Unioncamere: assunzioni agosto in calo

Unioncamere: le assunzioni di agosto sono in calo del 3,6%, con 335.200 posti previsti e il 46% delle posizioni difficili da coprire. Analisi per settore, regione e profili più ricercati.

Pubblicato 6 Agosto 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 09:24

Le più recenti rilevazioni di Unioncamere descrivono un quadro piuttosto complesso che avvolge il mercato del lavoro italiano: secondo il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, ad agosto le imprese prevedono assunzioni per 335.200 lavoratori, registrando una flessione del 3,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le assunzioni di agosto risultano quindi in calo, un segnale che merita un’analisi attenta per capire cause, settori coinvolti e prospettive future.

Unioncamere: assunzioni agosto in calo del 3,6% — i dati chiave

Il dato più immediato che emerge dal report Unioncamere è la contrazione della domanda di lavoro rispetto all’anno precedente. Ecco i numeri principali:

  • 335.200 assunzioni previste nel solo mese di agosto
  • -3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
  • 1.425.780 opportunità complessive nel trimestre agosto-ottobre, un dato sostanzialmente stabile anno su anno
  • 46% delle posizioni aperte risulta di difficile copertura

A colpire non è solo il fisiologico calo dei posti proposti, bensì la difficoltà di reperimento del personale, che oggi tocca quasi la metà delle posizioni disponibili. Tale carenza è spesso frutto di un mancato incontro tra domanda e offerta: il 31% delle imprese non trova candidati, mentre un ulteriore 12% lamenta competenze non adeguate. Un quadro che, se non risolto, rischia di frenare l’intero sistema economico.

Perché le assunzioni di agosto sono in calo? Le cause principali

Il calo delle assunzioni rilevato da Unioncamere non dipende da un unico fattore. Le ragioni principali sono:

  • Disallineamento tra domanda e offerta di lavoro: le imprese cercano profili che il mercato non riesce a fornire in numero sufficiente.
  • Carenza di competenze tecniche: soprattutto in ambito manifatturiero, ingegneristico e sanitario.
  • Rallentamento congiunturale: alcuni settori produttivi mostrano segnali di frenata nella domanda finale, riducendo i piani di assunzione.
  • Stagionalità attenuata: il turismo e la ristorazione, tradizionalmente trainanti ad agosto, mostrano una crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti.

Fabbisogno e settori produttivi: chi assume di più

Nonostante il calo complessivo, la domanda di lavoro rimane significativa in alcuni comparti. Su base mensile, il settore dei servizi guida la domanda, con 222.000 nuovi inserimenti previsti ad agosto e ben 934.750 nell’arco del trimestre, alimentati soprattutto dai comparti dell’alloggio, ristorazione e turismo (78.360 posizioni). Seguono i servizi alle imprese, il commercio e i servizi rivolti alle persone.

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L’industria conta su 76.280 ingressi, dove spiccano il manifatturiero e le costruzioni, mentre il settore primario punta a 36.220 nuovi posti. Nel complesso, si prospetta un totale di 1.425.780 opportunità tra agosto e ottobre, un dato perlopiù stabile anno su anno.

Carenze sui profili e disallineamenti: i mestieri più difficili da coprire

Uno dei nodi centrali rimane la scarsità di profili specializzati in vari ambiti. Non solo operai saldatori e fonditori, che sfiorano tassi di difficoltà superiori al 70%, ma anche professionisti qualificati come i tecnici della salute e gli esperti in campo ingegneristico.

In alcune regioni, come il Trentino-Alto Adige, la percentuale di posizioni difficilmente copribili raggiunge il 60,1%, mentre il Friuli Venezia Giulia e l’Abruzzo si attestano rispettivamente al 58,6% e al 51,9%. È evidente come la mancanza di personale adeguato non sia confinata a un singolo segmento lavorativo, bensì si estenda a livelli di competenza diversi.

Le figure professionali più difficili da trovare

  • Operai saldatori e fonditori (difficoltà di reperimento oltre il 70%)
  • Tecnici della salute e professioni sanitarie
  • Esperti in ambito ingegneristico e informatico
  • Profili tecnici specializzati nel manifatturiero avanzato

Il confronto trimestrale: agosto-ottobre in prospettiva

Guardando al trimestre agosto-ottobre nel suo complesso, il mercato del lavoro italiano mostra una certa tenuta: 1.425.780 opportunità totali rappresentano un volume ancora rilevante. Tuttavia, il calo delle assunzioni di agosto segnalato da Unioncamere indica che la ripresa post-pandemica sta lasciando spazio a una fase di consolidamento più selettivo, in cui la qualità dei profili ricercati pesa quanto la quantità.

Strumenti per la competitività futura

Il crescente divario tra imprese e forza lavoro rende urgente un investimento più solido nella formazione professionale, focalizzata su percorsi in linea con le reali necessità delle aziende. Migliorare la qualità dell’istruzione tecnica, promuovere corsi specializzati e rafforzare i legami tra scuole, università e imprese sono passaggi chiave per formare figure competenti e aggiornate.

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Solo interventi mirati e continui, supportati da programmi di inserimento personalizzati, potranno correggere il disallineamento attuale e garantire un futuro più sostenibile, in cui qualità e quantità di personale coincidano con l’evoluzione rapida del tessuto economico italiano.

FAQ — Domande frequenti sui dati Unioncamere sulle assunzioni di agosto

Quante assunzioni sono previste ad agosto secondo Unioncamere?

Secondo il Bollettino Excelsior di Unioncamere, le imprese italiane prevedono 335.200 assunzioni nel mese di agosto, con un calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Perché le assunzioni di agosto sono in calo?

Il calo è riconducibile principalmente al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, alla carenza di profili tecnici specializzati e a un rallentamento congiunturale in alcuni settori produttivi.

Quali settori assumono di più ad agosto?

Il settore dei servizi è il principale motore delle assunzioni, con 222.000 inserimenti previsti ad agosto. Alloggio, ristorazione e turismo guidano la classifica, seguiti dai servizi alle imprese e dal commercio.

Qual è la percentuale di posizioni difficili da coprire?

Il 46% delle posizioni aperte risulta di difficile copertura: il 31% per mancanza di candidati e il 12% per competenze insufficienti.

Quali regioni hanno più difficoltà a trovare personale?

Il Trentino-Alto Adige guida la classifica con il 60,1% di posizioni difficilmente copribili, seguito da Friuli Venezia Giulia (58,6%) e Abruzzo (51,9%).

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.