Climate change e investimenti: sono gli over 50 i più inclini a portafogli 100% sostenibili
Climate change e investimenti: sono gli over 50 i più inclini a portafogli 100% sostenibili. I dati della ricerca Schroders su investitori italiani e globali, motivazioni ESG e cosa serve per aumentare l'allocazione sostenibile.
Climate change e investimenti: chi è davvero pronto a scommettere su un portafoglio 100% sostenibile? La risposta sorprende. Non sono i giovani nativi digitali a guidare la transizione verso la finanza verde, ma gli investitori tra i 51 e i 70 anni. È quanto emerge dalla ricerca Schroders Global Investor Study, indagine annuale che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 33 Paesi, secondo cui più della metà degli investitori italiani (55%) è pronto ad abbracciare l’idea di un portafoglio di investimento interamente sostenibile, a parità di rischio, diversificazione e commissioni. Il dato è in linea con la media globale, che si attesta al 57%.
Over 50 e investimenti sostenibili: il dato che ribalta le aspettative
Lo spaccato generazionale è il risultato più sorprendente dell’indagine. I più inclini ad accogliere un approccio agli investimenti responsabile e orientato alla sostenibilità non sono gli investitori più giovani, ma quelli in età compresa tra 51 e 70 anni (58%). Seguono:
- Fascia 18-37 anni: 52%
- Over 71: 52%
- Fascia 38-50 anni: 49%
In altre parole, sono proprio gli over 50 a mostrarsi più inclini a portafogli 100% sostenibili, sfidando il luogo comune che vuole le nuove generazioni come uniche protagoniste della finanza ESG. Un dato che invita a ripensare le strategie di comunicazione e offerta dei prodotti d’investimento sostenibile.
Il ruolo del climate change: come è cambiata la percezione degli investitori italiani
Il tema del climate change ha assunto un peso crescente nelle scelte di portafoglio. Secondo la ricerca, il 55% degli italiani dichiara di assegnare oggi una maggiore importanza alle questioni ambientali rispetto al periodo pre-pandemia, in linea con la media globale del 55%. Le questioni sociali hanno registrato un’accelerazione ancora più marcata: il 56% degli italiani le considera oggi più rilevanti di prima.
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Nel dettaglio, le questioni ambientali risultano più importanti per:
- 58% della fascia 18-37 anni
- 57% degli over 71
- 56% della fascia 51-70 anni
- 51% della fascia 38-50 anni
Sul fronte sociale, i valori salgono ulteriormente: il 63% degli investitori più giovani (18-37 anni) e il 60% degli over 71 dichiarano una maggiore sensibilità rispetto al passato, seguiti dalla fascia 38-50 (56%) e dalla fascia 51-70 (55%).
Investimenti sostenibili: cosa attrae e cosa frena
Capire le motivazioni dietro l’interesse per la sostenibilità è fondamentale per orientare le scelte di portafoglio. A livello di ragioni dichiarate dagli investitori italiani:
- 49% apprezza gli investimenti sostenibili per le implicazioni sull’ambiente
- 40% li trova attraenti per il profilo di rendimento potenziale
- 36% li sceglie per le implicazioni positive sulla società
Il dato sul rendimento è particolarmente significativo: il 40% degli investitori italiani considera il potenziale di performance una ragione valida per investire in modo sostenibile, superando la media globale del 38%. Tra i più giovani (18-37 anni) questa consapevolezza è ancora più diffusa: il 54% indica il profilo di rendimento come fattore attrattivo, contro il 42% della fascia 38-51 e il 38% degli over 51.
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Cosa serve per aumentare l’allocazione ESG
Nonostante l’apertura crescente, il margine di miglioramento è ancora ampio. Il 48% degli investitori italiani (53% il dato globale) aumenterebbe la propria allocazione sostenibile se disponesse di dati concreti che dimostrino rendimenti superiori. Altri elementi che potrebbero accelerare la transizione verso portafogli più verdi:
- Reportistica regolare sull’impatto sociale e ambientale degli investimenti: 37% degli italiani (40% la media globale)
- Certificazione ESG da parte di un ente terzo indipendente: 34% degli italiani (29% la media globale)
Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante: gli investitori italiani mostrano una domanda di trasparenza e certificazione superiore alla media internazionale, segnale di una maturità crescente nel rapporto con i prodotti ESG.
Climate change e portafogli sostenibili: le prospettive per gli investitori
Il legame tra climate change e investimenti è destinato a rafforzarsi. Le politiche europee di transizione energetica, la tassonomia verde dell’UE e la crescente pressione normativa sulle imprese in materia di sostenibilità stanno ridisegnando il panorama dei mercati finanziari. Per gli investitori — e in particolare per gli over 50, che si confermano i più sensibili al tema — questo significa che integrare criteri ESG nel proprio portafoglio non è più solo una scelta etica, ma una variabile sempre più rilevante nella gestione del rischio e nella ricerca di rendimento a lungo termine.
La sfida, oggi, è colmare il gap informativo: fornire dati chiari, reportistica trasparente e certificazioni credibili è la strada maestra per trasformare l’interesse dichiarato in allocazioni concrete verso investimenti 100% sostenibili.
FAQ: Climate change e investimenti sostenibili
- Chi sono gli investitori più propensi a portafogli 100% sostenibili?
- Secondo la ricerca Schroders Global Investor Study, sono gli investitori tra i 51 e i 70 anni (58%) i più inclini a un portafoglio interamente sostenibile, seguiti dalla fascia 18-37 anni e dagli over 71 (entrambi al 52%).
- Quanti investitori italiani sarebbero disposti a un portafoglio 100% ESG?
- Il 55% degli investitori italiani si dichiara pronto ad adottare un portafoglio interamente sostenibile, a parità di rischio, diversificazione e costi. La media globale è del 57%.
- Cosa spinge gli italiani a scegliere investimenti sostenibili?
- Le motivazioni principali sono l’impatto ambientale (49%), il potenziale di rendimento (40%) e l’impatto sociale (36%). Gli investitori italiani mostrano una maggiore attenzione al profilo di performance rispetto alla media globale.
- Cosa serve per aumentare gli investimenti ESG in Italia?
- Il 48% degli investitori italiani aumenterebbe l’allocazione sostenibile con prove concrete di rendimenti superiori. Reportistica trasparente sull’impatto e certificazioni ESG indipendenti sono gli altri fattori chiave.
- Il climate change influenza davvero le scelte di investimento?
- Sì. Il 55% degli investitori italiani dichiara di attribuire oggi maggiore importanza alle questioni ambientali rispetto al passato, e questa sensibilità si traduce in una crescente apertura verso strumenti di investimento sostenibile e portafogli orientati alla transizione ecologica.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.