Siri: nessuna intenzione di cambiare target deficit. Intanto Boccia si scaglia contro governo su TAV e Pil

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Laura Naka Antonelli

30 ottobre 2018 - 14:52

MILANO (Finanza.com)

"Ritoccare i parametri del deficit non è nell'agenda del governo, al momento". Parola del sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, intervistato da Il Corriere della Sera. Le parole di Siri sembrano stroncare qualsiasi speranza che l'Italia riveda al ribasso i target sul deficit per il 2019, andando incontro alle richieste di Bruxelles.

Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni, secondo cui il governo M5S-Lega, alla fine, avrebbe abbassato la testa, sacrificando in particolare la riforma delle pensioni e il provvedimento inserito nella manovra di quota 100.

Oggi invece è Siri stesso a sottolineare che "per quota 100 il nostro obiettivo è febbraio, mentre per il reddito di cittadinanza servirà qualche mese in più". Motivo? "Visto che bisogna ancora terminare la cornice entro la quale questa misura viene erogata, sarebbe importante che parte della dotazione finanziaria andasse alle imprese, perchè possano assumere e formare il lavoratore". Nel corso dell'intervista Siri ha anche detto chiaramente che "se salta Di Maio salta il governo e si va al voto". Di fatto, "non ci sono piani B".

Intanto, sul governo M5S-Lega pesa un nuovi problema. In un'intervista rilasciata a Bruno Vespa per il nuovo libro "Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica" in uscita il 7 novembre per Mondadori Rai Eri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha parlato dell'intenzione di raggiungere un accordo con la Francia per dire stop alla Tav.

"Ci metteremo d'accordo con la Francia per non fare la Tav. Mi risulta che Macron abbia escluso la Tav dalle priorità infrastrutturali proprio dopo aver valutato costi e benefici. E non ha stanziato risorse per finanziare il percorso dalla galleria a Lione", ha detto Toninelli.

Il ministro tra l'altro ha respinto  la tesi del commissario per la Tav Paolo Foiella secondo cui il blocco dell'opera costerebbe all'Italia oltre due miliardi di risarcimento danni: "Tutto sbagliato", "dalle prime avvisaglie direi che non è assolutamente una cifra che sta in piedi".  

Un avvertimento sulla necessità di portare avanti l'opera è stato lanciato dal numero uno di Confindustria, Vincenzo Boccia:

"Nel Paese bisogna rimettere il lavoro al centro delle attenzioni. Non ci sembra, a partire da ieri con la Torino-Lione, che si voglia andare verso questa direzione e aprire il Paese all'idea di Europa di cui abbiamo bisogno per essere competitivi dal di fuori dei cancelli delle fabbriche e costruire un Paese più ricco in modo da ridurre i divari". 

Boccia ha lanciato un chiaro monito all'esecutivo gialloverde anche sulla scia dei dati deludenti relativi al Pil del terzo trimestre, che hanno messo in evidenza come l'Italia abbia praticamente smesso di crescere.

"C'e una divergenza di spiegazioni economiche in questo governo su cui bisogna cominciare a chiarire che se i risultati della crescita non ci saranno nei prossimi mesi é colpa esclusiva di questo governo e della politica economica che realizza, non di altri". Ma il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio continua a mostrarsi più che ottimista sugli effetti della legge di bilancio:

"Purtroppo dal punto di vista internazionale c'è stata una serie di fattori che incidono sulla congiuntura economica generale. Ma vedrete che con la 'manovra del popolo' non solo il Pil ma la felicità dei cittadini si riprenderà".

Tra l'altro Di Maio ha addossato la responsabilità del trend del Pil italiano, nel 2018, al PD:

"È bene che tutti sappiate che il risultato del 2018 dipende dalla manovra approvata a dicembre 2017, che è targata Partito Democratico. Tutti sanno che la nostra Manovra deve ancora essere approvata e non può aver avuto nessun effetto sul rallentamento in atto".    

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