News Finanza Indici e quotazioni Azionario Asia guarda a Bce e a Trump. Il presidente Usa: Wall Street +10.000 punti senza rialzi tassi Fed

Azionario Asia guarda a Bce e a Trump. Il presidente Usa: Wall Street +10.000 punti senza rialzi tassi Fed

7 Giugno 2019 08:24

La decisione della Bce di Mario Draghi di rinviare un qualsiasi rialzo dei tassi almeno fino alla prima metà del 2020 (rispetto alla precedente tabella di marcia, che prevedeva un nulla di fatto sui tassi fino alla fine del 2019) migliora il sentiment dei mercati, ma non in misura decisa.

Le borse asiatiche riportano un trend contrastato, con l’indice Nikkei 225 di Tokyo che chiude in rialzo dello 0,53%, a 20.884,71 punti. Negativa però la borsa di Shanghai, in calo dell’1,17%; Hong Kong +0,26%, Sidney +0,78%, Seoul -0,07%.

Sui mercati, prevale una sorta di cautela rispetto al vero assist che Mario Draghi & Co potrebbero dare all’economia dell’Eurozona.

Ieri Draghi ha aperto anche alla possibilità di un taglio dei tassi e al ritorno del Quantitative easing. Tuttavia, in una nota Silvia Dall’Angelo, economista senior presso Hermes Investment Managament, (e l’economista non è stata l’unica a sollevare dubbi), ha fatto notare che, se la Bce non ha agito finora, in un contesto di aumento di rischi al ribasso su un’economia il cui outlook è già incerto, è stato probabilmente più perché priva di strumenti efficaci di politica monetaria, che non per compiacenza”.

Insomma, il timore è che la Bce non abbia più a dispozione gli strumenti per affrontare il rischio di una crisi o di un rallentamento della congiuntura.

“Nonostante tutte le rassicurazioni sul fatto che la cassetta degli attrezzi sia piena, la Bce ha poche munizioni per combattere la bassa inflazione”, ha precisato Dall’Angelo, secondo quanto riportato dalla Cnbc.

Intanto Donald Trump è tornato a parlare, affermando che “sicuramente, raggiungeremo un accordo con la Cina”.

Ancora, Trump ha detto che Wall Street oscillerebbe a un livello superiore di 10.000 punti rispetto ai livelli attuali se la Fed si fosse impegnata a lasciare i tassi sui fed funds a un livello più basso.

Sul Messico, invece, che lunedì prossimo dovrebbe essere colpito da nuovi dazi sui beni esportati dagli Stati Uniti, Trump ha detto che “loro hanno bisogno di noi (in un eventuale accordo commerciale), noi non di loro”.