Consumi: 1 italiano su 3 sceglie aziende eco-friendly

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Alessandra Caparello

29 giugno 2020 - 10:41

MILANO (Finanza.com)

 

Cosa guardano gli italiani al momento dell’acquisto? Meno il prezzo, più la reputazione di una azienda, la comunicazione resa e l’impegno assunto a favore dell’ambiente e della collettività. Così emerge da una ricerca dal titolo “Il Futuro non aspetta”, realizzata da ConsumerLab (ente di ricerca che promuove la cultura della sostenibilità) assieme alle associazioni Adiconsum, Adoc, Federconsumatori e Comitas.

Indagine ConsumerLab

Dall’indagine condotta da ConsumerLab su 3.500 utenti è emerso che nel 2020 solo il 35% degli intervistati individua nel prezzo di un prodotto l’elemento che influenza più di ogni altra cosa i propri acquisti, una percentuale in forte calo rispetto a 5 anni fa, quando il prezzo era fattore predominante per il 46% dei consumatori. Cresce al contempo l’attenzione che i cittadini dedicano in fase di acquisto alla reputazione dell’azienda, elemento che influenza il 32% degli intervistati (contro appena il 16% del 2015).

La ricerca svela inoltra come i consumatori italiani sentano una crescente esigenza di avere, oltre la qualità e il prezzo, informazioni trasparenti e puntuali dalle aziende circa l’attività e l’impegno a favore dell’ambiente, della salute, e della collettività. Un cittadino su 3, infatti, dichiara di premiare oggi con le sue scelte di acquisto le imprese “eco-friendly” e quelle che adottano una comunicazione efficace, semplice e attenta alle reali esigenze dei consumatori.

L’80% delle aziende non redige bilanci di sostenibilità

Tuttavia la ricerca rivela che l’80% delle imprese medio/grandi italiane non redige ancora i bilanci di Sostenibilità e non permette ai consumatori di conoscere informazioni determinati per valutarne concretamente la reputazione, favorendo un’interazione costruttiva e scelte di acquisto consapevoli. La maggior parte dei Bilanci di sostenibilità redatti dal restante 20% delle imprese medio/grandi italiane appaiono paludati, autoreferenziali, non servono ai Consumatori, non sono utili alla reputazione, non favoriscono scelte consapevoli in un momento in cui i cittadini canalizzano il consenso verso quelle Imprese che riescono ad esprimere al meglio la propria anima, la personalità, la creatività, il “genius missionis” con trasparenza e, soprattutto, concretezza.

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