Stellantis propone trasferte in Serbia: sindacati italiani contrari

Stellantis propone trasferte in Serbia per i dipendenti di Mirafiori e Pomigliano: i sindacati italiani si oppongono. Ecco le ragioni, i rischi per l'occupazione e le prospettive per gli stabilimenti italiani.

Pubblicato 4 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 08:40

La notizia che il gruppo Stellantis abbia proposto a molti dipendenti degli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano d’Arco un periodo di lavoro in Serbia sta generando un acceso dibattito sul futuro dell’industria automobilistica italiana. I sindacati italiani si sono dichiarati apertamente contrari, parlando di una mossa che rischia di svuotare ulteriormente la manifattura nazionale in un momento già critico per il settore automotive.

L’idea di una permanenza di diversi mesi fuori dal Paese, con un’indennità giornaliera e la possibilità di condividere un’auto a noleggio, suscita reazioni contrastanti tra i lavoratori. Da un lato, c’è chi vede in questa opportunità una chance di crescita professionale e di rilancio produttivo; dall’altro emergono timori concreti per il destino degli stabilimenti sul territorio nazionale e per l’effettivo impegno del management a investire sul suolo italiano. Riguarda migliaia di lavoratori: vigilanza, logistica, produzione diretta — e le implicazioni sono tutt’altro che marginali.

Stellantis propone trasferte in Serbia: di cosa si tratta

La proposta di Stellantis prevede lo spostamento temporaneo di operai e tecnici italiani verso lo stabilimento di Kragujevac, in Serbia. La durata ipotizzata è di diversi mesi, con un pacchetto che include:

  • un’indennità giornaliera aggiuntiva rispetto alla retribuzione ordinaria;
  • la condivisione di un’auto a noleggio per gli spostamenti locali;
  • sistemazione alloggiativa a carico dell’azienda.

La destinazione non è casuale: lo stabilimento serbo offre condizioni fiscali vantaggiose ed è il sito scelto per la produzione del nuovo modello Fiat Grande Panda. Il reclutamento di personale qualificato in loco si è rivelato più difficile del previsto, inducendo il gruppo a optare per trasferimenti temporanei dall’Italia.

Perché la Serbia: le ragioni strategiche di Stellantis

La scelta di Kragujevac risponde a una logica industriale precisa. L’economia del Paese balcanico presenta:

  • costi salariali più contenuti rispetto alla media dell’Europa occidentale;
  • incentivi fiscali che rendono la produzione localmente più competitiva;
  • una filiera già avviata attorno allo storico stabilimento ex-Zastava, acquisito da Fiat anni fa.

Questo scenario alimenta interrogativi su quanto, in prospettiva futura, tali trasferte possano incidere sul consolidamento della manifattura nazionale. Nel contempo, gli investimenti locali appaiono una sfida sostanziale per l’intero comparto europeo.

Sindacati italiani contrari: le ragioni dell’opposizione

I sindacati hanno espresso forti perplessità riguardo a questa iniziativa. Le principali obiezioni sollevate dai rappresentanti dei lavoratori sono:

  • Indebolimento del tessuto produttivo italiano: allontanare personale esperto invece di potenziare i siti di Mirafiori e Pomigliano viene letto come un segnale di disimpegno.
  • Assenza di un piano industriale chiaro: i sindacati chiedono garanzie scritte sul futuro degli stabilimenti italiani prima di accettare qualsiasi forma di mobilità internazionale.
  • Precarietà occupazionale crescente: molti dipendenti hanno già subito lunghi periodi di cassa integrazione, con turni ridotti e prospettive di stabilità ancora incerte. Le trasferte rischiano di essere un rimedio temporaneo che non risolve la questione occupazionale nel lungo periodo.
  • Pressione psicologica e sociale: lavoratori con famiglie e radici territoriali forti difficilmente possono accettare mesi di lontananza senza conseguenze sul piano personale.

Le proteste recenti mostrano la volontà di molti operai di difendere il proprio posto e la propria dignità professionale. Per i sindacati, la risposta di Stellantis alla crisi produttiva non può essere esportare il lavoro italiano all’estero.

👉 Leggi anche: Sciopero dei Tir in Sicilia dal 16 al 22 ottobre: cosa blocca e come incide sui rifornimenti

La situazione negli stabilimenti italiani

Il contesto in cui si inserisce la proposta di trasferte in Serbia è quello di una crisi strutturale che colpisce in particolare Mirafiori e Pomigliano d’Arco. Tra i nodi principali:

  • periodi prolungati di cassa integrazione che si ripetono con cadenza sempre più frequente;
  • volumi produttivi lontani dagli obiettivi dichiarati dal management;
  • infrastrutture che necessitano di ammodernamento;
  • incertezza sui modelli che verranno assegnati ai singoli stabilimenti.

La proroga dei contratti di solidarietà fino ai primi mesi dell’anno venturo conferma la dimensione strutturale delle difficoltà che il settore sta affrontando. Nonostante l’ambizione di raggiungere cifre più alte di produzione auto, numerose imprese del comparto si trovano ad affrontare una politica industriale ancora in via di definizione.

Prospettive e nodi da sciogliere

Nel lungo periodo, si teme che l’assenza di investimenti robusti nei siti italiani possa tradursi in un declino competitivo difficile da arrestare. Per molti osservatori, il futuro dipenderà dalla capacità del management di elaborare strategie unitarie che tengano insieme efficienza, tecnologia e tutela dell’occupazione.

Un rilancio reale richiederà non solo risorse, ma anche la determinazione di tutte le parti coinvolte — governo, azienda e sindacati — ad avviare un percorso di rinnovamento condiviso. La vicenda delle trasferte in Serbia è, in questo senso, un banco di prova: la risposta che Stellantis darà alle richieste sindacali dirà molto sulla reale volontà del gruppo di mantenere un radicamento produttivo in Italia.

FAQ: Stellantis, trasferte in Serbia e sindacati italiani

Quali stabilimenti italiani sono coinvolti nella proposta di trasferte in Serbia?

La proposta riguarda principalmente i dipendenti degli stabilimenti di Mirafiori (Torino) e Pomigliano d’Arco (Napoli), due dei siti produttivi più importanti di Stellantis in Italia.

Perché Stellantis vuole inviare lavoratori italiani in Serbia?

Lo stabilimento di Kragujevac, in Serbia, è stato scelto per produrre il nuovo Fiat Grande Panda. Le difficoltà nel reperire personale qualificato in loco hanno spinto il gruppo a proporre trasferimenti temporanei dall’Italia.

Cosa chiedono i sindacati italiani a Stellantis?

I sindacati chiedono un piano industriale chiaro per gli stabilimenti italiani, garanzie occupazionali concrete e il potenziamento dei siti nazionali, invece di spostare il personale esperto all’estero.

Le trasferte in Serbia sono obbligatorie per i lavoratori?

Stando alle informazioni disponibili, la proposta è formulata come volontaria, ma il contesto di cassa integrazione e incertezza occupazionale rende la scelta tutt’altro che libera per molti dipendenti.

Qual è la situazione attuale della cassa integrazione negli stabilimenti Stellantis in Italia?

I periodi di cassa integrazione si sono moltiplicati negli ultimi anni, con turni ridotti e contratti di solidarietà prorogati. La situazione rimane critica e priva di una soluzione strutturale nel breve termine.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.