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Bitcoin torna sopra i 70.000 dollari mentre il petrolio rallenta e i mercati attendono le mosse della Fed

12 Marzo 2026 07:33

Bitcoin è tornato sopra i 70.000 dollari dopo una mattinata incerta, mentre il petrolio ha improvvisamente cambiato direzione. 

I nuovi dati sull’inflazione statunitense sono risultati in linea con le previsioni, ma le tensioni geopolitiche e l’andamento del petrolio continuano a influenzare gli asset più volatili. In questo contesto anche le criptovalute stanno reagendo rapidamente ai cambiamenti del mercato globale.

Nelle prime ore della mattinata negli Stati Uniti il prezzo del bitcoin era sceso verso area 69.000 dollari, segnale di un mercato prudente dopo le recenti tensioni internazionali. Poi però il quadro è cambiato in pochi minuti e la principale criptovaluta ha ripreso forza tornando vicino ai 71.000 dollari.

Il rimbalzo del bitcoin mentre il petrolio rallenta

Il recupero non ha riguardato soltanto bitcoin. Anche altre criptovalute importanti come Ether, Solana e XRP hanno registrato rialzi nello stesso momento, segno che il movimento ha coinvolto buona parte del mercato crypto.

Uno dei fattori che sembra aver favorito questo rimbalzo è stato il comportamento del petrolio. Dopo una fase di forte tensione il prezzo del greggio ha perso circa 3 dollari al barile nel giro di pochi minuti, riducendo la pressione che si era creata sui mercati finanziari.

Alla chiusura della sessione osservata i futures del WTI con consegna ad aprile si muovevano intorno agli 85 dollari al barile, con un aumento giornaliero vicino al 2%. Un livello ancora elevato ma comunque lontano dai picchi raggiunti nelle ore precedenti.

Quando il prezzo dell’energia oscilla in modo brusco gli investitori tendono a reagire rapidamente anche sugli asset più speculativi. Le criptovalute spesso amplificano questi movimenti perché rappresentano uno dei segmenti più sensibili ai cambiamenti di sentiment del mercato.

Petrolio e tensioni geopolitiche influenzano i mercati

Negli ultimi giorni l’attenzione degli operatori si è spostata soprattutto sulle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il rischio di un’escalation ha riportato il petrolio al centro delle dinamiche finanziarie globali.

Domenica sera il greggio ha sfiorato i 120 dollari al barile, un livello che ha immediatamente generato nervosismo sui mercati. In quella fase criptovalute e azioni hanno registrato un calo piuttosto rapido, mentre gli investitori cercavano di valutare le possibili conseguenze economiche del conflitto.

Il successivo ridimensionamento del prezzo del petrolio ha invece favorito un recupero generale degli asset più rischiosi. Non si tratta di una correlazione perfetta, ma nei momenti di incertezza globale i mercati tendono a muoversi in modo simile quando cambia la percezione del rischio.

I dati sull’inflazione americana e le attese sulla Fed

Un altro elemento osservato con attenzione riguarda i nuovi dati sull’inflazione negli Stati Uniti. Il CPI di febbraio ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile, portando l’inflazione annuale intorno al 2,4%, valori sostanzialmente in linea con le stime degli economisti.

Questo dato ha rafforzato l’idea che la Federal Reserve non abbia particolare fretta di intervenire sui tassi di interesse. I mercati continuano infatti a escludere tagli nelle riunioni previste per marzo e aprile.

Secondo Stephen Coltman, responsabile macro della società di investimento crypto 21Shares, le prossime decisioni della banca centrale saranno seguite con grande attenzione dagli investitori. La Fed dovrà valutare se eventuali pressioni inflazionistiche legate al petrolio rappresentino un fenomeno temporaneo oppure qualcosa di più persistente.

Per quanto riguarda il bitcoin molti operatori ritengono che una parte di questi rischi sia già stata incorporata nei prezzi attuali. Nei mercati crypto però gli equilibri cambiano rapidamente, soprattutto quando si intrecciano variabili macroeconomiche, geopolitiche e aspettative sulle politiche monetarie.

Le prossime settimane potrebbero quindi offrire indicazioni più chiare sulla direzione del mercato delle criptovalute, in un contesto globale che resta ancora pieno di incognite.