News Finanza Indici e quotazioni Wall Street in rally dopo batosta Fed: DJ +550 punti, Nasdaq +3%. Snobbato dato immobiliare Usa peggiore da 2020

Wall Street in rally dopo batosta Fed: DJ +550 punti, Nasdaq +3%. Snobbato dato immobiliare Usa peggiore da 2020

Wall Street procede in netto rialzo, con il Dow Jones che schizza al rialzo di oltre 550 punti, nonostante le indicazioni poco confortanti arrivate dal fronte macro.

Focus sul mercato immobiliare Usa dopo la pubblicazione del dato relativo alle vendite di case esistenti che, nel mese di maggio, sono scese del 3,4% al ritmo annualizzato su base annua di 5,41 milioni di unità.

Il dato, reso noto dalla National Association of Realtors, ha riportato il trend peggiore dal giugno del 2020, dunque dai primi mesi della pandemia Covid-19.

“Prevedo una ulteriore flessione delle vendite di nuove case”, ha commentato Lawrence Yun, chief economist dell’associazione National Association of Realtors.

In evidenza tra i titoli Tesla, che scatta sul Nasdaq di oltre +8% dopo le ultime dichiarazioni del numero uno Elon Musk, che ha dato precisazioni sui licenziamenti che colpiranno la forza lavoro del colosso produttore di auto elettriche. In un intervento organizzato da Bloomberg, il ceo di Tesla ha detto che Tesla ridurrà la forza lavoro rappresentata dai dipendenti salariati del 10% nel corso dei prossimi tre mesi, allo stesso tempo aumentando il numero dei dipendenti a ore. Musk ha calcolato così che, considerando l’impatto delle misure totali, Tesla licenzierà il 3,5% della sua forza lavoro complessiva, aggiungendo che il numero dei dipendenti coinvolti non “è super significativo”. Il ceo ha infine sottolineato di credere che, “tra un anno, il numero dei nostri dipendenti sarà più alto sia per quanto concerne quelli salariati che quelli che lavorano a ore”.

Alle 16.30 circa ora italiana, il Dow Jones sale di 553 punti (+1,9% circa), a 30.449 punti; il Nasdaq avanza di oltre il 3% a 11.139 punti, mentre lo S&P 500 mette a segno un rialzo del 2,64% a 3.772 punti.

Molto bene le Big Tech come Apple, Amazon, Alphabet e Meta. Tra gli altri titoli, occhio anche al balzo di Kellog, dopo che la società ha annunciato una operazione di spin off che porterà alla creazione di tre società separate. Molto bene anche i titoli delle compagnie aeree: le quotazioni di Spirit Airlines volano di oltre l’8% dopo la decisione di JetBlue di aumentare la proposta di takeover a $33.50 per azione. I tassi sui Treasuries Usa a 10 anni sono in rialzo al 3,28%.

La scorsa settimana, lo S&P ha chiuso in calo su base settimanale del 5,8%, il Dow Jones ha perso il 4,8%, scendendo sotto la soglia dei 30.000 punti per la prima volta dal gennaio del 2021, il Nasdaq ha perso anch’esso il 4,8%.

Motivo: i timori sull’inevitabilità di una recessione, dovuta da una Fed sempre più aggressiva sul fronte dei tassi per sconfiggere l’inflazione galoppante. La banca centrale americana guidata da Jerome Powell ha alzato mercoledì scorso i tassi sui fed funds di 75 punti base, lanciando la stretta monetaria più sostenuta dal 1994.

Occhio a non dare troppa importanza, consigliano tuttavia gli strategist di Goldman Sachs e Morgan Stanley, ai rimbalzi degli indici azionari Usa, che potrebbero rivelarsi molto probabilmente semplici parentesi di un mercato orso.

In particolare, gli strategist di Morgan Stanley guidati da Michael Wilson hanno scritto in una nota riportata da Bloomberg che l’indice S&P 500 dovrà scendere di un ulteriore 15-20%, a 3.000 punti circa, per riflettere a pieno l’intensità della contrazione economica attesa.

“Il mercato orso non sarà finito fino a quando non arriverà la recessione o il rischio di una recessione non sarà rientrato”, si legge della nota degli strategist, che segue i bruschi tonfi che Wall Street ha sofferto la scorsa settimana: lo S&P 500 ormai è in fase di mercato orso, avendo perso più del 20% dai massimi precedentemente testati a gennaio.