Notiziario Notizie Italia Caro prezzi e le top 30 dei rialzi: voli al decollo (+168,4% europei), balza anche luce mercato libero

Caro prezzi e le top 30 dei rialzi: voli al decollo (+168,4% europei), balza anche luce mercato libero

“Con l’impennata dei prezzi dell’energia, accelerata dalla guerra in Ucraina, l’era dei biglietti aerei svenduti a 10 euro o meno è terminata”, ha avvertito il numero uno della compagnia low cost Ryanair, Michael O’Leary. E proprio volare è senza dubbio una delle attività che ha subito il rincaro maggiore per colpa dell’inflazione. È quanto emerge da una ricerca dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc) che, elaborando i dati Istat, ha stilato tre classifiche dei rialzi di prodotti alimentari, caro vacanze e quella relativa a tutti i beni e servizi.

Caro prezzi: i rincari maggiori a causa inflazione

Ebbene, per la top 30 relativa a tutto il paniere Istat, “vincono” i voli europei letteralmente decollati del 168,4% rispetto a luglio 2021, al secondo posto i voli intercontinentali che sono saliti del 125,7%. Medaglia di bronzo all’energia elettrica del mercato libero (+109,2%) che batte il mercato tutelato fermo al 5° posto con un ben più basso +57,3%.

“Il fatto che il rincaro del mercato libero sia quasi il doppio di quello del tutelato, 1,9 volte in più, dimostra come non ci sia ancora abbastanza concorrenza nel settore dell’energia e come non si possa eliminare il mercato tutelato e il ruolo di acquirente unico. Per una famiglia vuol dire una stangata media pari a 690 euro su base annua per il libero contro i 362 euro del tutelato, una differenza abissale, da cui si salvano solo i fortunati che avevano sottoscritto lo scorso anno un contratto a prezzi fissi e non hanno subito variazioni contrattuali”, ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

In quarta posizione si piazza olio diverso da quello di oliva (+65,8), al primo posto per gli alimentari, al sesto posto il gasolio per riscaldamento (+52,5%), poi il gas del mercato tutelato con +43,2% (il dato tendenziale del mercato libero non è ancora rilevato dall’Istat), Gpl e metano (+38,6%), in nona posizione il burro (+32,3. Chiude la top ten il gasolio ma in questo caso per mezzi di trasporto (+30,9%).

Togliendo dalla classifica i rialzi esorbitanti dei costi di trasporto, dai voli ai carburanti, già indicati nella classifica generale (salvo il trasporto marittimo che segna un +9,1%) e limitandosi alle vere voci tipicamente legate alle vacanze e all’estate, ossia alle divisioni di spesa ricreazione, spettacoli e cultura e Servizi ricettivi e di ristorazione, al primo posto della top ten dei rincari sulle vacanze ci sono gli alberghi e motel con un rincaro del 16,6%. Medaglia d’argento per le pensioni con +9,4%. In terza posizione ci sono i pacchetti vacanza nazionali con +5,7%. Non va meglio per chi vuole mangiare fuori. Nella classifica al quarto posto la voce pasto in pizzeria (+5,4%), poi i fast food e servizi di ristorazione take away (+5,2%), seguono al 6° con +5% le consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria come il gelato artigianale (da non confondere con i gelati confezionati che comperiamo al supermercato che salgono del 17,8%). Ci sono poi ristoranti con +4,8%, bar (+4,6%) e musei (+3,6%). Chiudono la top ten le manifestazioni sportive e il cinema, entrambe a +2,4%.