Finanza Bonus fiscali, ora anche con quest’ISEE resti a bocca asciutta: batosta per tanti italiani

Bonus fiscali, ora anche con quest’ISEE resti a bocca asciutta: batosta per tanti italiani

6 Marzo 2026 19:00

A partire dal 2026, una novità importante introdotta nel sistema fiscale italiano riguarda il taglio dei bonus fiscali, in una categoria in particolare.

La modifica, inserita nel modello 730 e nei modelli Redditi, prevede l’introduzione di limiti alle spese detraibili, con un forte impatto sulle detrazioni per oneri e spese sostenute dai contribuenti.

Il governo italiano, tramite l’Agenzia delle Entrate, ha deciso di adottare una nuova logica che lega i bonus fiscali alla situazione reddituale del contribuente e alla composizione del nucleo familiare, creando una sorta di sistema progressivo che modula la detraibilità delle spese in base al reddito percepito. L’introduzione del quoziente familiare ha reso questo cambiamento ancora più incisivo.

La vera novità per chi guadagna oltre 75.000 euro è che l’importo massimo delle spese detraibili, che fino ad oggi poteva essere più ampio, viene ridotto in maniera significativa, legandolo non solo al reddito ma anche al numero di figli a carico. La nuova struttura prevede che per chi ha un reddito tra i 75.000 e i 100.000 euro, la spesa detraibile massima sarà fissata a 14.000 euro, ma questo importo verrà ridotto in base alla situazione familiare. Ad esempio, per chi ha figli a carico, l’importo aumenterà in relazione al numero di figli.

Nel caso di redditi superiori a 100.000 euro, l’importo massimo detraibile scende ulteriormente, arrivando a un massimo di 8.000 euro, indipendentemente dalla situazione familiare. Questa riforma si inserisce in un contesto di razionalizzazione delle spese fiscali voluto dal governo, con lo scopo di riequilibrare il sistema delle detrazioni e incentivare una gestione più attenta delle risorse pubbliche.

Come viene calcolata la spesa massima detraibile?

L’importo base delle detrazioni viene moltiplicato per un coefficiente che dipende dalla composizione del nucleo familiare, il che consente di calcolare l’importo massimo che il contribuente può detrarre. Per esempio, un single con un reddito di 110.000 euro potrà portare in detrazione un massimo di 4.000 euro, mentre chi ha figli a carico vedrà l’importo della detrazione aumentare in base al numero di figli.

Tra le principali eccezioni a questo nuovo sistema di limiti, ci sono le spese sanitarie, che continueranno a essere detraibili al 19%, gli interessi passivi sui mutui per i contratti stipulati prima della fine del 2024 e le spese per ristrutturazioni edilizie, che rimarranno escluse dai limiti. Anche le spese per investimenti in startup innovative e PMI non saranno soggette ai nuovi limiti.

Queste modifiche, anche se potrebbero sembrare una stretta per molti contribuenti, sono state giustificate dal governo come una necessità di ottimizzare il sistema fiscale e ridurre gli sprechi, rendendo più efficiente la spesa pubblica.

Se da una parte questa riforma potrebbe risultare vantaggiosa per il bilancio pubblico, dall’altra pone delle sfide importanti in termini
Il futuro dei bonus fiscali e le sfide da affrontare (www.finanza.com)

Se da una parte questa riforma potrebbe risultare vantaggiosa per il bilancio pubblico, dall’altra pone delle sfide importanti in termini di equità fiscale e di sostegno alle famiglie con redditi medio-alti. L’aumento delle tasse indirette potrebbe aumentare la pressione fiscale su chi ha già una condizione economica fragile, ma dall’altro lato le misure potrebbero incentivare un maggiore equilibrio nel sistema delle detrazioni. L’attenzione ora si sposta su come le famiglie e i professionisti risponderanno a queste modifiche e su come l’Agenzia delle Entrate riuscirà a gestire la transizione verso questo nuovo modello.