutto sulle polizze Casa e Motor, e rappresenta un elemento differenziante da tenere in considerazione nella progettazione dei prodotti.

Nel contesto attuale, per i player assicurativi emerge una sfida cruciale legata alla capacità di adattare il proprio modello di business alle esigenze della GenZ. Ciò è essenziale per intercettare oggi questo target, ma soprattutto per porre le basi di una relazione duratura nel prossimo futuro — Luigi Onorato, Insurance Sector Leader Deloitte Italia.

FAQ: giovani italiani e assicurazioni

Perché i giovani italiani sono meno assicurati rispetto agli europei?
Le cause principali sono i costi percepiti come elevati, la maggiore dipendenza dalla famiglia di origine e una scarsa conoscenza del mercato assicurativo.
Quali beni vogliono assicurare i giovani italiani?
Oltre a casa, salute e vita, i giovani italiani mostrano interesse per polizze su animali domestici, smartphone e altri dispositivi elettronici, beni digitali e hobby.
La Gen Z italiana è interessata alle assicurazioni?
Sì: il 35% le ritiene necessarie e il 32% utili. Il problema non è la percezione, ma l’accesso e la conoscenza del settore.
I giovani italiani accettano il monitoraggio digitale dei rischi?
Il 31% della Gen Z è disposto a condividere dati tramite dispositivi per ottenere polizze personalizzate, a condizione che la privacy venga garantita.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.