Gasolio, torna lo sconto accise: 4,9 centesimi al litro fino al 7 novembre
Il governo ripristina lo sconto accise gasolio di 4,9 centesimi al litro dal 28 ottobre. Scopri come funziona il meccanismo e quanto risparmi al distributore.
Dal 28 ottobre 2026, il gasolio torna a costare qualcosa in meno alla pompa. Il governo ha ripristinato lo sconto accise gasolio attraverso il meccanismo delle accise mobili, con una riduzione di circa 4,9 centesimi al litro IVA inclusa. La misura, formalizzata con un decreto interministeriale firmato da MEF e MASE e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, resterà in vigore fino al 7 novembre 2026. Una finestra breve, dieci giorni, che riapre il dibattito su quanto questo strumento sia realmente efficace per proteggere i consumatori dai rincari sui carburanti.
Come funziona il meccanismo delle accise mobili sul gasolio
Le accise mobili sono uno strumento fiscale che consente al governo di rimodulare l’aliquota dell’accisa sul carburante in risposta alle variazioni dei prezzi energetici. Non si tratta di un taglio finanziato con nuove risorse pubbliche, ma di una ricalibrazione della componente fiscale già incorporata nel prezzo del carburante.
Nel caso specifico di questo provvedimento, l’accisa sul gasolio è stata abbassata a 632,90 euro per mille litri. Questa rimodulazione si traduce, al consumatore finale, in uno sconto di circa 4,9 centesimi al litro, IVA compresa. Il decreto interministeriale che ha dato attuazione alla misura è stato emesso congiuntamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, seguendo la procedura ordinaria prevista dalla normativa vigente sulle accise mobili.
Il meccanismo è automatico nel senso che, una volta pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale, i distributori sono tenuti ad applicare il nuovo prezzo. Non è necessaria alcuna azione da parte dell’automobilista: lo sconto è incorporato direttamente nel prezzo esposto alla colonnina.
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Quanto si risparmia concretamente al distributore
I numeri assoluti sono modesti, ma concreti. Secondo le stime di Codacons, il risparmio per un pieno di gasolio si aggira attorno ai 2,44 euro. È un calcolo che presuppone un serbatoio medio di circa 50 litri: 4,9 centesimi moltiplicati per cinquanta fanno esattamente 2,45 euro, sostanzialmente in linea con la stima dell’associazione dei consumatori.
Riguarda milioni di automobilisti, ma anche categorie professionali che dipendono dal gasolio per il proprio lavoro quotidiano: autotrasportatori, lavoratori della logistica, operatori agricoli, chi utilizza veicoli commerciali. Per queste categorie, con serbatoi più capienti e rifornimenti più frequenti, il risparmio complessivo nel periodo di validità della misura è proporzionalmente più significativo.
Vale la pena ricordare che lo sconto accise gasolio si applica esclusivamente al gasolio da autotrazione e non alla benzina, che resta fuori dal perimetro di questo specifico decreto.
La scadenza del 7 novembre e il nodo della durata
La misura scade il 7 novembre 2026, dopo appena dieci giorni di vigenza. Una durata che ha immediatamente sollevato critiche da parte delle associazioni dei consumatori. Unione Nazionale Consumatori ha definito il provvedimento inadeguato sia nell’entità dello sconto sia nella durata, sottolineando come dieci giorni siano insufficienti a incidere in modo strutturale sul potere d’acquisto delle famiglie.
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La critica ha una sua logica: uno sconto di meno di cinque centesimi al litro, applicato per poco più di una settimana, produce un impatto percepibile ma non risolutivo. Chi rifornisce una volta a settimana risparmierà poco più di due euro in tutto il periodo. Chi, per ragioni professionali o geografiche, rifornisce più spesso potrà beneficiarne in misura maggiore, ma il quadro generale rimane quello di un intervento emergenziale e temporaneo.
Non è la prima volta che il governo ricorre alle accise mobili come risposta ai picchi dei prezzi dei carburanti. Lo strumento è stato usato in passato con risultati alterni, spesso con durate brevi e importi contenuti, il che alimenta il dibattito su quanto sia preferibile rispetto a misure strutturali di più lungo periodo.
Il contesto: perché torna lo sconto accise gasolio proprio ora
Il ripristino dello sconto accise gasolio arriva dopo settimane in cui i prezzi del diesel erano tornati a salire, mettendo sotto pressione sia i consumatori privati sia le imprese che dipendono dal trasporto su gomma. Il decreto interministeriale del 28 ottobre 2026 risponde a questa dinamica con lo strumento più rapido a disposizione dell’esecutivo: la rimodulazione delle accise mobili, che non richiede un iter parlamentare e può essere attivata in tempi molto brevi.
Per chi vuole seguire l’andamento dei prezzi dei carburanti in tempo reale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblica i dati aggiornati dei prezzi medi nazionali rilevati settimanalmente, utili per verificare se lo sconto si stia effettivamente trasmettendo ai prezzi finali praticati dai distributori.
Se il provvedimento verrà prorogato oltre il 7 novembre dipenderà dall’andamento dei prezzi internazionali del petrolio e dalle valutazioni dell’esecutivo nelle prossime ore. Per ora, la finestra è aperta: chi deve fare rifornimento di gasolio nei prossimi giorni conviene farlo prima della scadenza, perché dal 7 novembre l’accisa tornerà al livello ordinario, salvo nuovi decreti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.